Juan Gabriel Arias ha 54 anni. È un sacerdote originario di Buenos Aires. Ha prestato servizio nella parrocchia Natividad de María Santísima, a Barracas, e da nove anni si è stabilito in Mozambico, a Mangudze, una cittadina rurale a 250 km dalla capitale Maputo. «Mi è ben chiaro che oltre girare 45 cappelle nel raggio di 100 km, devo fare il medico, il meccanico, il muratore, l’elettricista. Porto il pronto soccorso in caso di diarrea, malaria, diabete, altri dolori. Dipende da dove si trova la vittima, ma di solito l’ospedale è molto lontano».
La sua storia è stata raccontata dal Clarín. Arias è arrivato in Africa con il suo amico Jorge e con il progetto di portare in Mozambico ginecologi, anestesisti, chirurghi due volte all’anno, per curare e visitare persone abbandonate. In nove anni ci sono stati 700 interventi chirurgici. Insieme a tutto questo, padre Arias ha portato l’amore per il pallone, lui lo chiama l’immancabile gioco settimanale.
«Abbiamo giocato contro una comunità della mia parrocchia ma di un’altra zona. Vengono qui, arrivano quando arrivano, perché certe volte non hanno modo. Prima ero attaccante, adesso sono arretrato a centrocampo per l’età. I campi sono una terra desolata, dove la palla non rotola, ma salta, le porte sono fatte di canne».
La sua casa ha l’elettricità grazie a un pannello solare, intanto si è abituato a vivere «con meno del minimo indispensabile». L’Argentina è sparita dal suo futuro. Si è innamorato di Magundze, «un luogo che potrebbe somigliare all’interno più profondo di Santiago del Estero», spiega.
Javier Firpo allora racconta: “Sono le undici di sera a Mangundze, cittadina rurale a 250 chilometri da Maputo, capitale del Mozambico, nell’Africa sudorientale. L’oscurità e il silenzio sono assordanti, si sente dire via WhatsApp. Nei dintorni non ci sono servizi, non c’è asfalto, l’acqua scarseggia, il fango abbonda e l’energia elettrica è arrivata meno di un anno fa, va e viene. Ma c’è un argentino felice, appassionato e desideroso di continuare ad aiutare questa zona così remota quanto povera”.
Dice che quando sarà, vorrà morire qui. Ma ora, bisogna sapere che a don Juan, dell’Argentina, manca solo una cosa. Esatto. Il fútbol. Non torna a casa da quattro anni ma la sola cosa che desidera è vedere una partita del Racing Avellaneda. Si è fatto tatuare sul braccio un Cristo che tocca lo scudo della squadra. Più di così non saprebbe dirlo. Qualche settimana fa è riuscito a vedere in qualche modo la partita di Copa Libertadores della sua squadra contro il Boca. Ha sofferto per l’eliminazione ai rigori.
Arias aveva visitato la prima volta il Mozambico tra il 2003 e il 2006. Innamorato pazzo L’arcivescovo gli chiese espressamente di occuparsene. Era Jorge Bergoglio. Hanno tuttora un rapporto stretto, a distanza. La parrocchia di Magundze ha preso i colori del Racing. Bergoglio la aiuta economicamente, così come altro sostegno economico arriva dalla Fondazione Messi. Con l’assegno di Leo possono comprare la colazione per 15.000 bambini di 46 scuole. Per molti di loro resterà l’unico pasto della giornata. Ci sono ragazzi che appartengono a famiglie residenti in zone dove non c’è una goccia d’acqua. Per andare a prenderla devono camminare 5 km con secchi da 20 litri in testa.
Padre Arias si sta occupando della costruzione di case nuove in mattoni e cemento, per chi ha sempre vissuto in una capanna. L’altro giorno un follower su Twitter o come si chiama adesso gli ha chiesto il numero del conto in banca per fare un bonifico. È apparso dal nulla, pare che abbia scoperto i lavori dai post che ha scrollato. Ha mandato una cifra con cui si possono costruire sei appartamenti. Finora ne hanno completati 15, vanno avanti al ritmo di due al mese. Padre Juan sta per rientrare in Argentina per un incontro con il nuovo arcivescovo, José Ignacio García Cuerva, ma già freme al pensiero di volare di nuovo e presto in Mozambico. E comunque domenica c’è Racing-Platense. Hai visto mai.
RUOTE
Apple avrebbe offerto a Liberty Media 2 miliardi di dollari l’anno per i diritti tv in esclusiva della Formula 1. Lo sostiene il periodico BusinessF1, specializzato sui conti del Circus. La notizia è rilanciata stamattina da La Stampa, dove si legge che “non è precisato se Apple trasmetterebbe i Gp sulla propria piattaforma o li subappalterebbe alle tv”.
AMERICHE
BENEDETTO GIORNALISMO
New York piange, Boston celebra. La sezione sport del New York Times a cura della storica redazione ha chiuso da qualche settimana, il gruppo di lavoro è stato smantellato e destinato a nuovi incarichi. Le pagine stanno ospitando i pezzi online dei giornalisti di The Athletic, il web-magazine acquistato all’inizio del 2022 per 550 milioni di dollari. I pezzi di congedo delle grandi firme del Ny Times sono stati struggenti. Ora, forse è un caso, forse no, ma stamattina sul Boston Globe il decano della redazione Dan Shaughnessy scrive un ricordo dei suoi cinquant’anni di professione legati alla scena sportiva. Il suo primo pezzo è apparso il 4 ottobre 1973 e scrive che “alcuni momenti rimangono con te più di altri, dopo più di 9.000 storie”. [tutto qui]
GRANDE JOE, NON È PASSATO NEANCHE UN SECOLO
Joe Mazzulla si accosta alla sua seconda stagione da allenatore dei Boston Celtics, “pronto a crescere insieme alla sua squadra”, scrive il giornale cittadino con la sua firma di basket, Gary Washburn. “L’anno scorso il vice di lunga data si è trovato in una situazione difficile ma ha comunque guidato Boston alle finali della Eastern Conference”.
UN BEL GIRETTO DI PAROLE DOPPIATE
Da Slalom del 30 settembre 2022: “Chi ha ucciso Laura Palmer? E soprattutto: chi è Joe Mazzulla? Il nuovo allenatore dei Boston Celtics, certo. Ma chi è? Da dove viene fuori? Cosa pensa? Dan Shaughnessy, sul Boston Globe, dice che “una settimana fa, praticamente nessuno a Boston conosceva la risposta a questa domanda”. Sulla panchina della squadra arrivata a due partite di distanza dall’anello NBA, quella di Red Auerbach e Bill Russell, di Tommy Heinsohn e K.C. Jones, di Rick Pitino e Doc Rivers, siede un 34enne che non ha mai giocato in NBA, padre siciliano [Daniel] e madre afro-americana [Latresa]. Racconta il Boston Globe che suo padre e suo nonno hanno entrambi trascorso la loro vita lavorativa al servizio del Johnston Parks and Recreation Department. Dan Mazzulla è morto per un tumore al cervello due anni fa. È nella Bryant College Hall of Fame perché ha giocato a basket per cinque stagioni da semi-professionista in Cile. Un suo ex compagno di squadra riferisce che «non era un ragazzo con cui vorresti litigare in un bar alle 2 del mattino». Ha detto tutto. Mamma Latresa è rimasta a vivere in California.
Alla fine del primo allenamento diretto da capo allenatore, dopo quattro anni nello staff tecnico, Joe Mazzulla ha raccontato che – come la maggior parte dei ragazzi del Rhode Island – è cresciuto facendo il tifo per i Providence Friars. È andato al Fleet Center per vedere i Celtics in tutto due volte. Per intendersi: non ha mai visto giocare dal vivo Larry Bird, non ha mai visto giocare dal vivo Michael Jordan. «Ho grandi giocatori e grandi persone intorno a me – ha detto Mazzulla – quindi posso permettermi di essere quello che sono. Sono qui da quattro anni e ho costruito le mie relazioni. Non credo che ai ragazzi importi da dove vengo, se ho giocato o se non giocato. Penso che gli importi del fatto che io tengo a loro. E comunque siamo 0-0: nessuno è ancora arrabbiato con me». Un bel tipo.
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Piccola guida allo sport serale in tv
SIMONE BILES AI MONDIALI
È la sera della finale per l’oro a squadre, con le USA di Simone Biles favorite. Oa Sport dice che la Gran Bretagna di Jessica Gadirova è candidata all’argento, insidiate dal Brasile di Rebeca Andrade e la Cina. L’Italia ha chiuso il turno preliminare al quinto posto, nonostante l’assenza di Giorgia Villa. Fu bronzo nel 2019 e quinta un anno fa.
quando | oggi ore 19.30 in tv su Rai Sport
SU RIMBALZI
L’84esimo episodio di Rimbalzi, il podcast prodotto e realizzato con Chora Media, è dedicato alla storia della ginnasta americana. L’infanzia difficile, gli abusi in nazionale, la crisi di Tokyo. E ora la rinascita | Su Spotify a questo link la serie completa | Rimbalzi è disponibile su tutte le principali piattaforme.
L’EUROLEGA FEMMINILE
Il torneo comincia stasera con entrambe le italiane in campo: Schio-Lublin e Virtus Bologna-Polkowice. Ma si parte con il caso Madison a Bologna. Le ragazze della V nera giocheranno a Piazza Azzarita, ma solo stasera, poi lasceranno lo storico palasport definitivamente. Si trasferiscono alla Baltur Arena di Cento, impianto da 2000 posti, in conseguenza di una clamorosa rottura consumata nel giro di pochi giorni fra dirigenti e Comune. Una settimana fa la squadra era stata ricevuta dal sindaco dopo la vittoria in Supercoppa. È una storia di affitto triplicato e Basket Magazine la ricostruisce qui
quando | oggi ore 20 in streaming su YouTube
LONDON LIONS-REYER VENEZIA
Esordio di Venezia alla Copper Box Arena in Eurocup, dopo la sconfitta di Trento in Germania con l’Ulm ieri sera [80-70]. Dalla guida di Sportando: “I britannici rispondono alla guida di coach Petar Bozic, il quale affida all’esterno Matthew Morgan il compito di trovare la via del canestro grazie alla sua capacità di mettersi in striscia; ad occupare l’altro spot di guardia ci sarà Tarik Phillip, impegnato sia nel fornire assistenza in attacco come creator sia in difesa per anticipare le linee di passaggio. Con Sam Dekker ancora fermo ai box è Mo Soluade a prendere il posto di ala piccola, mentre l’irlandese Conor Morgan verrà utilizzato da quattro atipico appostato prevalentemente dietro l’arco per stracciare la retina. Chiuderà il quintetto Gabe Olaseni, centro di 208 centimetri con ampia apertura di braccia, eccellente nella protezione del ferro e con buoni tempi nel bloccare i tiri avversari”. [tutto qui]
quando | oggi ore 20.30 in tv su Dazn