Quello di Lara Gut-Behrami è stato un capolavoro di testardaggine. La prima bandiera che sventola in Coppa del mondo è svizzera per la sua incredibile rimonta tra prima e seconda manche: quattro posizioni recuperate e 73 centesimi di secondo mangiati a Federica Brignone che aveva chiuso in testa, seconda per 2 centesimi alla fine del gigante di Soelden. Sono passati quindici anni meno due mesi dal primo successo in Coppa di Gut, un Super-G sulla Corviglia di Sanlt Moritz. È l’atleta più longeva nella gloria, più di Ingemar Stenmark.
La pista ha tenuto, la visibilità era buona, il blitz è riuscito perché Gut si è fidata di sé stessa nella seconda parte della mattinata. Più di Brignone, scesa giustamente per gestire quel che aveva, 21 centesimi subito lasciati nella parte alta, molto veloce sul muro, ma forse troppo pulita, e poi imperfetta nel tratto centrale in ombra.
Nella prima manche, la svizzera aveva invece avuto un problema a tenere la linea ideale nella parte di pista dove avrebbe dovuto rilanciare il ritmo, prima del piano. Era stata la migliore nella parte centrale, più efficace e più sicura anche d Shiffrin e Vlhova. Nella seconda manche si è tolta dalla testa l’errore. È stata leggera e pulita. Ha dato 1 secondo e 19 a Marta Bassino, a sua volta in risalita dopo una prima manche con qualche incertezza e un muro spettacolare [quinta alla fine, davanti a Shiffrin].
Per Federica Brignone il rimpianto di un successo sfumato così, ma la conferma di essere sempre eccellente sui muri – “il suo pane” come ha detto Gianmario Bonzi nella telecronaca di Eurosport e di esser molto migliorata nella scorrevolezza.
La gara di Sofia Goggia è stata bizzarra. Era uscita lanciatissima dalla parte iniziale del tracciato nella prima manche, ma si è ritrovata vicinissima a un palo un guardaporte con la pala e si è fermata, spiazzata. Ha avuto diritto a ripartire, ma scendendo per 43esima. Era 19esima a metà gara, 16esima alla fine, “con ottime sequenze – dice Fabio Poncemi su Neve Italia – e ovviamente un tratto finale in piano da top”. Sofia Goggia non andava a punti in gigante da quasi due anni. Sulla sua pagina Facebook, Gianmario Bonzi ha scritto: “Lo dico? Lo dico. Oggi mi ha impressionato. Per un 16° posto? Ebbene sì. Intanto, la prima manche l’ha dovuta disputare due volte, nel secondo caso con pettorale… 45. Mica facile ritrovare concentrazione e fiducia. Poi, ha rimontato 4 posizioni nella 2a, infine ha mostrato quanto il gigante (a certi livelli) potrà renderla ancora più forte nelle discipline veloci. E mi aspetto grande costanza in superG. E’ in forma fisica smagliante. La Coppa generale rimane un sogno proibito finché c’è #Shiffrin, ovvio, Mika che non sempre inizia al top, ma poi quando alza l’asticella non si ferma più. Con 12 discese, 11 superG e 11 giganti vediamo comunque dove potrà arrivare la bergamasca. Spero quanto meno al suo record di punti, che vorrebbe dire scollinare oltre quota 1.197. Incrociamo le dita, ma…“
Race Ski Magazine aggiunge: “Se dobbiamo cercare una sorpresa, questa è la croata Zrinka Ljutic, classe 2004 che si è qualificata con pettorale 48 per poi chiudere in quattordicesima posizione. È il suo miglior risultato in gigante e per certo potrà regalarsi belle soddisfazioni anche in questa specialità”.
La sciolina al fluoro
C’è stato anche il primo caso di squalifica per l’uso illegale della sciolina al fluoro. C’è cascata la norvegese Ragnhild Mowinckel, sesta dopo la prima manche. Sono diventate illegali e considerate doping tecnologico, oltre che un rischio per la salute e per l’ambiente. Il caso era stato sollevato dal giornale francese L’Équipe, che tempo fa denunciava l’impiego di scioline con sostanze perfluoroalchiliche, o pfas, nello sci nordico. Offrono un vantaggio di scorrevolezza grazie all’utilizzo di sostanze che l’industria chimica adopera per impermeabilizzare i tessuti e per le pentole antiaderenti. Si stendono sotto gli sci con un ferro da stiro, ma proprio il loro riscaldamento finisce per disperderle nell’aria, aumentando il pericolo che siano assorbite dai polmoni. Il giornale francese citò nella sua inchiesta i casi di alcuni preparatori del fondo che avevano accusato problemi di salute. Secondo i ricercatori si rischiano disturbi endocrini, al sistema immunitario e nello sviluppo cognitivo e neuro comportamentale.
domani ore 9.45 e 12.45: gigante maschile | in tv su Eurosport e Rai Sport
| voci Marta Bassino
➣ Come si presenta al cancelletto di partenza?
«Mi sento bene. Abbiamo fatto un bel periodo di allenamenti a Ushuaia, in Argentina poi, al rientro in Europa, ci siamo spostati a Hintertux. Lì però abbiamo trovato condizioni spesso non buone, il ghiacciaio era in uno stato pietoso, non c’è più neve. Mi ha sconvolto vederlo così perché la situazione generale è abbastanza critica. Il futuro degli sport invernali è a rischio: è come se fossimo un mese in anticipo e dovessimo spostare tutto più avanti».
➣ A parte il gigante, il focus resterà sulle discipline veloci o la vedremo anche in slalom?
«No, continuiamo sulla strada delle ultime stagioni. A cominciare dal gigante, poi il superG, spesso abbinato alla discesa a seconda del weekend e della pista. Magari ne salterò qualcuna o la prova di queste per ricavare qualche allenamento extra, ma lo valuteremo col prosieguo della stagione».
➣ Fa qualche lavoro nuovo a secco con il suo preparatore personale Marco Giordano?
«Nulla di diverso, abbiamo portato avanti il lavoro degli anni passati perché funziona e mi fa star bene fisicamente. Qualche piccolo adattamento c’è, ma il succo è sempre quello: lavori di forza, poi al campo di atletica, ripetute in bici, tennis».
➣ Sul tartan è una saetta: proprio Giordano ci ha detto dei suoi riscontri strepitosi sui 200, conferma?
«I tempi e i confronti li lascio a lui perché è sempre col cronometro in mano. Io sono contenta di fare la sciatrice e di svolgere quegli allenamenti per andare più forte sulla neve».
intervista di alberto dolfin, Corriere dello sport-stadio
LA SAI L’ULTIMA? La pista di bob del 2026 è in Svizzera
Il Corriere della sera scrive stamattina che è stato risolto l’intrigo del bob olimpico e che i Giochi dell’autonomia, i Giochi di Milano e Cortina sono sotto tutela internazionale. Uno schiaffo ai governatori di Lombardia e Veneto, il bob va in Svizzera. Marco Bonarrigo ha scritto: “Il Cio ha richiamato all’ordine la Fondazione organizzatrice: si potrà gareggiare soltanto su di una pista a oggi «attiva e funzionante» e questa pista sarà probabilmente quella svizzera.
Da Losanna filtrano indiscrezioni sull’esecutivo Cio di Mumbai, del 16 ottobre, dove Karl Stoss, presidente della commissione Giochi invernali, invece di rammaricarsi della rinuncia cortinese ha applaudito (con il principe Alberto di Monaco) al salvataggio dei 35mila metri quadri di larici di alto fusto che sarebbero stati sacrificati a un impianto incompatibile con la nuova coscienza ambientalista del Cio e la pesante crisi energetica. Impianto esistente e funzionante significa un no secco anche alla ristrutturazione di Cesana Torinese, diniego che avrebbe procurato malumori al presidente mondiale del bob, Ivo Ferriani (pure lui membro Cio), che di quel budello fu padre e gestore ai tempi di Torino 2006: si tratterebbe di una nuova cattedrale nel deserto di tre discipline a rischio di estinzione per la crisi climatica”.