Un’altra Corea, bisogna proprio raccontarla così. Stessa avversaria, stessa fine. Cinque anni fa, gli uomini uscirono dai Mondiali per una sconfitta all’ultima partita del girone in Russia. Ora tocca alle calciatrici di Germania vedere il proprio nome accostato alla parola shock, funziona sempre, è breve, nei titoli ci sta e in fondo rende l’idea. Le campionesse d’Europa fermate sull’1-1 ed eliminate da una nazionale asiatica che le aveva perse tutte, cadute in crisi di fiducia dopo aver perso contro la Colombia, scavalcate in classifica dal Marocco, eppure battuto 6-0 all’esordio. Le nazionali africane agli ottavi di finale sono salite a tre. E poi c’è la Giamaica, sorpresa tra le sorprese. Un Mondiale imprevisto, un Mondiale bellissimo.
“I parallelismi con la debacle della nazionale maschile nel 2018 – dice Eurosport Deutschland – sono spaventosi, non solo per l’avversario. Gli uomini non si sono ancora ripresi. Hanno infilato uno dietro l’altro un paio di fiaschi, agli Europei 2021 e al turno preliminare in Qatar. Rimangono molti punti interrogativi sulle ragioni dell’eliminazione anticipata delle donne”. Bernd Neuendorf, presidente della federazione, aveva già fatto le valigie per portarsi nelle città dove si giocheranno da domani le partite dell’eliminazione diretta. Ha chiamato le sue giocatrici. Ha detto: insieme supereremo questa delusione. I quattro gol in tre partite di Alexandre Popp non sono state sufficienti. Così, associata alla delusione della U21 maschile agli Europei, questo pareggio fatale fa dire in Germania che “il disastro è perfetto”.
le ragioni ► La stampa tedesca mette sul tavolo una serie di ragioni. 1] Gli infortuni a Giulia Gwinn, Carolin Simon, Marina Hegering, Felicitas Rauch e Sara Doorsoun. 2] L’instabilità della difesa e due terzine che sono state riadattate. 3] La lentezza del giro palla. 4] La dipendenza da Alexandra Popp, come agli Europei, quando la capitano ha trascinato la squadra in finale e s’è fatta male. I guai sono cominciati con le discussioni per avere in anticipo le giocatrici del Bayern, assenti nella prima delle due amichevoli contro il Vietnam. La ct Martina Voss-Tecklenburg ha detto che nell’ultimo semestre è stata data troppa attenzione agli interessi dei club. A parte Popp e Merle Frohms, la condizione atletica delle altre era in calo, fa notare Eurosport, sorattutto a proposito di Lena Oberdorf, Sara Däbritz e Lina Magull.
“Le escursioni per vedere canguri e koala, le visite turistiche a Sydney avrebbero dovuto garantire relax e rafforzare lo spirito di squadra, a quanto pare non ha funzionato”.
“Che dramma!” ha twittato la ministra degli Esteri Annalena Baerbock, mentre la ministra dell’Interno Nancy Faeser ha inviato un cuore spezzato alla ct. “L’eliminazione delle donne sta mettendo a rischio la reputazione della Germania come nazione del calcio”, dice Eurosport.
La rivista specializzata Kicker sottolinea l’isolamento di Popp nella squadra. Süddeutsche Zeitung titola in modo apocalittico: “È finita”, mentre la Bild parla di “Horror” e di torneo “imbarazzante anche le nostre donne”. Die Welt dice che si tratta di “una disgrazia storica”, per la prima volta la squadra femminile non s’è qualificata per gli ottavi. Anche Der Spiegel sottolinea che “un’eccezionale Alexandra Popp non è bastata”.
binocoli ► Lo stupore non scema all’estero. In Inghilterra il Daily Mail se ne esce con “Arrivederci, Germania”, mentre The Athletic lo chiama “uno dei più grandi sconvolgimenti nella storia della Coppa del Mondo femminile”. Per il Guardian “la Germania fallisce col botto” e il Sun sottolinea che “la storia si ripete”.
Dalla Spagna Marca dice che “non ci sono parole per descrivere quello a cui stiamo assistendo in questo Mondiale. Potrebbe già essere definito come il più bello della storia, il Mondiale delle sorprese. E il meglio deve ancora venire. Non ci sono favorite. Questo è il calcio”. Il Mundo Deportivo sottolinea allora “il miglioramento del livello di molte squadre femminili che sono riuscite a qualificarsi, lasciandosi alle spalle squadre più forti come Germania, Brasile e Italia”.
L’Équipe certifica che la Corea del Sud sta diventando la bestia nera del calcio tedesco, dall’Austria Krone parla di “bancarotta storica per la Germania”.
IL TORNEO
Iniziano gli ottavi di finale
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La Spagna cammina su un filo sottilissimo. Il legamento saltato ad Alexia Putellas compromise ogni chance di vincere l’Europeo un anno fa, l’ammutinamento di quasi tutta la squadra contro il ct Vilda resta un trauma. Ne scrive stamattina Manuel Merinero, dirigente del calcio femminile, sul quotidiano Abc, parlando di resa di Vilda alle ribelli riammesse nella rosa. Nella prima partita contro il Costa Rica, la formazione titolare della Spagna era composta da sette giocatrici rimaste fedeli al ct e quattro ribelli. Contro lo Zambia le fedelissime sono scese a cinque, stessa proporzione contro il Giappone.
“Penso che contro la Svizzera – dice Merinero – almeno in sei giocheranno ancora e altre se ne aggiungeranno strada facendo dalla panchina. Così le ammutinate hanno ripreso il comando. Vilda ha dato fiducia a coloro che hanno cercato di rovesciarlo. Un gesto di pace o di debolezza? Fino a oggi nessuno ha reso pubblici i cambiamenti che hanno portato al loro ritorno in squadra. Pochi conoscono con certezza la vera storia interna di quella rivolta, un episodio mai visto nel calcio spagnolo. Si è sempre detto che le giocatrici ribelli avevano tradito le compagne. Ora, quelle che sono tornate sui propri passi, hanno tradito pure le altre che sono rimaste fermi nella loro decisione. Quello che si percepisce è che le fedelissime si sentono tradite due volte. Una fatale concatenazione di cattive vibrazioni che non giova alla squadra. Quando in un Mondiale non si sentono le parole gruppo, squadra, nazione, ma ne risuonano altre come tradimento, silenzio, brutte facce, rimprovero, apatia, è evidente che qualcosa non sta andando bene”.
El Pais racconta invece la storia di Rubén Jiménez, “gli occhi di Vilda ai Mondiali”, l’analista che raccoglie dati da un’impalcatura portatile montata in Nuova Zelanda, “un set di tubi di ferro e una pedana in lamiera, la struttura che viene allestita in tutti i campi dove si allena la Spagna, da Palmerston a Wellington. È uno strumento che la federazione usava prima che Luis Enrique lo rendesse famoso al Celta”. Rubén Jiménez è incaricato di analizzare le avversarie: riceve materiale grafico dallo staff che assiste alle partite dei Mondiali in diretta e integra con Wyscout, Soccerway, Hudle, Sportscode.
VITE MONDIALI
Misa Rodriguez sta in porta alla Spagna, numero uno. Due anni fa venne presa di mira quando twittò una foto in cui era affiancata a Marco Asensio, con la didascalia: “Stessa passione”. Tutto il calcio spagnolo la difese, compreso Asensio: “Non lasciare che niente e nessuno ti impedisca di dire quello che pensi”. Da bambina aveva quasi dovuto smettere di giocare per un difetto cardiaco, un intervento chirurgico all’età di 13 anni le ha restituito il pallone. Nella guida al torneo del Guardian, Irene Guerrero viene definita come la combattente della squadra, un gioco di parole con il suo cognone, “tutto ciò che raggiunge, lo dedica ai genitori”. Suo padre è morto nel 2019 dopo aver vissuto su una sedia a rotelle, così sua madre. Claudia Zornozza indossare sempre la stessa fascia per capelli. È stata a un passo dall’entrare nella guardia civile spagnola, alla fine ha deciso di continuare a studiare per fare l’insegnante. Mariona Caldentey suona il pianoforte, un passatempo che giudica terapeutico. Lo ha fatto durante il lockdown, lontano dalla sua Maiorca, lontano dalla sua famiglia. È stata sua nonna María a insegnarglielo. Quando è seduta davanti ai tasti bianchi e neri, si ricorda di lei. È stata una delle 15 giocatori che si ammutinarono lo scorso anno, solo una delle tre richiamate per questo Mondiale. Alba Redondo è una delle rivelazioni della stagione, un rendimento stellare con il Levante grazie alla sua nuova dieta, gestita da specialisti. Piselli e lenticchie hanno sostituito la pasta nel menu.
Gaëlle Thalmann è invece una delle portiere della Svizzera ma gioca proprio in Spagna, attualmente al Betis, e lavora part-time per la federcalcio del proprio paese, dove dirige un progetto per incoraggiare le ragazze a giocare a calcio. Livia Peng è una delle ragazze più giovani. Dopo molte convocazioni, le è stata data la possibilità di esordire contro la Danimarca nel novembre 2022. Ma le panchine concordarono di fare otto sostituzioni, un mese e mezzo la Fifa fece sapere che che l’amichevole non sarebbe stata omologata: debutto azzerato. Peng racconta di aver ricevuto i primi guanti da portiera a Natale, quando aveva otto anni. Laura Feltre ha 21 anni. Quando le è stato detto che ogni giocatrice della Coppa del Mondo avrebbe ricevuto 25.000 sterline ha detto alla Tribune de Genève: «Il denaro non mi interessa. La somma mi fa un po’ ridere, perché è enorme per me. Sono una studentessa e non mi guadagno certo da vivere con i soldi che mi danno al Servette». Si sta laureando in scienze motorie, ha dovuto rimandarne alcuni esami a dopo i Mondiali. Nadine Risen trascorre diverse ore al giorno in treno, facendo la pendolare tra casa sua a Berna e Zurigo. Lavora come babysitter dalle 11 alle 14.30, poi deve tornare indietro per l’allenamento alle 17, come ha raccontato a Blick. «Quando guardo le bollette, cerco di capire come pagarle». Viola Calligaris, il numero 18, ha una mezza idea: «Mio nonno vorrebbe vedermi giocare un giorno con la maglia della Juve». Metterà invece quella della Roma Eseosa Aigbogun, entrambi i genitori nigeriani. Nel 2017 ha raccontato a Blick come il calcio l’abbia aiutata a superare il trauma del divorzio dei suoi genitori. Coumba Scrofa è tra le giocatrici più esperte della squadra, figlia di padre senegalese e madre olandese. Ha raccontato al Watson di aver conosciuto il razzismo da ragazzina, quando con suo padre entrò in un negozio di Zurigo per comprare un paio di stivali. Una macchina della polizia iniziò a seguirli, li fermarono, chiesero i documenti e mentre l’uomo si frugava in tasca lo incalzavano di domande, gli chiedevano se davvero fosse il padre di quella bambina. «Con mia madre bianca – dice Coumba – non sarebbe mai successo». Lia Wälti è nata nel villaggio di Langnau e durante l’inverno la famiglia costruiva una pista di pattinaggio sul ghiaccio in giardino, finché suo padre non l’ha indirizzata verso il calcio, lo sport che lui stesso praticava da ragazzino. La stella tra le stelle in Svizzera si chiama Ramona Bachman, un’istituzione, in nazionale da 16 anni, mentre Meriame Terchoum lavora per il sindacato calciatrici e fa la social media per il canale televisivo Blue. Ma nel settore nessuno batte Aliscia Lehmann, fenomeno social, la calciatrice più seguita al mondo con circa 13 milioni e mezzo di follower su Instagram e quasi nove su Tiktok, più di Alex Morgan, più di Roger Federer, Granit Xhaka e Xherdan Shaqiri.
quando | domani ore 7 in tv su Fifa+
ITALIANISMI
L’eliminazione delle azzurre
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◇ Gaia Piccardi sul Corriere della sera: “Una lettera aperta firmata dalle azzurre reduci dall’eliminazione al Mondiale, e postata sui social da tutte (nella foto il numero 10 Cristiana Girelli). Un po’ prendendosela con la c.t. uscente, Milena Bertolini («In Nazionale c’è un blocco di 16 ragazze di Roma e Juve che hanno fatto qualcosa di importante in Champions: è lecito domandarsi come mai una Nazionale formata da quel blocco di giocatrici, impreziosita da calciatrici di altri club e giovani di talento, faccia così tanta fatica prima a un Europeo e poi a un Mondiale»), un po’ con la Federazione assente in Nuova Zelanda («Non abbiamo mai avuto paura, ma solo sentito poca fiducia»), un j’accuse generalizzato che non aiuta a sciogliere la tensione per la brutta figura”
◇ Matteo Dovellini, Repubblica: “Oggi è previsto il ritorno in Italia delle calciatrici, e i giorni di agosto serviranno per smaltire e digerire questa delusione. A settembre verrà il momento, per la Federcalcio, di tracciare la riga, cancellare tutto e cercare di ripartire verso un nuovo viaggio con un nuovo ct. Tra i candidati Gautieri, Nicolato, Stramaccioni e Panico. L’obiettivo sarà quello di voltare pagina e rimettere sui giusti binari una nazionale che, tra giovani e veterane, è consapevole di poter esprimere molto di più di quello che si è visto in Nuova Zelanda”
◇ Franco Arturi, la Gazzetta dello sport: “La verità del campo è che il livello del nostro calcio femminile l’hanno mostrato, in sequenza, Europeo e Mondiale: eliminazione al primo turno.
Arrivarci è già stato un successo, considerando i numeri delle praticanti, cresciute molto poco in termini assoluti dopo il boom mediatico del 2019. Perché il vero deficit sta lì e non nella favola del professionismo mancato, un finto problema, intessuto di demagogia a buon mercato, che ha tuttavia monopolizzato per anni il dibattito, in modo inutile e dannoso. Magari il nostro calcio femminile fosse all’altezza delle “dilettanti” azzurre di pallavolo e pallanuoto, da decenni stabilmente ai vertici mondiali! In Italia siamo in quasi 60 milioni ed esprimiamo circa 30 mila tesserate”.
Corriere della sera: “Juve, io sono qui” – Il tormentone. La sfida di Vlahovic che segna contro il Real. Un gol pieno di significati. Ma Lukaku è in arrivo. La vittoria bianconera ha note confortanti come la rete di Weah, ma la trattativa dell’estate va avanti.
La Gazzetta dello sport: “Vlahovic da scudetto” | “Un Vlahovic così non si vende”
La Stampa: “Beffa d’Arabia” – Kessié dice no alla Juve, giocherà nell’Al Ahli per 54 milioni in tre anni cambiano ancora i programmi a centrocampo: torna di moda Thomas
Corriere della sera: “Scamacca vuole solo l’Inter. Marotta all’ultimo assalto. De Ketelaere, l’Atalanta ci crede. Il centravanti ha comunicato al West Ham le sue intenzioni. Kamada alla Lazio, Castrovilli dalla Fiorentina al Bournemouth”
Repubblica: “Kane al Bayern, Dembélé al Psg. Un miliardo per la Champions” | Intervista a Claudio Gentile: Volevo denunciare la mafia dei procuratori hanno fatto fuori me
La Stampa: “Castrovilli dalla Fiorentina al Bournemouth, il Milan pensa a Lenglet come jolly in difesa”. Il centrocampista viola in Premier per 14 milioni. Pace Lazio-Luis Alberto
La Gazzetta dello sport: “Sommer c’è”
Corriere dello sport-Stadio: “Aure’, tutto a posto?” – Il rinnovo di Osi non si sblocca. Situazione tesa. La prima estate del Napoli campione dopo trentatré anni è all’insegna di casi delicati di mercato e di una rivoluzione tecnico-tattica resa necessaria dai saluti di Spalletti e del ds Giuntoli
Ivan Zazzaroni, Corriere dello sport-Stadio: “Vincenzo Italiano ha denunciato un difetto di qualità e qualche ritardo nella composizione della squadra. Di solito il giovane allenatore della Fiorentina subisce in silenzio le decisioni della società. Questa volta però, dopo due finali in nove mesi, ha pensato bene di lanciare l’allarme anche per evitare un inizio di stagione simile all’ultimo. Sto con lui. Che voleva, e non ha ancora avuto, Nzola o Dia. A meno di tre settimane dall’inizio del campionato, si è sfogato anche Thiago Motta, bravo, puntiglioso e talvolta spigoloso, uno che non le manda a dire: «Non siamo attrezzati per la serie A» ha chiarito. È stato convincente al punto da indurre il presidente Saputo ad aprire il portafoglio. Non del tutto, un pochino. Dell’insoddisfazione di Sarri per il mercato della Lazio si è molto scritto e parlato: i legittimi tormenti dell’allenatore, che in almeno tre occasioni si è confrontato con Lotito e Fabiani, hanno alimentato voci discordanti per tacitare le quali la società è ricorsa a un comunicato al miele d’acacia. E a tre acquisti in serie”.
Valerio Piccioni, la Gazzetta dello sport: “Due notizie su tutte leggendo il ReportCalcio 2023 pubblicato ieri dalla Figc e realizzato con PwC e Arel. La prima: dopo la bufera Covid i ragazzi italiani, soprattutto quelli che vivono al sud (dove il segno più è dell’82,5 per cento!), tornano a giocare a pallone riportando i dati dei tesserati praticamente al livello pre pandemia con oltre un milione di calciatori, 210.000 in più rispetto alla fotografia precedente. Complessivamente il milione e quattrocentomila tesserati rappresenterebbe il terzo comune italiano per popolazione dopo Roma e Milano. La seconda: i club professionistici, in particolare quelli di serie A, continuano a vivere in mezzo ai conti in rosso, con la cosiddetta perdita aggregata che raggiunge 1,4 miliardi di euro per la stagione 2021-2022 e che porta l’indebitamento complessivo a quota 5,6 miliardi”.
Alessandro F. Giudice, Corriere dello Sport-Stadio: “Il calcio è in perdita ma aiuta Pil e Fisco” – Nel 2020 versati 1,3 miliardi tra tasse e contributi. Boom di tesserati, ascolti tv e scommesse. Ma i nostri club sono indietro sui ricavi. In Serie A preoccupa la struttura patrimoniale
Corriere della sera: “Saliscendi del Lecco, torna a sorridere e a giocare in serie B” – Il Tar accoglie il ricorso e riammette i lombardi: fuori la Reggina, il Consiglio federale ripesca il Brescia
Corriere della sera: “I veri colpi li fa il basket: Milano ha preso la stella Mirotic” – Il blitz per puntare all’Eurolega, era il più pagato d’Europa. Decisive le mosse di Armani e Messina
◇ Dan Peterson, la Gazzetta dello sport: “Il giocatore più importante per il club da quando Bob McAdoo fu ingaggiato nel 1986. Sgomberiamo subito la piazza dai dubbi. Età? 32 anni compiuti a febbraio. Infortuni? Sembra che sia a posto al 100 per 100. Poi, inserimento nella squadra?
Per favore… ogni compagno sarà felice ad avere un campione come lui in squadra. Anzi, gente come Nicolò Melli e (ora da fuori campo) Gigi Datome gli daranno ogni aiuto e ogni consiglio possibile. Equilibri tecnici? Nessun problema. E in Eurolega? Per me, la presenza di Mirotic è una garanzia per disputare i quarti. Final Four? Ci credo? Vincere tutto? Non è facile per nessuno”