Le partite di calcio senza la VAR 

 

 

il calcio internazionale

Le partite di calcio senza la VAR 

    Come è vero quel detto popolare secondo cui il polpo si cuoce nell’acqua sua. Per svelare l’importanza della VAR agli occhi di chi vorrebbe toglierla, basta fare una cosa sola: togliergliela. Il bello è che non l’ha fatto un nemico del calcio e neppure un cinico manifestante luddista in opposizione al progresso. L’hanno fatto la FIFA e la UEFA, che per mestiere il calcio dovrebbero proteggerlo: nelle qualificazioni mondiali non presentano né il video arbitraggio né l’orologino della gol technology al polso degli arbitri. Così, come se fossimo nel 1966, è rimasto fantasma un gol per l’Olanda e uno per il Portogallo, ce n’è stato uno in fuorigioco per la Francia, all’Italia è stato fischiato un rigore che poteva essere concepibile solo nella fantasia di Cristopher Nolan

Questione di soldi, spiega Fabio Licari sulla Gazzetta dello sport. La Var è molto costosa ma s’accontenta della connessione. La goal-line technology è altrettanto cara, ma obbliga a installare le telecamere fisse e, rispetto ai casi, potrebbe sembrare un lusso. Però il calcio ad alto livello, che fa girare milioni, non può permettere che un gol fantasma, nello scenario peggiore, escluda una nazionale da una fase finale

Gigi Garanzini su la Stampa si domanda: È ridicolo? Certo che sì. È costoso l’aggeggio, non proprio alla portata di tutte le partecipanti? Può essere. Ma un aiutino da Zurigo no, visto che stanno seduti, al caldo, su una montagna di miliardi? Tra le tante, e a quanto pare legittime perplessità sulla tecnologia nel calcio, c’era il principio di eguaglianza, della parità di trattamento in quello che di gran lunga rimane lo sport più popolare del pianeta. I lorsignori di cui sopra hanno scelto di bypassarlo, dando vita al calcio dei ricchi da una parte e dei poveri dall’altro. Peggio ancora, dal punto di vista più strettamente sportivo: una domenica si gioca a pallone in un futuro che è già il presente: e quella dopo si torna in un passato che profuma di medioevo.

Anche Paolo Condò su Repubblica scrive che il medioevo del pallone è finito, e nessuno ne sente la mancanza, mentre Alberto Polverosi sul Corriere dello sport-Stadio ha commentato: Tutto questo è assurdo come la difformità che si crea, tanto da farla apparire una irregolarità. Per i criteri che il calcio europeo ha adottato dalla comparsa del Var in poi, si può parlare anche di una qualificazione falsata. L’errore della Fifa e della Uefa è palese. L’arbitraggio senza Var riporta a un calcio che non ci appartiene più.

 

La vittoria della Nazionale in Bulgaria

  Con un gol di Belotti e uno di Locatelli, l’Italia ha dunque vinto anche in Bulgaria dopo il 2-0 all’Irlanda del Nord. Paolo Brusorio su la Stampa ha visto qualche ombra di troppo, ma non è il caso di fare gli schizzinosi. Non entusiasmano gli Azzurri, si sciolgono solo nel finale quando i bulgari abbassano la guardia. la sensazione è che la Nazionale batta un po’ in testa. Si percepisce la fatica, figlia di una stagione complicata, laddove c’erano semplicità e freschezza

Mancini è arrivato alla 24esima partita consecutiva senza sconfitte. un numero – scrive Paolo Condò su Repubblica – che farebbe impressione se contenesse qualche scalpo di prestigio in più: nella lunga lista di avversarie battute, invece, figurano soltanto due fra le prime 40 del mondo secondo il ranking Fifa, Olanda e Polonia. I duelli con la Svizzera decideranno chi andrà direttamente al Mondiale e chi se lo dovrà conquistare agli spareggi. Il resto del gruppo non è all’altezza. Non lo è mai da trent’anni, da quando la dissoluzione dell’impero sovietico ha moltiplicato nazioni e nazionali, creando di conseguenza pletorici gironi di qualificazione.

A meno che un presidente federale non affidi l’Italia a Ventura. Con la Svizzera l’Italia si giocherà anche il passaggio alla seconda fase degli Europei, mentre l’avversaria contro la quale aprirà il torneo, la Turchia, ha battuto 4-2 l’Olanda e 3-0 la Norvegia di Haaland.

Xavier Jacobelli, direttore di Tuttosport, rigetta i distinguo che definisce di lana caprina (il Gruppo Mancini acquisisce costantemente una maggior consapevolezza della propria forza), mentre Alessandro Barbano, condirettore sul Corriere dello sport-Stadio, ha scritto che l’Italia è una polizza kasko. Riscuote, anche quando il gioco le dà torto.

 

  Spagna | In svantaggio in Georgia alla fine del primo tempo, la Spagna ha rimontato con Ferrán Torres e un gol al 92’ di Dani Olmo. Alfredo Relaño su Diario AS elogia soprattutto Pedri e parla di gol benedetto.Ho avuto l’impressione che né Luis Enrique né i suoi giocatori conoscessero bene la squadra avversaria. José Samano su El País parla di una squadra di cenere nel primo tempo

 

  Inghilterra | Ha risolto la partita contro l’Albania con due gol di Kane e Mount. David Hytner sul Guardian sottolinea che si è chiusa così la disparità evidente, difficile da spiegare tra il Kane del Tottenham e quello che si vedeva in Nazionale, senza gol e con un solo assist nelle ultime sei partite. Nick Pope, il portiere del Burnley titolare per l’infortunio di Jordan Pickford, non ha ancora preso gol in sei presenze e stavolta non ha fatto nemmeno una parata. 

James Gheerbrant sul Times ha deciso di umiliarci tutti ricordando che per il posto sulla fascia occupato stavolta da Raheem Sterling, l’Inghilterra deve risolvere un intrigo. Perché ci sono Marcus Rashford, Jadon Sancho, Jack Grealish e Phil Foden, e se l’Inghilterra ha intenzione di giocare con il 3-4-3 – ma probabilmente anche se userà il 4-3-3 schierato a Tirana – Gareth Southgate dovrà scegliere un solo giocatore da questa cornucopia di talenti”. Lasciando a noi una cornucopia di invidia. 

 

  Germania | Ha vinto in Romania con un gol di Gnabry e die Zeit scrive che tutto procede secondo i piani. Saskia Aleythe sulla Süddeutsche Zeitung ha invece trovato che l’1-0 abbia funzionato come una valeriana calmando la partita. Tobias Rabe sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung pensa che ci siano state delle carenze nel gioco evidenti e pure Christian Kamp parla di mancata intraprendenza: insomma nel finale ci si è complicati la vita rischiando di subire il pareggio, dopo aver sbagliato alcune occasioni per raddoppiare. Solite cose. Poi vincono gli Europei e ce ne dimentichiamo. 

 

  Francia | Si è rimessa in piedi dopo il pareggio con l’Ucraina, andando a vincere in Kazakistan con un gol di Dembélé e un autogol. Vincent Duluc su l’Équipe parla di pessima prestazione, soprattutto in termini di costruzione offensiva, ci aspettavamo qualcos’altro. E però ammette che andare a giocare una partita alla fine del mondo, con un po’ di noia e con la sensazione che non potesse accadere nulla di spiacevole, pone l’eterno interrogativo del confronto tra l’analisi e l’attesa. Insomma, ragazzi: che cosa volevate di più? Hanno vinto, e questo serviva.

 

  artefici Ibrahimovic |  Altri due assist alla seconda partita in Nazionale contro il tenero Kosovo e ha deciso di trattenersi anche per l’amichevole di mercoledì con l’Estonia. Zlatan – scrive Jennifer Wegerup dalla Svezia per la Gazzetta dello sport – non ha chiesto di riposare, vuole giocare e non chiede un trattamento da star, né da vecchietto ma vuol essere solo uno del gruppo. Quindi non torna a Milano fino a giovedì. Farà addirittura più giorni in Nazionale che a Sanremo.

 

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