Biles, Fosbury, Panenka Quelli che inventano gesti

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Biles, Fosbury, Panenka
Quelli che inventano gesti

 

 

C’è qualcosa di più importante
della logica: l’immaginazione
Alfred Hitchcock

 

Una prima galleria di visionari
L’inglese Dick Cavill lanciò il crawl (l’attuale stile libero del nuoto) nel 1902 dopo averlo imparato in Australia. Dick Fosbury, 21enne saltatore in alto di Portland, decise che fosse meglio superare l’asticella di schiena invece che di pancia e vinse il titolo olimpico a Messico 1968. Antonin Panenka, centrocampista della Cecoslovacchia agli Europei del 1976, nella serie dei rigori della finale contro la Germania mostrò per la prima volta il tiro «a cucchiaio» ovvero un lieve, elegante e morbido semicerchio che si posò in rete. Nel basket Kareem Abdul Jabbar inventò lo «sky hook» (il gancio cielo) quando l’Nba decise di abolire le schiacciate, mentre il motociclista finlandese Jarno Saarinen creò lo stile di guida con il ginocchio divaricato in fuori quasi a toccare l’asfalto, stile poi perfezionato dall’americano Kenny Roberts. La volée alta di rovescio, una sorta di smash con le spalle rivolte alla rete era invece il colpo preferito di Adriano Panatta, ribattezzato dal giornalista Rino Tommasi la «veronica», rifacendosi a un gesto del torero durante la corrida mentre la statunitense Chris Evert è stata la pioniera del rovescio a due mani. La tecnica del pattinato o skating nello sci di fondo è stata invece inventata agli inizi degli anni ’80 dal finlandese Pauli Siitonen e in tempi più recenti è nato il «Movimento Cassina» dall’omonimo atleta italiano olimpionico ad Atene 2004: un salto teso con avvitamento a 360° sull’asse longitudinale nell’esercizio alla sbarra, riconosciuto e certificato ufficialmente nel 2002 dalla Federginnastica internazionale. ~ Marcello Di Dio, il Giornale, 3 gennaio 2017

 

Il quadruplo salto mortale di Daley
“Con il mio tuffo impossibile stupirò il mondo”. Inventare un ostacolo è molto peggio che affrontarlo, non te lo trovi davanti, devi avere la forza di crearlo, disegnarlo un pezzo alla volta come ha fatto Tom Daley: 16 anni e il coraggio di buttarsi nel vuoto. Ha tracciato un nuovo limite e lo ha fatto a tavolino: super razionale, carta e calcolatrice per capire quanto difficile deve essere un’acrobazia che vale un oro olimpico ed è venuto fuori un quadruplo salto mortale e mezzo in avanti. Non lo fa nessuno e un motivo ci sarà. ~ Giulia Zonca, la Stampa, 28 gennaio 2011

 

Il rigore di Panenka
Per entrare nel mito si è inventato un rigore. Il rigore alla Panenka. In Italia lo chiamiamo “cucchiaio”. «Al Bohemians dopo gli allenamenti sfidavo ai rigori Ivo Viktor, numero uno formidabile. Scommettevamo birre, cioccolato, a volte piccole somme. E perdevo spesso. Poi capii che il portiere si butta sempre, così non lo accusano di rimanere immobile. Lì ho pensato al colpo morbido al centro. Iniziai a ingrassare per le birre e il cioccolato vinti. Se avessi potuto brevettarlo, sarei miliardario». ~ Filippo Femia, La Stampa, 1 dicembre 2018

 

La beduina nella pallanuoto
Qualcuno, in epoca più recente, ha definito Gildo il «Maradona dell’ acqua». È stato lui a inventare la «beduina», uno dei colpi più spettacolari della pallanuoto: una rovesciata, col braccio esterno, spalle alla porta. E quando da allenatore della Canottieri aveva a disposizione una squadra di fortissimi nuotatori, fu lui a creare un vortice, un insieme di movimento che scombussolava gli avversari fino al momento del tiro in porta. Lo chiamarono «gioco all’ olandese». ~ Aronne Anghileri, Gazzetta dello sport, 9 febbraio 2005

 

Il dorsale di Fosbury
Quel che è naturale viene definito strano quando manca l’abitudine, il nuovo spaventa, il corto circuito tra la routine e lo strappo che migliora la vita dà la scossa: trova sempre resistenza. 
Dick non ha nulla del rivoluzionario, gliene manca il fascino, persino il fisico. Un lungagnone con la pelle chiarissima e il caschetto corto, destinato al basket dove resta sempre in panchina. Fa gioco raccontarlo come un adolescente annoiato che fallisce in tutto e si riscatta all’improvviso con un’invenzione, solo che non esistono scorciatoie. 
Ovviamente chiunque lo guardi pensa sia uno svitato. 
«La mia cosa», come la chiamerà più tardi, senza sapere come definire la storia.
Ci provano gli altri, con nomi rancorosi: «l’azzardo» è il commento di diversi tecnici che da subito abbinano l’idea di pericolo all’impresa. «Scriteriato», «cattivo esempio», «non imitatelo». 
Battezza un salto e scardina il luogo comune.
Oltre al coraggio ha una visione, a 21 anni, dopo una vittoria strabiliante, un oro preso al contrario, è così lucido da dire: «Non so se questo salto avrà seguito, ma suggerisco a ogni ragazzino che non ha risultati con l’altro stile di provarci». E nel 1968 ogni ragazzino del pianeta è pronto ad assaggiare la novità, a contestare la tradizione. Fosbury è un inno alla creatività e uno sponsor per chi vuole uscire dagli schemi, abbandonare gli insegnamenti e costruire un percorso inedito. ~ Giulia Zonca, la Stampa, 5 agosto 2018

 

“Se il Fosbury diventerà un modello, l’America si ritroverà con un’intera generazione di saltatori con il collo rotto”
Payton Jordan, coach della nazionale Usa

 

Come Fosbury evitò di andare in guerra
Per inviare rinforzi in Vietnam, il governo federale non esita a privare i peggiori allievi del rinvio di due anni consentito agli studenti. Alla fine del 1967, l’allegro saltatore è chiamato dalle autorità militari per la visita medica. Non andrà oltre. Durante il colloquio, Dick si ricorda di un incidente occorso anni addietro, un giorno che diede una mano in campagna. Circospetti, ma poco propensi a imporre al governo il pagamento di altre pensioni di invalidità, i medici gli ordinano un’infinita serie di esami supplementari. Una radiografia rivela una provvidenziale e insospettata malformazione congenita della colonna vertebrale. ~ Patricia Jolly, LeMonde, 15 agosto 2017

 

Uno che non ce l’ha fatta
Niente di quello che fa Bryson DeChambeau è originale. Ma nessuno, finora, aveva messo insieme tutte le eccentricità come questo dilettante di 22 anni che promette di essere il prossimo fenomeno sul Pga Tour, dove entrerà probabilmente nella seconda metà dell’anno. 
Si definisce “lo scienziato del golf” e ha tutte le caratteristiche del tipo compulsivo-ossessivo in preda ai numeri e alla tecnologia. Compresa un’enorme fiducia in se stesso, tanto da accostarsi a Albert Einstein e George Washington, «due che non seguivano la corrente». Impugna i bastoni nel palmo della mano e non alla base delle dita. ~ Lanfranco Vaccari, Sportweek, 30 gennaio 2016

 

Il gancio cielo di Abdul-Jabbar
Il gancio cielo di Abdul-Jabbar è una delle mosse distintive più famose di tutti i tempi, come il finger roll di George Gervin o il Dream Shake di Hakeem Olajuwon. Il vero test per una mossa distintiva è quando lo riconosci nel momento in cui qualcun altro lo prova. Abdul-Jabbar ammette che “non è un colpo macho” ma non comprende la riluttanza dei giocatori moderni nell’incorporarlo al loro gioco. ~ J.A. Adande, ESPN

 

Chi ha inventato il nome
Il “gancio cielo”, invece, l’ha inventato un mio amico del liceo che faceva le telecronache dei Milwaukee Bucks ai tempi di Jabbar». ~ Dan Peterson a Tommaso Labate, il Riformista, 9 gennaio 2011

 

Non lo fa più nessuno
“Penso che il gancio cielo non si veda più per via del modo in cui stanno insegnando il gioco alle nuove generazioni, fondato su attacchi e caratteristiche totalmente diverse, una su tutte la predominanza del gioco fuori dall’arco”. ~ Kareem Abdul Jabbar a The Vertical, marzo 2017

 

Colpo di scena. Non lo inventò Jabbar
Dobbiamo ringraziare George Mikan e Cliff Hagan per l’origine del colpo di Abdul-Jabbar. Abdul-Jabbar non ricorda di aver visto Mikan, con il Minneapolis Laker il primo grande uomo dominante della NBA. Abdul-Jabbar ha visto però Hagan utilizzare il gancio ai St. Louis Hawks. ~ J. A. Adande, ESPN

 

La zamorana
Ricardo Zamora (1901-1978), il portiere che dà il nome al premio al meno battuto ogni anno in Spagna, inventò una giocata che si chiamò la zamorana. Era abbastanza rischiosa e consisteva nel respingere il pallone con il gomito o con l’avambraccio. ~ Natalia Junquera, El País, 14 aprile 2018 | [S] Una zamorana fu giocata da Travica in Sora-Padova di pallavolo. 

 

La rovesciata
Il più innaturale tra i modi di far gol viene chiamato in Sudamerica “la cilena”, perché il primo a farla diventare un’abitudine fu Ramón Unzaga, che per quella nazionale giocava cent’anni fa. Le origini dell’uomo e la primogenitura della rovesciata vengono però rivendicati dagli spagnoli, e subito dopo a cascata dai baschi, essendo Unzaga nato e cresciuto per una dozzina d’anni a Bilbao. ~ la Repubblica, 15 settembre 2015

 

La rabona
Giocava nell’Estudiantes de la Plata e si chiamava Ricardo Infante. Nel 1948, in una partita contro il Rosario Central, girò la gamba destra dietro la gamba sinistra per passare il pallone. Un giornalista argentino titolò il giorno dopo: “L’Infante che fece la rabona” e rabona rimase (lì significa saltare la scuola). ~ Natalia Junquera, El País, 14 aprile 2018

 

Lo scorpione
Nel 2008 la FIFA ha condotto un’inchiesta tra 5.000 tifosi per sapere quale fosse la giocata più originale nella storia del calcio. Ha vinto lo scorpione, la manovra con cui il 6 settembre 1995 a Wembley il portiere colombiano René Higuita respinse un pallone sollevando i piedi tuffandosi in avanti e colpendo con il tacco in aria. ~ Natalia Junquera, El País, 14 aprile 2018

 

Il Cassina
Franco Menichelli, ha visto l’esercizio di Igor Cassina?
«Sì, e mi sono emozionato. Il suo è stato un esercizio stupendo, gli faccio i miei complimenti».
Un esercizio che è apparso rivoluzionario.
«Cassina ha fatto qualcosa di nuovo, i suoi sono movimenti di grande difficoltà. Ha aperto una strada».
In che cosa consiste il “movimento Cassina”?
«Un doppio salto con avvitamento, poi ripetuto in vari atteggiamenti».
Corrado Sannucci, la Repubblica, 25 agosto 2004

 

Certi gesti piacciono
La prova più vista dagli spettatori italiani delle Olimpiadi è stata quella del ginnasta Igor Cassina alla sbarra: 5 milioni 59 mila telespettatori, al secondo posto Italia-Belgio di calcio (4 milioni 993 mila) ~ la Gazzetta dello sport, agosto 2008

 

Adesso Cassina cosa fa
«Dopo essermi laureato in Scienze Motorie sono diventato un coach del benessere, una nuova professione che mi permette di seguire le persone, migliorare il loro stile di vita attraverso buone attività fisiche e vita sana». ~ Sergio Arcobelli, Il Giornale, 15 agosto 2017

 

Adesso Fosbury cosa fa
Oggi vive con la seconda moglie nell’Idaho, dove è ingegnere e costruisce ponti. Ponti sul futuro, come piace a lui. Non salta più, ma ogni giorno riceve un centinaio di lettere dai giovani che gli chiedono consigli su quel fantastico flop. Sara Simeoni ha fatto di più, perchè quando l’ha incontrato un giorno in una conferenza gli ha sussurrato all’orecchio: ”Sei stato l’uomo più importante della mia vita. Volevo solo dirti grazie”.  ~ Il Messaggero, 17 gennaio 2002

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