
① ARTEFICI Il risveglio della McLaren. Ma senza Piastri
Il profumo di papaya in Formula Uno si fa sempre più intenso. Lando Norris, che nei Paesi Bassi ha tanti tifosi, è tornato a vincere a Zandvoort dopo due anni, raggiungendo Ascari e Coulthard al 23esimo posto nella classifica dei piloti più vincenti con i suoi 13 successi in carriera.
La McLaren è tornata sul serio, sono bastate due vittorie consecutive per rilanciarsi in ottica mondiale. Almeno in classifica piloti, nonostante gli 89 punti che separano Antonelli e Lando. Il campionato ha appena superato il giro di boa e i punti in palio sono ancora tantissimi. Basti ricordare che esattamente un anno fa, dopo il GP di Olanda, il distacco di Verstappen rispetto all’allora capoclassifica Oscar Piastri era di 104 punti, e di Gran Premi ne mancavano dieci, non undici. Eppure Max si ritrovò ad appena -12 punti dal nuovo leader Norris prima della ultima gara stagionale.
I fatti stanno dando ragione ad Andrea Stella. Una volta uscita dal suo letargo post-mondiale, la scuderia di Woking dovrà fare in modo di recuperare anche il miglior Piastri che, se fosse capace di togliere punti agli avversari di Norris, sarebbe fondamentale in un piano di attacco alla Mercedes (e alla Ferrari). Perché adesso il ruolo indiscusso di prima guida è di Lando ed è difficile credere ad un ritorno delle papaya rules in questa fase del campionato.
A proposito di reciproca collaborazione tra i due piloti e relative doppiette, val la pena di ricordare che la McLaren negli ultimi due anni in cui è stata campione del mondo costruttori, ne ha messe a segno appena otto, e l’ultima risale al GP di Ungheria dello scorso anno, ovvero 22 Gran Premi fa.
② PANORAMI Russell Sancio Panza
La Mercedes sembrava dovesse uccidere il campionato. Ora, nonostante il vantaggio in entrambe le classifiche, nulla sembra più certo come fino a poco tempo fa.
Anche in questa scuderia i ruoli si stanno delineando in maniera sempre più chiara. Antonelli è sempre più il primo pilota e Russell pare si stia rassegnando ad essere il suo scudiero. Per quanto le spiegazioni di Toto Wolff provino a essere convincenti, le mosse della scuderia di Brackley puntano a rafforzare la leadership di Kimi, una cosa che se fatta dalla Ferrari sembrerebbe normale, ma che in casa Mercedes pare un’anomalia. Ecco perché non c’è troppo da sorprendersi nella decisione di mettere Kimi davanti a George a sette giri dalla fine. La Mercedes sta puntando a non perdere il vantaggio nei confronti degli avversari, e Russell si è adeguato mostrando apparente fair-play. Non è lecito sapere cosa sia stato detto nelle segrete stanze tra Toto, Kimi e George. Di sicuro siamo arrivati a un punto del campionato che obbliga le scuderie a fare delle scelte, anche se dolorose. I 59 punti di ritardo di Russell rispetto ad Antonelli non permettono alternative.
③ ZOOM Il congedo mesto di Verstappen
Il Gran Premio d’Olanda, restituito al mondiale grazie a Verstappen, ha salutato definitivamente la Formula Uno con il suo pilota simbolo nel muro. Sembra un finale inglorioso alla fine di un ciclo di sei anni che ha visto trionfare Max per tre volte, oltre alle tre pole positions e ai due secondi posti. Il giardino di casa dell’unico pilota olandese mai diventato campione del mondo, primo pilota orange a vincere un Gran Premio e secondo a salire sul podio a distanza di 22 anni dal suo papà Jos, chiude i battenti proprio nella settimana in cui le nubi sul futuro di Verstappen in F1 si diradano con il prolungamento del suo contratto in Red Bull per altri quattro anni. Max ha voluto dire al mondo della Formula Uno che la Red Bull è casa sua. Gli sarebbe piaciuto farlo davanti ai suoi tifosi con un risultato diverso, ma gli è andata male. Per lui sarà il secondo anno consecutivo senza titolo mondiale e dopo quattro titoli consecutivi tra il 2021 e il 2024 sembra una cosa strana, soprattutto perché l’uscita definitiva dalla lotta mondiale avviene quando mancano ancora undici gare. Il distacco di 130 punti da Antonelli dopo dodici Gran Premi è un’anomalia statistica per il Verstappen degli ultimi nove anni. Per vedere Max così lontano dalla vetta dopo dodici gare si deve tornare al mondiale 2017, quando un Verstappen non ancora ventenne, al suo terzo campionato di F1, si ritrovò staccato di 153 punti dal leader Hamilton.
Nel frattempo il suo temporaneo compagno di squadra Lawson, tornato in Red Bull per una gara al posto di Hadjar infortunato, ottiene dopo più di due anni e a 34 Gran Premi di distanza dalla sua repentina cacciata dal team di Milton Keynes, un settimo posto che lo ripaga delle umiliazioni subite in quel periodo. Liam è un pilota cresciuto, e i suoi 49 punti del nono posto in classifica mondiale lo dimostrano.
④ TRACCE La distanza tra gli annunci e la Ferrari
La Ferrari è tornata invece a far arrabbiare i suoi tifosi. Una indecisione al muretto ha fatto perdere tempo prezioso a Hamilton, che si è arrabbiato a sua volta, ed è forse costata un podio alla Rossa. Non è sembrato però che la Ferrari, con una rapidità decisionale diversa, potesse vincere la gara. Il problema è nelle aspettative, negli annunci di vittoria, nelle auto-candidature al titolo mondiale. Come spesso accade, la comunicazione esagerata diventa la benzina pronta ad incendiarsi e gli errori strategici diventano l’innesco. Ma un’analisi meno emotiva ci riporta alle qualifiche del sabato come vera causa di una mancata vittoria, che chissà perché era così attesa a Maranello. Partire quinto e sesto su un circuito che non offre troppi spazi per i sorpassi significa avere meno del 50% di possibilità di vincere.
Sarà piuttosto necessario decidere al più presto su chi puntare le poche fiches rimaste. La logica direbbe Hamilton, secondo in classifica con 59 punti di svantaggio da Antonelli. Ma Leclerc non è lontanissimo, essendo 28 i punti che lo separano da Lewis. Forse è proprio questa la decisione più difficile per Maranello: favorire il vecchio leone a caccia dell’ottavo (improbabile) titolo o dare ancora possibilità al ragazzo che ha giurato fedeltà alla Ferrari e che l’anno prossimo diventerà il pilota ad aver corso più Gran Premi al volante di una Rossa?
⑤ DISCUSSIONI I piloti dinosauri
I due eroi di giornata sommano 84 anni di età. Hulkenberg e Alonso danno una boccata di ossigeno alle precarie classifiche dei team di appartenenza con il loro ottavo e nono posto. Per l’Audi si tratta della quarta gara a punti consecutiva dopo un vuoto di sette gare, mentre per la Aston Martin si tratta del secondo GP stagionale in zona punti, dopo un digiuno di cinque gare. L’altro “intruso” di giornata è Pierre Gasly, decimo e a punti dopo due zeri consecutivi. Sono le tre scuderie diverse dalle solite prime quattro in classifica. Ma il “campionato degli altri” merita un cilindro tutto suo.
⑥ SCENARI Il Mondiale delle altre
Il campionato 2026 ha scollinato, per usare un termine ciclistico. È presto per fare bilanci, ma la forbice venutasi a creare tra le prime quattro scuderie in fuga e le altre sette ormai staccate è evidentissimo.
La prima delle “altre”, la Racing Bulls, è 120 punti dietro la sorella maggiore Red Bull. La scuderia con sede storica a Faenza ha fatto il suo secondo “zero” stagionale. È ancora in lotta con la Alpine per il quinto posto, con tre soli punti di differenza a favore della Red Bull.
La Haas conserva la settima posizione, ma non prende punti da sei gare. Invece l’Audi, rimasta a lungo bloccata con due soli punti, è alla quarta gara consecutiva in positivo e ora si trova a soli cinque punti dal settimo posto.
Cinque punti più indietro c’è la Williams, che però è senza punti da sei Gran Premi.
Per la Aston Martin, nonostante gli sforzi di Alonso, la stagione 2026 resta assolutamente deficitaria, soprattutto alla luce dell’ingaggio di Adrian Newey.
Chiude la classifica la matricola Cadillac, che ha visto finora come miglior risultato stagionale il 13mo posto di Bottas in Cina. La scuderia americana è forse l’unica i cui risultati sono giustificabili. Nella Formula Uno di oggi è impossibile entrare e capirne subito gli innumerevoli meccanismi. La scelta di due piloti esperti si sta però rivelando un mezzo boomerang. Più che di sola esperienza, la Cadillac avrebbe bisogno di più entusiasmo, che forse un pilota più giovane potrebbe portare in dote alla scuderia.
⑦ ORIZZONTI Il gioco delle coppie
A metà del campionato si ha già una chiara idea dei piloti dell’anno successivo. Ma più che discutere di mercato piloti, è interessante confrontare i risultati delle coppie di piloti per ciascuna delle prime quattro scuderie in classifica mondiale.
Russell e Antonelli sono 6 pari nelle qualifiche, mentre in gara è un 6-3 per Kimi nei nove GP in cui entrambi hanno tagliato il traguardo.
In Ferrari sono 7-5 per Leclerc in prova, mentre in gara il risultato è 5 pari nei dieci GP completati da entrambi.
In McLaren Norris è avanti nelle qualifiche per 7-3 su Piastri (solo dieci gare con entrambi in pista), mentre in gara il risultato è 4-3 per Lando nelle sette gare con entrambe le vetture sotto la bandiera a scacchi.
In Red Bull la situazione è molto più netta, 8-3 per Max negli undici GP con Hadjar come compagno di squadra. In gara è un 6-0 per Verstappen. Nulla di sorprendente, tranne che stavolta il compagno di scuderia di Max non si è lasciato sopraffare dal pilota olandese. Chissà come ha fatto Hadjar a reggere finora. Magari si è fatto male davvero al polso per una sessione di pugilato finita male, come da indiscrezioni della BBC. Forse è proprio il pugilato la valvola di sfogo che consente a Isack di reggere il confronto con un pilota dalla enorme personalità come quella di Verstappen.
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