Elogio di Rice, il mr Everything dell’Arsenal

Elogio di Rice, il mr Everything dell’Arsenal

Oggi c’è chi lo considera il miglior calciatore d’Europa. Quando l’Arsenal ha speso 105 milioni per Declan Rice nell’estate 2023, sembrarono tanti. Eppure Mikel Arteta aveva già visto nel centrocampista inglese qualcosa di diverso, un faro, qualcuno che porta un punto focale, chiarezza e direzione a tutti. Uno di quei giocatori che basta guardarlo per capire dove andare, che hanno presenza, aura, carattere. Così dice adesso Art de Roché su The Athletic, ma il percorso non è stato lineare. 

I primi sei mesi passati da numero 6, poi l’avanzamento da centrocampista box-to-box, e poi ancora la scoperta di essere uno specialista da calci piazzati. Gennaio 2024: assist a cascata. Marzo: due punizioni meravigliose al Real Madrid, la seconda candidata al Puskas 2025. Ogni volta un livello superiore. Ogni volta un nuovo strato. Finché l’evoluzione ha preso altre strade: conduzione della palla, occupazione degli spazi, una sinergia con Zubimendi. 

Lo scarto ulteriore è stato il momento in cui Rice ha indossato per la prima volta la fascia da capitano in Champions contro il Bayern. Tredici minuti, abbastanza per evocare una nuova metamorfosi, la mutazione in un protagonista più cupo, più feroce, più dominante. 

Sollecitato sulla sua leadership, Arteta è stato chiaro: “Si è guadagnato il diritto di crescere nel ruolo di capitano, anche se non ha bisogno della fascia per sentirsi potente”. È un privilegio condiviso: Odegaard, Saka, Gabriel, Merino si alternano al comando nei momenti cruciali. È uno dei segreti della continuità di questo Arsenal.

Per Declan Rice – nome da cantautore britannico dolente – quella continuità era l’obiettivo numero uno a inizio stagione. A The Athletic aveva ammesso una partenza lenta l’anno scorso, la freschezza è stata ritrovata con la gestione dei carichi, con qualche pausa mirata è tornata la luminosità perduta. “Probabilmente un anno o due anni – sono parole di Arteta – avrei detto che questa era la sua versione migliore. Adesso so che possiamo ottenere di più”.

Arteta non ricorda il momento esatto in cui ha capito di avere tra le mani un centrocampista totale, ma chi ha seguito l’Arsenal lo individua nell’amichevole con il Monaco, mese di luglio, due poderose azioni palla al piede che hanno spaccato il campo; e poi il Community Shield contro il City, con il pressing su Rodri e Bernardo, i suoi anticipi letali. Erano indizi, oggi sono la base del suo gioco dice The Athletic.

Negli ultimi tempi, l’evoluzione ha assunto forme curiose. La partita con il Brentford ha riportato l’attenzione sui lanci lunghi e Arteta dice che adesso nel guardare Rice gli pare che possa fare qualsiasi cosa. È diventato il loro Mr Everything. Periodicamente aggiunge qualcosa al bagaglio. Nel tennis lo faceva Nadal. Una evoluzione continua e Rice non pare avere alcuna intenzione di fermarsi.

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