Il terzino rivelazione del Cagliari

Lontano dalle luci e dalle prime quindici-venti pagine dei quotidiani sportivi, c’è un giocatore che sta facendo prendere una sbandata alla piccola tribù dei maniaci per i terzini. Avrà il piacere di essere più largamente considerato quando diventerà l’obiettivo di mercato di un bacino d’utenza più grande. Si chiama Marco Palestra, ha 20 anni, lo hanno costruito nei laboratori di Zingonia e sta giocando in prestito in quel Cagliari che è la vera rivelazione delle prime quattro giornate di serie A. Se Frank Anguissa non avesse trovato un lampo al minuto 95, ora Pisacane sarebbe a -2 dalla testa della classifica. Ma già quel che ha fatto finora, gli consente di arrivare alla partita di sabato sera con l’Inter standole un punto avanti, all’altezza del Como milionario.
Palestra è il giocatore per il quale ci stiamo prendendo una cotta, per usare la parola adoperata da Kickest.
È “un’iradiddio sulla fascia destra. Impressionano la facilità di corsa e la costanza nelle due fasi, oltre alla naturale propensione ad andare a chiudere l’azione”, Ha studiato da Hateboer e Gosens. Pare che il Cagliari fosse disposto a spendere 20 milioni per averlo davvero tutto per sé e non in prestito ma “l’Atalanta sa di avere tra le mani un patrimonio”.
Emanuele Atturo su Ultimo Uomo ha selezionato qui “sette azioni che dimostrano che Palestra è una macchina da corsa”. Ultimo Uomo dice che “ci sono esterni che hanno una tale facilità di corsa che possono interpretare i quinti di difesa e i terzi in attacco, correre su e giù con falcate ampie e potenti, che fanno sembrare un campo da calcio troppo corto per loro. In un campionato che manca spesso di dinamismo non sono molti tali interpreti”.
Ma Kickest rilancia e scrive che è “vietato considerarlo un esterno da binario: Palestra non è un purosangue che corre con il paraocchi, sa venire dentro al campo e condurre”.
Gioca con due piedi, punta l’uomo, scarta, oggi si dice sterza, cerca il duello pure se è alto un metro e 86. “In uno contro uno – spiega Atturo – non si limita a cercare di superare l’uomo in velocità ma sa trattare il pallone quando lo spazio si restringe. Certo, non è propriamente elettrico, ma ha guizzi notevoli per la sua stazza”.
Prima o poi se ne accorgeranno pure i grandi bacini d’utenza. Quando il suo nome finirà sul calciomercato.