La paranoia in cui vive Florentino Pérez

L’ossessione del presidente per i complotti contro il Real Madrid

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L’altro grande tema ancora impigliato tra le maglie della cerimonia per il Pallone d’oro di lunedì sera è il boicottaggio scemotto del Real Madrid. L’anno scorso Florentino Pérez ordinò ai suoi di non presentarsi perché il secondo posto di Vinicius jr dietro Rodri gli parve un affronto o una cosa del genere. Florentino è l’uomo che Santiago Segurola una volta ha definito il potente che un certo giornalismo sportivo spagnolo è felice di far felice [lo disse in questa meravigliosa intervista] ma in quel caso si prese le critiche perfino di Valdano cuore madridista. 

Stavolta è The Athletic a sottolineare l’atteggiamento del Real dichiarando di aver avuto un confronto con l’attuale e con l’ex staff del Madrid, con fonti vicine a giocatori e allenatori vecchi e nuovi, con altre personalità del settore che hanno avuto a che fare con Pérez. Tutti hanno chiesto l’anonimato per poter parlare liberamente di come funzionano realmente le cose al Bernabeu. E le cose stanno così. Per il Real Madrid il Pallone d’Oro non esiste: il premio non è stato mai menzionato su nessuno dei suoi canali ufficiali. È una decisione di Florentino perché ogni decisione finale spetta a lui. Florentino controlla tutto: questioni calcistiche, comunicazione, affari, ogni reparto del club. Ma questa sua posizione sul Pallone d’Oro ha causato problemi a chi lavora con gli sponsor, con i partner commerciali e nelle pubbliche relazioni. Pérez è descritto come un presidente totalmente immerso dentro la faida quotidiana di chi crede che la scena debba restare divisa tra chi ama il Real Madrid e chi lo odia. Ha soltanto aggiunto l’UEFA e il suo presidente Aleksander Ceferin alla seconda schiera dopo l’implosione del progetto separatista per la Superlega. 

Pérez ritiene che Ceferin abbia influenzato il voto dello scorso Pallone d’oro per non vederlo finire a Vinicius, nonostante il premio sia assegnato da una giuria di 100 giornalisti indipendenti. Nel reparto comunicazione, spiega The Athletic, i più anziani credono che gran parte del mondo stia attivamente lavorando contro di loro. Questo spiega la veemenza e l’animositàcon cui Real Madrid TV perseguita i presunti nemici del club, dagli arbitri al presidente del Barcellona Joan Laporta. 

La linea editoriale è chiara e quella tv sarebbe importante per Perez per i messaggi politici che manda. Pérez è il presidente che ha fatto approvare modifiche allo statuto del club per limitare il numero di potenziali sfidanti. Pérez è il dirigente che nel 2017 disse a Cadena Ser che France Football dovrebbe decidersi a introdurre anche il premio per il miglior presidente. Eppure – fa notare The Athletic – le continue battaglie contro i nemici hanno un costo. Al di fuori della bolla madridista, l’immagine del club è stata danneggiata. Tra coloro che ne soffrono ci sono giocatori, allenatori, tutti coloro che devono vivere e lavorare in un tale ambiente di tensione e paranoia. L’agente di un ex calciatore del Real Madrid ha detto alla rivista americana che questo rumore non aiuta, essere contro tutto il mondo non aiuta.

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