Le stelline dell’attesa
Il programma del Giorno-1
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★★★★★ Antonella Palmisano nella 35 km di marcia
La marcia a Budapest è stata il regno assoluto di María Pérez, spagnola, 29 anni, ai suoi ultimi Mondiali qui in Giappone, LA 2028 saranno le ultime Olimpiadi, e in una intervista al quotidiano El Mundo ha detto che non le resta molto da fare. Due anni fa vinse due ori, sia nella 20 km sia nella 35, ai Giochi di Parigi l’oro nella staffetta mista e l’argento sulla distanza corta. El Mundo scrive che siamo di fronte a “un’altra María Pérez. Era una giovane donna timida che parlava a bassa voce e si agitava nelle interviste; oggi è una donna che sa tutto di sé, molto chiaramente. Sa da dove viene e dove sta andando”. Vuole diventare madre dopo i prossimi Giochi, ma prima di allora dominare tutto, alla vigilia di una mutazione genetica della marcia, con l’addio alle attuali distanze e l’adozione invece dei km della maratona e della mezza maratona su strada, per amore di uniformità, schiavi di novità.
Prima dei Giochi di Parigi si era fratturata l’osso sacro e arrivò alle gare con molti dubbi. Questa volta sembra più felice. Dice: «Ho fatto la migliore preparazione della mia vita. Mi ero abituata agli infortuni, a prepararmi con il dolore, e grazie a Dio non ho avuto problemi fisici in questa stagione. Se ti dico i tempi degli ultimi allenamenti a Barcellona, qualche corsa sui 2.000 metri… sono in forma migliore rispetto ai Giochi. Ma l’atletica non è una questione di matematica. Mi motiva molto il fatto che questa sia l’ultima volta che si disputano i 20 e i 35 chilometri. Vincere di nuovo entrambe le distanze sarebbe il modo perfetto per dirle addio».
Eppure Pérez pensava che la sua vita sarebbe cambiata negli ultimi anni. «Sono riconosciuta nella marcia; quando gareggio, sento che ci sono molti occhi puntati su quello che faccio. Ma il mio ambiente è piccolo. Non ho notato differenze in termini di sponsor. Non mi lamento; posso vivere di atletica, me la cavo. Ma pensavo che le vittorie mi avrebbero cambiato la vita. Non è successo. È coerente con quello che sono. Vengo da una piccola città e non sono una celebrità o qualcosa del genere. Sono rimasta sempre la stessa persona. Non sono il tipo che passa 180 giorni in giro per il mondo con un bambino a casa. Il giorno in cui deciderò di diventare madre sarà il giorno in cui smetterò. Su questo ho le idee chiare. Non credo che sia lo stesso per tutte le donne, ma questo è il mio modo di pensare».
Track & Field assegna l’oro alla cinese Li Ma, l’argento a Paula Milena Torres, il bronzo a Mária Pérez. Antonella Palmisano è quinta nei pronostici, Nicole Colonbi ottava. | ORE 00.30
★★★★☆ Il turno preliminare dei 100 metri
Marcello, come here. Ma quale Marcello e quale here: questo è il vero punto. Quattro anni fa, per l’Olimpiade sghemba nell’età del Covid, Jacobs zompò in 9.80 con le sue scarpe supersoniche per 100 metri sulla pista elastica prodotta dalla Mondo. Fino a quaranta giorni prima aveva un personale di 10.06. In meno di due mesi limò 26 centesimi di secondo. Era il nuovo eroe della nazione. Sinner lo ha soppiantato. Non ha mai più ripetuto quel tempo e in una sola occasione è sceso sotto il nuovo standard dell’eccellenza di 9.90, in finale a Parigi, quinto posto in 9.85.
Marcello torna sulla pista della gloria con altre scarpe e un altro umore. Ne scrive Emanuela Audisio stamattina su Repubblica. “È sceso al numero 500 del mondo. I cento metri non sono un cane fedele che aspetta il vecchio padrone, vanno con quelli veloci, anche sconosciuti, basta che siano rapidi. Il senso di Jacobs per i mondiali è scarso: a Doha fuori in semifinale, forfait a Eugene, eliminato ancora in semifinale a Budapest”.
L’ex coach Paolo Camossi dice a Repubblica che nel 2021 Marcell era straordinario, la sua rapidità di tocco a terra sfiorava i 78 millesimi. Audisio aggiunge che “oggi a un passo dai 31 anni (li compie il 26 settembre) l’impresa sembra proibitiva. Si spera in un numero da prestigiatore, ma i cronometri sono allergici alle magie”.
Il turno preliminare dei 100 metri porta sempre con sé l’eccitazione per la scoperta di pezzi di mondo che vengono per partecipare. È una condizione diffusa. Il fascino consiste nel fatto che chi viene per partecipare nei 100 metri, mette in conto un viaggio intercontinentale, attraversa Oceani, mette le scarpette ai piedi, pronti partenza via, 10 secondi e il Mondiale è già finito. Oddio: dieci. Dieci no. Altrimenti non sarebbe finito. In realtà sono 10 e qualcosa, dove quel qualcosa è molto più di qualcosa. Dieci e 91 per esempio per Kenaz Kaniwete, anno di naascita 2008, velocista di Kiribati già presente ai Giochi di Parigi. Ha cominciato a correre con il sostegno di sua sorella, una allenatrice di pin pong e collaboratrice dell’UNICEF per progetti sportivi dedicati a bambini che vivono nelle zone più remote della Terra. A Parigi corse il preliminare in 11.29, qui si presenta con un tempo di iscrizione stagionale da 10.91.
Il più decubertiniano fra tutti dovrebbe essere Theodore Cleveland Rodgers, dalle Isole Marianne Settentrionali. Ha un personale di 11.88, due secondi e 13 centesimi più alto di Kishane Thompson, il numero uno della lista. | ORE 4.23
★★★☆☆ La 35 km maschile senza Stano
Il 49enne portoghese Vieira sarà al via del suo 14esimo Mondiale, come segnala Andrea Buongiovanni sulla Gazzetta. La gara partirà mezzìora prima del previsto per evitare le ore più calde. Nell’anteprima sul sito della Fidal si legge che la rinuncia di Massimo Stano offre un’opportunità al giapponese Masatora Kawano. Altro protagonisti atteso: lo svedese Perseus Karlström. L’Italia è presente con Riccardo Orsoni, Matteo Giupponi e Teodorico Caporaso. Assente anche l’ecuadoriano Brian Pintado, argento due anni fa e campione olimpico a Parigi sui 20 km. La Spagna confida nel veterano Miguel Angel Lopez. Il più veloce nel 2025 è stato Evan Dunfee, con quasi due minuti sul resto del mondo.
★★☆☆☆ Le qualificazioni del peso con Leonardo Fabbri
Nel team USA c’è Ryan Crouser, campione di tutto ma dalla condizione imperscrutabile dopo la lunga assenza che dura dalla finale di Diamond League della scorsa stagione. Joe Kovacs era il più in forma al mondo ma è arrivato quarto ai Trials e dunque è fuori. L’Italia schiera con Leonardo Fabbri anche Zane Weir e Nick Ponzio. Sono assenti il giamaicano bronzo olimpico Rajindra Campbell e il brasiliano Darlan Romani. Un europeo non vince dal 2013 | ORE 3.55
★☆☆☆☆ Le batterie della 4 x 400 mista
È la staffetta italiana con più aspettative, almeno nei pronostici della stampa di settore internazionale. Le principali avversarie in semifinale sono Gran Bretagna, Stati Uniti, Irlanda e Giamaica, solamente le prime tre classificate vanno in finale più i migliori due tempi di ripescaggio | ORE 4.55
LE ALTRE GARE DELLA NOTTE
2.00 Lancio del disco femminile, qualificazioni