La ricostruzione di Hayter dopo la depressione

   

Il ritorno fra i professionisti

Quando tornerò, sarò pronto. Erano le ultime parole scritte da Leo Hayter sul suo blog. Un anno fa. Sedici agosto del 2024. Annunciava di aver deciso di mettere in pausa la sua carriera di giovane ciclista dopo una diagnosi di depressione. Correva per la Ineos-Grenadiers insieme a suo fratello Ethan. Anni ventitré, un Giro d’Italia e una Liegi-Bastogne-Liegi vinti nella sua categoria. Erano le ultime parole fino al messaggio più recente, questa volta messo in bottiglia sui social network, dove ha comunicato la volontà di tornare in gruppo alla Crono delle Nazioni di ottobre.

Hayter si è ricostruito. Il giorno dopo il 24° compleanno [10 agosto] ha accettato di parlare con L’Équipe delle eccessive pretese che si era dato, dei sensi di colpa da cui si è lasciato tormentare, della mancanza di fiducia in sé stesso che sta cercando di superare e del suo percorso verso il desiderio di tornare tra i professionisti. 

«Ho capito di potermi spingere al limite, ma che questo può distruggermi. Ogni volta che mi trovavo in uno stato di ansia, mangiavo impulsivamente. Altre volte mi lasciavo morire di fame per un giorno e il giorno dopo mi dicevo che dovevo nutrirmi.  Ma quando si ha in mente l’obiettivo di un certo peso, ci sono sempre delle scorciatoie che si possono prendere. Ero circondato da esperti, nutrizionisti, eppure quando hai l’impressione che le cose non stiano andando nella giusta direzione, finisci per girare a vuoto. Era impossibile continuare in quel modo»

Ora vive a Girona, in Catalogna, la regione della sua nuova compagna. «Non sa nulla di ciclismo e di ciclismo non parliamo mai. Ai suoi occhi sono solo io, non sono un ciclista professionista. Le cose stanno andando meglio».

Sarà pure per questo motivo che lentamente ha ripreso confidenza con la palestra, poi con la bicicletta, brevi uscite, un po’ di corsa, l’iniziale intenzione di darsi al triathlon salvo scoprire che «nuota come un ferro».

A metà luglio si è presentato senza una squadra ai campionati regionali catalani a cronometro con 15 chili in più rispetto al peso forma. Ha vinto. «È una testimonianza di resilienza e di consapevolezza di sé, ma anche del fatto che nulla vale per sempre» ha detto il suo allenatore John Wakefield.

Oggi Hayter racconta di non poter dire «al 100 percento che tornerò e che tutto sarà perfetto, penso che non sia realistico. Non so che tipo di corridore sarò. Ho messo su tre o quattro chili di muscoli. Devo capire cosa succederà quando attraverserò il prossimo momento difficile, se sarò in grado di superarlo, evitando che una brutta giornata si trasformi in una brutta settimana e poi in un brutto mese».

Buona strada, ragazzo. 

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Quando Pogacar dice che sta facendo il conto alla rovescia per gli anni che lo separano dal ritiro, lo capisco. Mi riconosco un po’ in lui

CHRIS FROOME

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