A quarant’anni in Liga con la maglia dell’Oviedo
Dodici minuti. Gli ultimi 6 più i 6 di recupero. All’età di 40 anni e dopo sei di lontananza, Santi Cazorla ha rimesso piede nella Liga con la maglia del club che l’aveva cresciuto nelle giovanili, quel Real Oviedo che a sua volta mancava in campionato da 24 anni. Le immagini della festa in città per la promozione [qui e qui] sono tra le più impressionanti del 2025. Scene che avrebbero fatto venire a Oriali la voglia di dire a Conte di restare a Oviedo, scene che avrebbero indotto in Spalletti uno spleen, il desiderio di aver vinto qualcosa pure là [satira politica: mo’ gli amici napoletani fanno i permalosi per questo, questo e questo].
Peraltro Santi Cazorla è tornato in Liga con la maglia dell’Oviedo da avversario sul campo della squadra che lo ha rivelato al mondo [il Villarreal]. La trama perfetta, una sera fra due amori, o come dice El Mundo “la conclusione perfetta di un circolo virtuoso”.
El Mundo ne ha parlato con Piero, l’amico di infanzia di Cazorla, e si è fatto dire che «Santi a Oviedo è come Maradona a Napoli» [ummaronna, altra permalosità in agguato].
Il gol della promozione a Mirandés lo aveva segnato lui. L’allenatore ispano-serbo dell’Oviedo, Veljko Paunovic ha solo sette anni in più di Cazorla e dice che Santi di qua, Santi di là, Santi che pagano il mio pranzo non ce n’è. In effetti Santi avrebbe voluto giocare gratis per l’Oviedo, quando tornò due anni fa. Il regolamento non lo consente. Allora si è fatto dare il salario minimo e dona alle casse del club il 10% dei ricavi derivanti dalla vendita delle sue maglie. Sono soldi che vanno al settore giovanile. Il figlio dell’agente di Cazorla gioca là.
Comunque. In 12 minuti Cazorla ha toccato il pallone 17 volte, ha sbagliato un paio di passaggi su 15 e una volta se n’è andato in dribbling come faceva a vent’anni.