Il ritorno due mesi dopo la delusione al Giro
A due mesi dal ritiro sulle strade del Giro, Juan Ayuso si è deciso a rimettersi in bici. Si era presentato in Italia con grandi aspettative e con il comodo paracadute del senno-di-poi possiamo dirle più delle velleità che delle ambizioni. La Clasica di San Sebastian per lui è un’occasione di riscatto, dentro la sua consueta cornice di corsa che “combatte la nostalgia post-Tour de France” in mezzo al “calore del pubblico basco, familiare e competente”.
Così racconta L’Équipe prima della partenza di questa corsa dalla grande taglia, con ritrovo iniziale sulla piccola spiaggia de La Concha a forma di conchiglia. L’ultimo Ayuso visto in giro battagliava prima che con Roglic con il suo compagno di squadra Isaac Del Toro. Durante la pausa, si è allenato tra Andorra [dove vive] e Javea [casa dei genitori]. L’Équipe segnala che per prima volta si avvale dei consigli e dei servizi di un procuratore, nonostante abbia un contratto con la UAE di Pogacar fino al 2028.
Finora era stato suo padre a gestire l’attività, chiedendo di tanto in tanto un consiglio a qualche manager. Accanto ad Ayuso è spuntato invece Giovanni Lombardi, l’ex velocista diventato uno degli agenti più influenti del ciclismo, “con la reputazione di lavorare per pochi di loro” accenna il giornale francese. «Il fatto che Ayuso abbia un agente – ribatte Matxin Fernandez, direttore sportivo della UAE – non significa niente», ma sembra una frase pronunciata per convincersene. È un po’ come quando un calciatore si affidava a Mino Raiola. Non è che lo facevi perché la sera ti desse il bacio della buonanotte al telefono. «Ho un ottimo rapporto con Juan – insiste Fernandez – cos’altro posso dire? Bisognerebbe chiedere a lui».
Esatto. Solo che Ayuso non ne parla – e del resto pure lui cosa dovrebbe dire: che sta cercando una squadra dove non gli chiedano di sacrificare tutto per Pogacar? Mormora al massimo che è felice di essere tornato, sapendo che se vuol cambiare maglia dovrà dimostrare di reggere i gradi del capitano. Al Giro è stato rimandato.
Pure a questa Donostia Klasikoa – il nome basco della corsa – si porta dietro Del Toro come nel Novecento le ragazze si portavano appresso la cugina quando uscivano con qualcuno e non erano convinte. Pure a lui passano per la testa magnifici e luminosi pensieri.
Ayuso avrà almeno l’opportunità di rifarsi alla prossima Vuelta [23 agosto da Torino], ma Matxin Fernandez lo ha già avvertito. Dovrà condividere la leadership con João Almeida, in ripresa dalla caduta al Tour. «È la corsa, è la strada, che designa il capitano in una squadra» gli ha fatto sapere. Se non ci crede, può chiedere a Giovanni Lombardi.