Lo schema migliore per fermare Caitlin Clark

I ripetuti infortuni della giocatrice più marcata, più amata e più detestata

È stata la notte delle stelle per la WNBA. Il Team di Napheesa Collier ha battuto il Team di Caitlin Clark restando in vantaggio dall’inizio alla fine della partita [151-131]. Solo che il team di Caitlin Clark non aveva Caitlin Clark, fuori per un infortunio all’inguine. La squadra era alle prese con gli acciacchi di A’ja Wilson, Jackie Young e Satou Sabally. Wilson e Young hanno giocato pochi minuti, Sabally non è entrata mai. 

Ma è stata l’assenza di Clark a finire sulla bocca di tutte, un’ombra sull’All-Star Game ha scritto The Athletic perché a lei si deve l’interesse rilanciato e cresciuto intorno alla lega.

È il quarto infortunio nella sua carriera da professionista e in questa stagione ha saltato quasi lo stesso numero di partite giocate [11 contro 12]. Ha ricevuto il maggior numero di voti dei tifosi per la selezione delle squadre. La sua sagoma è su tutti i cartoni che hanno fatto pubblicità alla partita nei giorni scorsi a Indianapolis. A febbraio aveva rifiutato di giocare la gara da tre punti nella notte delle stelle NBA per godersi quella WNBA. Invece è rimasta in panchina. 

È rimasta in panchina perché nella WNBA continuano a essere in vigore quelle che il New Yorker ha chiamato le Clark Rules. Sono la riproposizione in chiave femminile e trent’anni dopo delle Jordan Rules.

Louisa Thomas ha scritto: Per un certo periodo, c’era un modo solo per battere Michael Jordan: picchiandolo. I Detroit Pistons lo hanno fatto anno dopo anno, implementando uno schema difensivo che prevedeva di intrappolarlo ripetutamente, spingerlo attraverso i blocchi, intimidirlo, mandargli due o tre corpaccioni addosso e fargli perdere l’equilibrio, il tiro, la calma. Chiamarono questa loro strategia Jordan Rules. Fu una mossa intelligente. Jordan era anche umano, con la sua quota (e anche di più) di debolezze e appetiti

Sostituendo il nome di Caitlin Clark a quello di Michael Jordan viene fuori il quadro della WNBA attuale. Il secondo anno si sta svolgendo uguale al primo. Nella partita con le Connecticut Sun, scrive il New Yorker, Clark è stata prima colpita a un occhio da Jacy Sheldon [mentre barcollava] e poi scaraventata a terra dalla compagna Marina Mabrey [Clark era è stata spinta e afferrata per tutta la notte]. 

Tutt’intorno a questa condizione che alcuni analisti definiscono comune alle rookie che arrivano – una sorta di iniziazione con un piede nel nonnismo da caserma – gran parte della discussione fiorita [un termine educato] si tiene sul perché Clark sia presa di mira così tanto. E il chiacchiericcio mediatico e online che circonda Clark è tra i più deprimenti.

La questione in sintesi: lei è bianca, etero e si presta a essere un simbolo dell’America , così sminuisce la storia di una lega che è stata a lungo piena di grandi giocatrici, la maggior parte delle quali nere e molte delle quali queer.

Christine Brennan, columnist di USA Today, ha scritto che molte delle campionesse che hanno preceduto Clark sembrano avere difficoltà nell’accettare la sua fama, anche se ne trarranno grande beneficio e su Twitter o come diavolo si chiama adesso è intervenuta anche Chris Evert domandandosi quando queste ragazze capiranno, accetteranno e apprezzeranno che Caitlin Clark è la cosa migliore mai capitata al basket femminile?.

Segue dibattito.

   In archivio  Caitlin Clark su Slalom

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.