Tyra Grant e Alexandra Eala: come funziona il tennis nell’adolescenza

Come funziona il tennis nell’adolescenza

Tyra Grant ha esordito da italiana sotto le luci dei riflettori del Centrale. Non è stato un arrivo silenzioso, il suo. Naviga intorno alla 300esima posizione in classifica WTA, ha solo 17 anni, ma è stata nominata madrina, testimonial o chissà che del sorteggio insieme a Cori Gauff, già salita al #2 del mondo, uno Slam e un Masters messi da parte. Cotanta considerazione dei federali si deve al fatto che la teenager ha scelto di giocare per l’Italia e non per gli USA. 

È nata a Roma ed è la figlia di Tyrone, newyorkese che molteplici canestri ha segnato con la maglia dell’Olimpia Milano, della Virtus Bologna, poi tra Frosinone, Treviso e Venezia, diventando italiano per innamoramento e matrimonio di Cinzia Giovinco, maestra di tennis, oggi di Tyra non solo mammà ma pure womanager. 

Tyra ha giocato bene per due set e tre quarti, implodendo dopo aver avuto due match point con la qualificata croata Ruzic e averli visti svanire nell’aria come uno sbuffo di borotalco. Così son le cose degli adolescenti, mutevoli, estemporanee, perfino quelle dei prodigi più prodigiosi. Prendiamo Alexandra Eala, anni 19, filippina, quarti di finale a Miami dopo aver battuto la numero #2 Iga Swiatek, rischiando di ribatterla sulla terra di a Madrid. Qui a Roma è stata spazzata [6-0 6-1] dal ponentino che si è incarnato nel corpo di Marta Kostyuk, lei stessa protagonista di una storia di promesse e disillusioni. È stata una fenomeno tra le junior, ha vinto la sua prima partita da professionista a 15 anni e dopo un’apparizione al terzo turno dell’Australian Open 2018, ha fatto una fatica enorme a entrare tra le prime-100, prima di riuscire a emergere più avanti. 

Oggi Kostyuk dice di aver pensato alla sua avversaria diciannovenne più volte mentre la strapazzava: «Ho pensato, Wow, capisci? Ce la farà. Ci sta a questo livello. È solo che quando sei giovane, puoi attraversare giornate come quelle di oggi. È tutto nuovo, ed è un momento difficile. Io non vorrei mai tornare giovane, a dire il vero». [Ehm: Kostyuk ha 22 anni]. 

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