Mirra Andreeva ride molto con Conchita Martinez

Il rapporto tra la tennista russa e la coach spagnola

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L’Équipe ha fatto due chiacchiere con Conchita Martinez, la coach che ha portato Mirra Andreeva fra le prime-10 al mondo e alla finale di stasera contro Aryna Sabalenka. La russa era 43esima quando ha iniziato a lavorare con lei, domani sarà nella peggiore delle ipotesi al numero #8. 

Prima che iniziasse la collaborazione, Conchita Martinez dice che «la vedevo come una giocatrice con un potenziale enorme, aveva già ottenuto risultati che creavano grandi aspettative. In partita era solida, ma troppo passiva, un po’ troppo lontana dalla linea di fondo. Ho capito su cosa volevo lavorare: il gioco di gambe e la mobilità. Ma anche il dritto, per renderla più aggressiva, così come sulla lettura del gioco e sui processi decisionali».

Gli inizi del lavoro insieme sono stati subito facili. «C’era alchimia. Ho percepito il suo desiderio di ascoltare, di imparare, era molto aperta a tutto quello che potevo proporle. Il fatto che abbia giocato subito bene a Rouen e Madrid è stato d’aiuto. Si è creato un grande legame. Abbiamo lo stesso senso dell’umorismo, lei capisce le mie battute e io capisco le sue. Penso che il buon umore rafforzi il nostro legame».

Mirra Andreeva ha colpito Conchita perché «è una spugna, impara molto in fretta. Se le dico di colpire più forte man mano che si procede, assorbe l’informazione e la mette in pratica. Analizza le cose molto bene. È una giocatrice molto sicura di sé. Quando ha dei dubbi, il mio ruolo è renderla più forte. Non si arrende mai, ha uno spirito vincente, una voglia di scendere in campo e rifiutare la sconfitta. Ha sempre la certezza di vincere»

Ha anche molta voglia di divertirsi, fino a essere definita dispettosa dalla sua coach. «Non voglio una persona troppo seria, così matura fino al punto da perdere la sua spontaneità. La cosa positiva di lei è che sorride quasi sempre». Dall’inizio dell’anno Andreeva lavora anche con una psicologa. «Per me era essenziale. Ne avevamo già parlato l’anno scorso dopo Wimbledon – racconta Conchita Martinez – e avevamo trovato la persona ideale. Ecco perché stiamo lavorando con lei, per aiutare Mirra a migliorare in diversi aspetti: atteggiamento, routine, motivazione. Sto già iniziando a vedere dei miglioramenti. Si sta avvicinando il giorno in cui vincerà uno Slam. Non ha limiti. Se rimane paziente, se non ha fretta, se continua a imparare e mantiene sempre la mente lucida, può diventare una grande giocatrice e vincerne diversi, non uno. Ma come continuo a ripeterle bisogna tenere i piedi per terra. Finché sarò qui, non voglio vedere che si monta la testa».

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