| Gloria diede un pugno alla palla e corse di nuovo verso il campo di pallavolo
Niccolò Ammaniti, Ti prendo e ti porto via
prima di tutto
Le ragazze della pallavolo giocano ancora come a Parigi
Per la prima volta accadde quattro anni fa. Conegliano, Novara e Busto Arsizio circondarono le semifinali della Champions femminile e misero tutta l’altra pallavolo in minoranza. Italia tre, Resto d’Europa uno. Adesso che l’oro olimpico ha smesso di essere un’ossessione per il lavoro fatto da Julio Velasco su schemi, tecnica e mentalità, tre squadre italiane sono di nuovo in semifinale: Conegliano ancora, Scandicci e Milano. L’eccezione sono le turche del VakifBank, la squadra più italiana fra le non italiane perché panchina siede da decenni Giovanni Guidetti. È un dominio raro in qualunque altro sport. L’Eurolega non ha mai avuto tre squadre di una sola nazione alla final four. Nella Champions maschile di calcio è una superiorità alla portata della sola Premier League inglese, con Manchester United, Chelsea e Liverpool in semifinale nel 2007 e nel 2008, Manchester United, Arsenal e Chelsea nel 2009.
Due anni fa toccò alla pallavolo turca esondare, con Fenerbahçe, Eczacibasi e VakifBank alla final four. Noi o loro. È dal 2005 che la grande Coppa non esce da questa alternanza, con l’eccezione della Dinamo Kazan 2014. Anche i posti nelle final four sono finiti dentro un duopolio. L’ultima squadra a infiltrarsi è stata l’Alba-Blaj dalla Romania, anno 2018. Ci stava riuscendo la Russia nel 2022, ma il derby nel quarto di finale tra Dinamo Ak Bars e Dinamo Mosca venne sbaraccato e annullato per le sanzioni della federazione internazionale dopo l’invasione dell’Ucraina.
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4 SETTEMBRE 2023
Italia o Turchia, ma stavolta più Italia. Molta più Italia. L’attuale giro d’affari della pallavolo italiana supera i 45 milioni di euro secondo le ultime stime de Il Sole 24 Ore. È alimentato principalmente dalle sponsorizzazioni. I diritti tv portano alla lega femminile 2 milioni all’anno. Volleyball World distribuisce le partite su scala internazionale attraverso la piattaforma ott VBTV, nata dalla collaborazione con il fondo Cvc Capital Partners. L’accordo è in scadenza tra due anni, la crescita di popolarità post olimpica e questi risultati nelle Coppe permetteranno di rinegoziare la cifra al rialzo. Anche la Serie A2 fa segnare cifre significative: il giro d’affari è di 15 milioni di euro perché la competitività e la qualità sono diffuse, così diffuse che la terza coppa europea per importanza, la Challenge Cup, è stata vinta qualche giorno fa dalla Roma, appena retrocessa dalla A1. Ha battuto in finale un’altra italiana, il Chieri, che invece sta giocando i play-off scudetto.
I quattro club di vertice – cioè le tre grandi di Champions più Novara, finalista in Coppa CEV – operano tutte con un budget compreso tra i 7 e gli 8 milioni di euro. Gli ingaggi delle stelle possono superare i 700mila euro a stagione grazie allo sfruttamento dei diritti d’immagine. La fascia medio-alta dei compensi delle giocatrici varia tra i 250mila e i 350mila euro. Nella stagione scorsa gli spettatori sono stati complessivamente 427 mila, con un aumento di 42 mila persone rispetto all’anno precedente. Tradotto in soldi fanno 3,5 milioni di euro di ricavi. I play-off scudetto batterono il record di pubblico, 60 mila tifosi, con un picco di 12 mila per la partita tra Milano e Conegliano al Forum di Assago [153 mila euro di incasso].
Secondo i dati della lega, l’audience televisiva della scorsa stagione superò i 10 milioni e mezzo di spettatori complessivi, con un incremento di quasi 2 milioni rispetto al 22-23, con un milione e mezzo di spettatori per le finali scudetto. La lega femminile di pallavolo è anche la più seguita sui social tra tutti i campionati indoor.
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