Bentornata Madison Keys, dove sei stata in tutti questi anni

Storia della sua rinascita e della sua doppia relazione col marito-coach

 

     Ha aspettato sette anni e mezzo per poter tornare in una finale Slam. Da New York 2017 a Melbourne 2025, in tutto questo tempo Madison Keys potrebbe passare per un puntino nel mucchio. Eppure, a guardar bene dentro i suoi numeri è stata la quarta giocatrice per semifinali Slam giocate negli ultimi dieci anni, sette come Iga Swiatek, qui battuta dopo aver salvato due match point, ed è la sesta giocatrice in attività con più partite vinte nei Major, secondo i calcoli di Alessandro Mastroluca su Supertennis. Ha dovuto battere la numero 2, la numero 6, la numero 10, ma già che c’era ha battuto anche la numero 1 e si è presa la coppa snella e lunga. È la prima donna in vent’anni di tennis a battere le prime-due per arrivare al titolo in Australia ed è la decima in assoluto. L’ultima era stata Serena Williams nel 2005: buttando fuori la #2 Amelie Mauresmo ai quarti e la #1 Linsay Davenport in finale. Svetlana Kuznetsova c’era riuscita al Roland-Garros nel 2009 con Serena nei quarti [#2] e Dinara Safina [#1] in finale.

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Keys tornerà da lunedì fra le prime-10 al mondo per la prima volta da due anni, ma non era mai scesa sotto le prime-25.

Quel che poteva mancare in termini di spessore storico, ha fatto notare il magazine Tennis, sarebbe stato compensato dalla spavalderia delle due nel colpire la palla.

Keys e Sabalenka sono tra le più grandi battitrici e giocatrici di colpi in spin che il gioco femminile abbia mai visto. Sanno dare potenza alla palla piatta e darle i giri con il dritto. Hanno un gioco simile. Keys ha raccontato che durante l’ascesa della più giovane Sabalenka, l’ha studiata, l’ha copiata. Un nuovo atteggiamento accompagnato da una nuova racchetta e una nuova meccanica al servizio, due modifiche concertate con il suo coach e marito, Bjorn Fratangelo. Ha quel nome lì perché suo padre lo voleva tennista già nel reparto di neonatologia di Pittsburgh. Mario Fratangelo era arrivato in America da Castellino del Biferno, provincia di Campobasso. Mentre Keys teneva stretta la Coppa, lo cercava con lo sguardo là attorno, cercava il marito, non il suocero, ha detto di immaginarselo confuso da qualche parte, e in effetti lacrimava copiosamente in un angolo, come aveva lacrimato copiosamente sotto un asciugamano anche Aryna Sabalenka, dopo aver sfasciato una racchetta, furibonda.  

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Keys è nata in Florida, dice di essersi sentita ispirata a giocare dopo aver visto una volta Venus Williams a Wimbledon in tv.  In realtà le piaceva il vestito. Chiese ai genitori di poterne avere uno uguale, e loro si offrirono di comprarglielo, davvero, ma solo se avesse iniziato a giocare a tennis. Un ragionamento lineare, va riconosciuto.

Rick e Christine sono entrambi avvocati, lui è stato anche un giocatore di basket universitario. Così Madison ha cominciato a prendere lezioni a 7 anni, a giocare tornei a 9. L’hanno mandata a studiare tennis alla Academy di Chris Evert, dove si è presa cura di lei più spesso il fratello John. Lei, Chris Evert, ha spesso sostenuto che la potenza di Madison Keys le pareva all’altezza di quella di Serena.

In effetti, in diverse occasioni i suoi colpi da fondo campo sono stati misurati a velocità paragonabili, se non superiori, a quelle dei migliori giocatori maschi. Al Roland-Garros 2014 Keys tenne la velocità media dei suoi colpi da fondo campo a 127 km/h. Per fare un paragone, Novak Djokovic era a 124,1 km/h. Il Game Insight Group ha analizzato i dati dell’Australian Open in un periodo di cinque anni, dal 2012 al 2016, e ha scoperto che Keys aveva la seconda velocità media di dritto e il rovescio più veloce di tutti. Con il dritto stava dietro al solo Tomáš Berdych. Il suo picco è stato un dritto a 156,3 km/h, più forte di Lleyton Hewitt e vicino alla brutalità di David Ferrer. Il suo rovescio più veloci ha toccato una volta in 144,8 km/h, più veloce dei colpi di Bernard Tomic e Nick Kyrgios. 

Negli ultimi anni – ha scritto Tennis – abbiamo visto un certo numero di giocatrici dare una nuova vita alle loro carriere a 30 anni; forse Keys sarà la prossima.

Matthew Futterman su The Athletic ha scritto che Madison Keys ha vinto l’Australian Open alle sue condizioni. Il superpotere di Keys è quello di colpire una delle palle più pesanti del circuito, soprattutto quando la sua avversaria pensa che lei sia in una posizione in cui non può farlo. Ha vinto alle sue condizioni ma ha rischiato di non riuscirci. Durante la partita del quarto turno contro Elena Rybakina [#6] è andata sotto di un set e dall’angolo Bjorn le ha detto che se voleva continuare a giocare in quel modo, a controribattere in modo passivo, ancora trenta ore e sarebbero stati a casa con i piedi sul divano.

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Fratangelo non è il suo coach perché è suo marito. Fratangelo è diventato prima suo marito e poi il suo coach. Ha accettato il lavoro con una certa riluttanza alla vigilia della campagna su erba diciotto mesi fa, credendo che si sarebbe stufato, che a trentun anni avrebbe sentito presto o tardi la nostalgia del campo, fosse anche quello dei challengers. Bjorn da ragazzino è stato a sua volta una speranza. Nel 2011 vinse il torneo jr al Roland-Garrois battendo in finale Dominci Thiem. Invece si è appassionato. Per un po’ di tempo, quando avevano preso a frequentarsi, il suo compito tennistico nella vita di lei non era altro che fare il tifo. Mai criticarsi a vicenda, questo si erano promessi, specialmente a cena.

Come quasi ogni relazione umana – ha scritto The Athletic – il successo dipende da una buona comunicazione. A volte, dopo una partita o un allenamento, lui vuole parlare di qualcosa che ha visto e lei non è pronta ad ascoltarlo. Lei gli dice che le serve un’ora. Ma a volte parlarne è urgente. Lui le dice che può darle 10 minuti. Così trovano un equilibrio a trenta. Sono arrivati in fondo al torneo senza nessuna certezza che questa seconda relazione potesse proseguire. Fratangelo ha sempre odiato le lunghe trasferte della vita da tennista, anche se a Melbourne ha detto di aver amato gli ultimi 18 mesi perché è stato per la prima volta tanto tempo, tutto il tempo, senza sosta, insieme a lei. Da fidanzati passavano gran parte dell’anno su fusi orari differenti. Ma Bjorn è un pigro, un casalingo. Hanno appena finito di ristrutturare casa a Orlando, in Florida. Gli piace cucinare. Gli piace starsene seduto con i piedi sul divano. Maledizione. Se solo Madison avesse perso contro Rybakina. Trenta ore e ce l’avrebbero fatta. Ma adesso, onestamente, come si fa?

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