Il ritorno di Graham Potter in Premier League

Inghilterra

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Ma quali microchip: nelle sue squadre Potter mette il cuore

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  Assunto a settembre 2022 con un contratto quinquennale, Graham Potter venne licenziato dal Chelsea nel mese di aprile. Gabriele Romagnoli su Repubblica lo chiamò karma, una punizione soprannaturale per aver lasciato il povero Brighton su due piedi. Quando Jonathan Liew sul Guardian ci ripensa, la definisce una farsa hollywoodiana”. Potter ha impiegato 21 mesi per trovare l’energia necessaria e riprendere un posto in panchina. Il West Ham gli ha offerto l’incarico e lui ha detto che gli sembra Natale.  In questi 21 mesi ha imparato lo spagnolo, è stato alle isole Falkland, è andato a vedere un concerto di Taylor Swift nascondendosi tra la folla con un paio di occhiali da sole bianchi a forma di cuore. Diciamo la verità: non è una grande idea per passare inosservati. Ma ciò che al Guardian interessa alla vigilia di codesta nuova avventura è se Potter ha imparato qualcosa di utile?.

Secondo Liew, intendiamoci, il West Ham ha assunto un allenatore superbo, anche se un allenatore con alcuni miti che devono essere sfatati. In primo luogo l’idea che Potter sia una specie di allenatore perfezionista che ha bisogno di anni e anni per far andare ogni pezzo al suo posto. Non è così. L’Östersund fu promosso al primo anno, lo Swansea andò bene subito e senza tanti soldi, il Brighton con lui salì al miglior piazzamento della storia. Non c’è motivo per pensare che abbia più bisogno di tempo di altri. Potter non avrà la bacchetta magica [ah ah ah, bella battuta], ma allena con una certa flessibilità.

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Non gli giova l’etichetta del Potterball, meglio far circolare la voce che sia un pragmatico. Il Potterball, chiarisce Liew, altro non è che un sistema o un insieme di valori, dove le qualità personali sono rilevanti quanto quelle tattiche. Il modo in cui Potter assembla una squadra è fondamentalmente l’espressione della persona che è. Gli piacciono i giocatori versatili e in grado di svolgere ruoli diversi all’interno delle partite, gli piace dare minuti a tutti per far sentire tutti apprezzati. In campo nessuno è più importante di chiunque altro. Tutti devono essere rapidi, tutti devono lavorare sodo senza palla, tutti si alternano nel ruolo di stella. Sotto Potter, giocatori diversi come Alexis Mac Allister, Leandro Trossard, Ben White e Marc Cucurella sono tutti cresciuti fino a diventare le migliori versioni di se stessi

Ma il Potterball, quel che a Potter interessa è la dimensione familiare dei club in cui lavora, la sinergia tra il calcio in campo e i tifosi sugli spalti, la dignità di una dura giornata di lavoro fatta insieme, il rispetto reciproco che si ottiene dall’unita e dall’affiatamento in cui tutti trattano bene gli altri

L’altro aspetto di un club a dimensione familiare, dice Liew, è che si chiudono in sé stesse al primo segno di guai. Julen Lopetegui, reduce da un’estate in cui corteggiava il Milan, non si è mai liberato del tutto dal sospetto che stesse facendo campagna per sé. Potter mette invece il suo cuore in un club che ha un vuoto di potere, dove tutto – dalla proprietà alla politica dei trasferimenti – è il prodotto di un compromesso disordinato e insoddisfacente. Chi gestisce davvero il West Ham? È difficile dirlo. Il compito più grande di Potter è molto più grande di come si aggiusta una squadra che subisce più contropiedi di tutti in Premier League. Il suo compito è rimettere un cuore umano dentro una macchina idiota

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