| Falar não enche barriga
[Parlare non riempie la pancia]
Proverbio portoghese
IL CALCIO ITALIANO
Il Milan trasformato della Supercoppa
Ora la mistica di Sergio Conceiçao può solo crescere. Tra le righe del suo ritorno in Italia aveva fatto in tempo a piantare due semi che nelle prossime ore, nei prossimi giorni, nelle prossime settimane, avranno agio di fiorire aiutati da qualche annaffiatoio.
Seme numero uno – chiamiamolo il Seme Max: la dichiarazione secondo cui il calcio è semplice. Seme numero due – chiamiamolo il Seme Sinisa: mio figlio è mio figlio, Inzaghi è un amico, ma in campo siamo tutti avversari. Hanno l’aria di essere le due colonne ideologiche su cui poserà il nuovo castello milanista, nel quale Sergione ha portato ormoni nuovi [adrenalina] con cui sostituire la mitezza di Pioli e di Fonseca. Se alla tua seconda partita in panchina porti già un trofeo, non sei solo bravissimo. Sei di più: porti un bacio del cielo sulla fronte.
Paolo Tomaselli sul Corriere della sera ha scritto: “Più che un debutto da diavolo, Sergio Conceicao si traveste da demonio”. Parla del derby di ieri come di “uno spot senza interruzioni per il nostro calcio, terra dell’incertezza e dei colpi di scena. È la notte dei rimpianti dell’Inter e della nascita di un nuovo Milan”.
Luigi Garlando sulla Gazzetta lo descrive come “quasi un passaggio di consegne davanti a Pioli: dal Milan dello scudetto a quello di Sergio Conceiçao che, in una settimana di magistero e in due notti di gloria, si è preso il Milan e il futuro. L’Inter può essere spaziale e farne sei alla Lazio, ma anche tornare umana, per stanchezza fisica e mentale, e farsi rimontare in una finale che aveva in pugno. Il derby sarà sempre questa cosa così, zona franca da pronostici e logiche di classifica. Distribuirà sempre, di testa sua, gioie e dolori”.
Alberto Polverosi sul Corriere dello sport-stadio immagina che “in Portogallo lo chiameranno mister reviravolta, da noi mister rimonta. Una volta ci può stare, anche se era la sua prima volta, segnare due gol alla Juve partendo da un gol sotto è possibile, la Juve è una squadra povera dentro, ma farne tre all’Inter, partendo da due gol sotto, questa sì è un’impresa, la prima impresa italiana di Sergio Conceiçao. Che ha vinto la Supercoppa e trasformato la squadra recuperando al loro massimo livello due giocatori fondamentali, Theo Hernandez (gol su punizione e assist) e Rafa Leao, entrato in questa finale con la furia di un ciclone, travolgendo tutto e tutti”.
Paolo Condò, ancora sul Corriere della sera, dice: “Quando gli allenatori ci spiegano che i numeri dei moduli contano relativamente perché è l’atteggiamento a fare la differenza, intendono esattamente quanto di strepitoso ha fatto vedere il Milan. Sergio Conceicao ha riattivato tutto questo in pochi giorni, riscuotendo la fondamentale adesione dei due talenti superiori che ha in rosa”. Quanto all’Inter, dice Condò, “ora, sacchi di sabbia alle finestre: sconfitte del genere vanno gestite perché ti scuotono nel profondo”.