Promessa o illusione: i 16 anni di Ksenia Efremova

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L’ultimo prodigio annunciato si chiama Ksenia Efremova, francese, origine russa, 15 anni, definita da L’Équipe Magazine una guerriera segnata dalla vita, a cominciare dalla morte di suo padre. Quentin Moynet è andato a Cannes per incontrarla, il suo racconto comincia dalla telefonata ricevuta da casa con la brutta notizia mentre si trovava a un torneo in Svezia. Aveva 12 anni, rispose: «Non è possibile, sveglialo, per favore». Sua madre Julia, ex professionista, numero 283 al mondo nel 2006, l’ha avviata al tennis a 4 anni e mezzo, come peraltro pure suo fratello maggiore Alexey.

L’Équipe parla di “delirante precocità” che anima discussioni tra gli specialisti nell’individuazione dei giovani prodigi. «È semplice: a 10-11 anni era la migliore di tutti i tempi, migliore di Sharapova o Gauff. Non avevamo mai visto una cosa del genere» ripetevano a Loïc Martin, agente della IMG che la segue da cinque anni. Ha pure già superato una frattura al polso che avrebbe potuto toglierle definitivamente la voglia di tennis, invece Ksenia è fatta di un legno che non brucia scrive Moynet. Il giorno dopo la morte del padre andò in campo con la febbre a 39 e mezzo. Iniziò ad allenarsi otto ore al giorno. Vinse il torneo.

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È stata naturalizzata dalla Francia un anno fa e ci sono state tensioni con Mosca. I conti bancari sono stati congelati, la guerra in Ucraina ha creato una divisione permanente tra le autorità del paese e la famiglia Efremova. Papà è sepolto in Russia. «Non siamo mai potuti andare sulla sua tomba» racconta la madre. Non è ancora tutto. All’inizio del 2024 ha fatto una risonanza magnetica al gomito destro e la cartilagine era molto danneggiata. La cartilagine è la chiave di volta del diritto. Se si rompe è la fine della carriera. Risposta di Ksenia: «Nel peggiore dei casi diventerò mancina». Ma i suoi passi non sono così rapidi come immaginavano qualche anno fa. Intorno a lei immaginavano di vederla fra le prime-100 da sedicenne. Ora che i 16 anni sono in arrivo [aprile], in classifica è oltre il 700esimo posto. Ci sono carenze tecniche non ancora sanate, tipo un disgustoso schiaffo al volo a due mani. L’età ossea del suo corpo è quella di una 14enne. È alta 1 metro e 72 e continuerà a crescere. E poi c’è l’insondabile – scrive il magazine del giornale francese – il peso delle aspettative, di un’innocenza troppo presto portata via.

Da due mesi si allena all’Elite Tennis Center di Cannes con i nuovi coach Jean-René Lisnard e Baptiste Ranoldi, dopo una turbolenta esperienza all’Academy di Patrick Mouratoglou. Cannes è il posto dove sono cresciuti Daniil Medvedev, Alexandre Müller, Varvara Gracheva, Mirra Andreeva. Mamma Julia dice che «ci siamo sbarazzati di certe energie cattive, dei serpenti e dei bugiardi». Lei ha fatto un passo di lato affidando la ragazzina agli allenatori. È la migliore notizia di questa storia.  

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