Il primo duello nel fango fra i due van

RUOTE

La sfida di Loenhout. Ma è una vera sfida?

Ci siamo. È il giorno. È il giorno del primo duello nella terra e nel fango di Mathieu van der Poel e Wout van Aert. Quello previsto a Mol è saltato per un problema gastro-intestinale del belga. Oggi torna ma già sappiamo che nella sua stagione di ciclocross non ci metterà troppo furore. Non correrà i Mondiali e tutto gli serve per presentarsi in un certo modo alle Classiche – che stavolta non può più sbagliare. A trent’anni compiuti da qualche mese ha vinto solo una Sanremo, ha fatto secondo al Fiandre e alla Roubaix, terzo alla Liegi. Solo è scritto in corsivo perché la super maggioranza dei ciclisti in carriera non ha mai vinto la Sanremo, non ha mai fatto secondo al Fiandre e alla Roubaix né terzo alla Liegi. Van der Poel invece al Mondiale di ciclocross ci va e correrà anche più spesso di Wout. 

Il posto del duello si chiama Loenhout, si trova in provincia di Anversa, un posto di 4mila abitanti al confine con l’Olanda, quattro anni fa investito da un tornado senza vittime. Nell’antichità il luogo era costituito da due signorie, Loenhout e Poppendonk, il primo feudo di Hoogstraten e il secondo del duca di Brabante. Entrambe le signorie ebbero lo stesso dominus fino al XVI secolo, in seguito andarono alle famiglie Van der Marck e De Ligne, il primo con un cognome da ministro delle finanze, il secondo sembra un produttore di cioccolato. 

Già nel XIII secolo esisteva una parrocchia, se ve lo stavate chiedendo. Sotto l’imperatrice Maria Teresa, nella seconda metà del XVIII secolo, a Loenhout iniziò la coltivazione dei terreni desolati e così si sviluppò l’agricoltura. Era facile. Nella seconda metà del XX secolo cominciarono pure ad allevare suini e pollame. Una delle fattorie medievali è stata ristrutturata ed è diventata un ristorante per cene eleganti [ehm], si chiama ‘t Schaliënhuis. Nel secondo week-end di settembre si tiene una specie di sagra dei fiori, una delle attrazioni del posto si chiama Herberg De Keizer: era una distilleria di gin, dal 1858 una scuola dove insegnavano le suore di Gijzegem e quando quarant’anni fa se ne andarono, l’edificio fu restaurato. 

Ora, non è che i due Van saranno sensibili a tutto questo. Oggi pestano i pedali e amen. Per la verità non sappiamo neppure bene cosa aspettarci, se non che sono attesi 12mila spettatori. Alessandra Giardini su Bicisport dice che ci ostiniamo a chiamarlo duello ma in realtà da molto tempo non lo è più. Ha le prove. Sono schiaccianti. Van der Poel nel ciclocross ha vinto più del doppio di van Aert. La ragioneria dei Mondiali dice che siamo 6-3 nella categoria élite, 2-0 da juniores, 0-1 da Under-23, il solo spicchio di carriera in cui il belga si sia fatto valere. Ci sono state in tutto 196 gare in cui erano iscritti entrambi: 123 vittorie per l’olandese, 51 quelle del belga e solo 22 volte ha vinto un corridore che non fosse né l’uno né l’altro. L’anno scorso si sono sfidati 7 volte in tutto: 6-1 per Mathieu. Li rivedremo contro il 5 gennaio a Dendermonde e il 25 gennaio a Maasmechelen, poi se ne riparla su strada. 

[Se volete leggere un sacco di queste cose belle a cura di una redazione giovane e bella, se volete leggere Alessandra Giardini, allora a Bicisport vi potete abbonare qui]. 

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