I troppi crociati rotti delle calciatrici

 

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I troppi crociati rotti delle calciatrici

 

 

Beth Mead e Vivianne Miedema si sono presentate così, con le stampelle, sul tappeto rosso per la cerimonia del premio BBC Sports Personality of the Year. Due delle migliori calciatrici al mondo con il crociato rotto, entrambe probabilmente fuori dai Mondiali della prossima estate in Australia e Nuova Zelanda. Non sono le sole. Si sono rotte il crociato altre stelle del calcio e altre ragazze meno famose. Alexia Putellas non ha potuto partecipare agli Europei, la Spagna era la favorita per la vittoria. La francese Marie-Antoinette Katoto si è rotta il crociato durante il torneo. Nell’ultimo anno sono state colpite come da un flagello Chloe Kelly, Dzsenifer Marozsan, Kyah Simon, Ellie Brazil, Ellie Carpenter, Jessica Ziu, Chantelle Boye-Hlorkah, Simone Magill, Ada Hegerberg, Christen Press e Catarina Macario. 

Secondo Suzanne Wrack sul Guardian è il momento di dire basta. 

Non ci sono molte ricerche scientifiche sul calcio femminile – e già questa circostanza spinge buona parte della stampa britannica in questi giorni a parlare di disparità. Una delle poche suggerisce che le donne hanno una probabilità da quattro a otto volte maggiore di rompersi il crociato rispetto agli uomini. Non ci sono risposte certe, siamo fermi al campo delle ipotesi e a una serie di elementi che si associano: la biomeccanica, i cambiamenti ormonali durante il ciclo, le opportunità di allenamento, le scarpe, la qualità dei campi. Tutto incide, compresi gli squilibri neuromuscolari oggetto di indagine da parte dei ricercatori dell’Università di Roehampton. 

Scrive Wreck sul Guardian: “Quanto velocemente i club e gli organi di governo del gioco arriverebbero al cuore del problema, se gli infortunati fossero Kylian Mbappé, Lionel Messi e Kevin De Bruyne, con lo stesso guaio, a pochi mesi l’uno dall’altro? Riuscite a immaginare cosa accadrebbe se uno di loro avesse lo stesso infortunio tre volte in carriera, com’è successo a Megan Rapinoe?”. 

Anche Sky Sports UK si è occupata del tema, sottolineando le teorie secondo cui “i cicli mestruali giocano un ruolo chiave”. Ne è convinta Gary Lewin, la fisioterapista dell’Arsenal, quando osserva le conseguenze sui diversi livelli di affaticamento, di coordinazione, nella perdita della potenza, nell’effetto sulla postura delle anche. La ricercatrice Katrine Okholm Kryger sottolinea inoltre che i piedi delle donne differiscono da quelli degli uomini per forma e volume. Il rischio di lesioni è amplificato dall’uso di scarpette forse inadatte, che possono schiacciare il piede in punti indesiderati.

Dinanzi ai crociati rotti di cinque delle migliori 16 calciatrici al mondo, secondo la classifica del Pallone d’oro, Molly Hudsom sul Times dice che “la ricerca è ancora scarsa su infortuni che spesso si verificano senza contatto. I fianchi delle donne sono più larghi, quindi l’angolo con cui le ginocchia si piantano nel terreno è diverso. Le donne hanno meno massa muscolare nel ginocchio, è più probabile che si stiri eccessivamente, e nelle prime fasi del ciclo mestruale i legamenti sono più lassi, quindi più vulnerabili”.

Più ricerca aiuterebbe a capire quale strada prendere per una soluzione.

 

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