I processi di Natale
Attacco a Sarri. A Torino qualcuno comincia a sospettare che Agnelli abbia proprio sbagliato scelta, anche se questa non era la Champions ma il trofeo itinerante a cui bisognerebbe prima o poi ridare interesse, e una sede degna dove non si applaudano solo i colpi di tacco, e una data giusta, e magari una nuova formula. Siamo a Natale e la Juve non ha ancora un’idea di squadra né di modulo, tridente, non tridente. Ultima novità bianconera, De Ligt riserva milionaria. Incomprensibile il modesto De Sciglio titolare dall’inizio, abbastanza strana l’uscita di Higuain nel momento del vitale bisogno di gol, ma è l’insieme a non convincere, quel possesso di palla sterile, quel vagare aspettando il colpo giusto: Sarri non era stato preso per il gioco nuovo, per lo spettacolo, per andare oltre Allegri? Nel frattempo la vecchia Juve non c’è più, e quella nuova neppure. In questo ibrido inizio d’inverno, con Lapo che twitta “Juve vergognati”, qualcosa scricchiola. Eppure, vincere era l’unica cosa che contava. | Maurizio Crosetti, la Repubblica
L’esperienza irripetibile e fuorviante. Il gioco di Sarri a Napoli è stato meraviglioso ma allo stesso tempo è stato un limite sia per il Napoli che per Sarri perché quel gioco non è più riproducibile. | Gianluca Marchegiani, Sky
“ Dobbiamo stare meglio in campo Miralem Pjanic
Vecchia. Nessuno tocca la qualità della Juve, che è quasi tutta negli attaccanti, a centrocampo è un po’ vecchia nel pensiero e qua e là anche pigra. Manca però di ordine giaguaro, di possibilità naturali. | Mario Sconcerti, Corriere della sera
“ aaaaaa Maurizio Sarri
I gol presi. Il sarrismo per adesso – oltreché una fabbrica di vittorie – lo è anche di gol subiti: 24 in 24 gare. Un’anomalia preoccupante per una squadra che ha sempre costruito le vittorie sulla solidità difensiva. | Paolo Tomaselli, Corriere della sera
Il nervosismo. Seguono problemini accessori, ma da non trascurare. Il principale è un eccesso di nervosismo sparso qua e là, tra campo e panchina: quando un riesame degli episodi controversi documenta che tra Calvarese e Mazzoleni, rispettivamente arbitro e Var, la decisione più discutibile risale al minuto numero nove, all’entrata in ritardo e a piede teso di Matuidi su Luis Alberto che sarebbe stata da rosso più che da giallo. Male gli esterni, dai cui errori nascono il primo gol laziale (De Sciglio) e il secondo (Alex Sandro). Male Pjanic, pedina chiave del meccanismo sarriano, né ispirato, né brillante, né tantomeno continuo. Male il tridente, schierato dopo infinite titubanze proprio nell’occasione più rischiosa: nonostante un Ronaldo assatanato e un Dybala a corrente alternata ma ispirato, a differenza di Higuain. E perché Demiral anziché De Ligt? | Gigi Garanzini, la Stampa
Una squadra confusa. Il coraggio di Inzaghi stordisce la Juve, che ancora non riesce a cambiare la pelle con la facilità di un serpente: nel suo dna, il calcio di Allegri; nella sua testa il calcio di Sarri; in campo un calcio confuso, che non è di Max e non è di Mau. | Alberto Dalla Palma, Corriere dello Sport-Stadio
La condizione fisica. La condizione fisica è il grande tema. Non una novità: anche nell’ultima grande delusione, Juve-Ajax di aprile, la squadra era andata sotto nel corpo a corpo. «La mia sensazione è che siamo arrivati in deficit di energie fisiche e mentali – commenta Sarri -. Non siamo crollati al 70°, eravamo meno brillanti anche all’inizio». | Luca Bianchin, la Gazzetta dello sport
Una scelta che può pagare in futuro. La scelta di preferire il campionato alla supercoppa, evitando di giocare un turno infrasettimanale a gennaio potrebbe risultare vincente in futuro, dopo che l’anno scorso si rovinò la preparazione per la sfida di Gedda contro il Milan. | Davide Pisoni, Il Giornale
Lo 0-5 con l’Atalanta
Un caso irrisolvibile. Il Milan non va visto per questo risultato enorme, ma nell’insieme. È una buona squadra di giocatori normali, di poca personalità. È piena di mezzi campioni e di mezzo niente. Il Milan ha vinto 6 partite, contro Brescia, Verona, Spal, Genoa, Parma e Bologna. Ha perso 8 volte, di cui 5 contro le prime 5 della classifica. Di cosa stiamo parlando? … C’è gentilezza, crasi, leggerezza di muscoli e idee. Un alto e basso non deciso dal Milan, ma dalla qualità degli avversari. Era chiaro fin dall’inizio, fin da Giampaolo, ma direi anche fin da Fassone. Dentro c’è tutto, incompetenza, ingenuità, arroganza, sfortuna, limiti tecnici. Non è risolvibile, ma nemmeno sopportabile. | Mario Sconcerti, Corriere della sera
“ Non cerchiamo patetiche difese di questa patetica sconfitta. In sei mesi non si può rifare il Milan di Berlusconi Zvonimir Boban
Non si capisce cosa sia. Per cercare di venirne fuori è indispensabile prima di tutto che la proprietà decida cosa fare del club oppure è meglio che venda. Il Milan non si capisce cosa sia: non ha un’identità tecnica, tantomeno societaria. Ha una rosa assortita male, senza una fisionomia precisa. | Stefano Barigelli, la Gazzetta dello sport
Il senso di lontananza di una proprietà invisibile. Quello che più colpisce in questo Milan, che affronta uno dei più brutti Natale della propria storia, è il senso di lontananza, di distanza siderale tra una proprietà invisibile, la squadra e i suoi tifosi. Alla fine onore a Boban e Maldini che ci mettono sempre la faccia anche nelle situazioni più scabrose, come quella di ieri, ma dai piani alti non scende nessuno? Il presidente Scaroni sembra pensare solo allo stadio, a costruire un nuovo fantasmagorico San Siro, ma per farci giocare questa squadra? | Elia Pagnoni, Il Giornale
La posizione di Maldini è fragile. Nel mirino di Elliott c’è però soprattutto il d.t. Maldini, al quale viene imputata la responsabilità d’aver costruito una squadra che ha il quarto monte ingaggi della serie A ma che a fine dicembre è miseramente undicesima. Tanto che diverse anime della proprietà sono sempre più convinte che farebbe bene a dimettersi. | Carlos Passerini, Corriere della sera