La finale NextGen: un brasiliano e un figlio di vietnamiti

La finale NextGen: un brasiliano e un figlio di vietnamiti

 

Il treno di Joao Fonseca viaggia per ora con un mese di ritardo rispetto all’Alta Velocità di Jannik Sinner. All’età di 18 anni e 3 mesi è il secondo più giovane di sempre a qualificarsi per una finale delle NextGen, dopo il Sinner campione 2019. Se la parabola altoatesina dovesse incarnarsi pari pari dentro questo ragazzino brasiliano, lo troveremo con la Coppa di Melbourne nel gennaio del 2029. Mercoledì ha battuto il numero 20 al mondo e testa di serie numero 1 Arthur Fils per quella che è stata la vittoria più pesante della sua carriera, seguita da quelle su su Tien e Mensik, ieri in semifinale contro l’altro francesino Van Assche. È il finalista con la peggiore classifica nella storia del torneo [145]. Non ha dovuto affrontare neppure una palla-break in semifinale. Ha chiuso con un vincente dalla linea di fondo.

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Il futuro di Fonseca è limpido, misterioso è il suo passato. Gli incontri con Nadal, per esempio. Venerdì si sono rivisti a Jeddah, nei paraggi della King Abdullah Sports City. Così è tornato a galla l’aneddoto del loro leggendario incontro del 2010. Da bambino pare che Fonseca abbia incrociato Rafa insieme a mamma Roberta in Sudafrica, prima della finale della Coppa del Mondo di calcio vinta dalla Spagna contro l’Olanda. Ma quel giorno Fonseca non aveva neppure compiuto quattro anni. Forse lo ricorda, forse no. Allora la leggenda si alimenta di un secondo incontro ravvicinato di qualche tipo, stavolta collocato nel 2014 sotto casa, al Rio de Janeiro Country Club, dieci minuti di distanza dall’appartamento. C’è sua madre pure in questa storia, era lei che lo portava a giocare là, sui campi in terra battuta, e una volta erano seduti in prima fila quando Nadal ha vinto il titolo. Però non ci sono foto. Ce n’è una con Thomaz Bellucci, ex 21 al mondo, non è la stessa cosa. Comunque. Non importa. Importa che Fonseca oggi sia ingaggiato come sparring partner una volta da Carlos Alcaraz, un’altra volta da Daniil Medvedev e Jannik Sinner. A febbraio ha pure avuto la benedizione di Gustavo Kuerten. Il Brasile aspetta un suo erede da tempo. 

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Avversario in finale è di nuovo Learner Tien, 19 anni, mancino, 122 al mondo, tre titoli challenger vinti nel 2024, il secondo ex universitario a raggiungere la finale NextGen dopo Nakashima nel 2022. Tien ha giocato per un semestre in NCAA con l’Università della California del Sud all’inizio del 2023. Entrambi i genitori giocavano a livello amatoriale. Sono vietnamiti. È stato allenato principalmente dal padre, Khuong, un avvocato, fino a quando non è stato inserito nel programma di sviluppo della federazione per bambini di 10-11 anni. La madre, Huyen, è un’insegnante di matematica. Tien ha una sorella maggiore, Justice: esatto, si chiama così per via dle lavoro di papà. Un chiaro segno del patriarcato. Se fosse stata mamma a darle il nome, oggi si chiamerebbe Radice Quadrata. Learner dice che vincere il torneo Boys’ 18s National Hard Courts all’età di 16 e 17 anni è stato il trampolino di lancio definitivo. Considera il rovescio il suo colpo migliore e il cemento la superficie preferita.

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