Senza le carte della Procura, la relazione Covisoc sulle plusvalenze si era arenata
Nel terzo giorno di audizioni dei magistrati torinesi Ciro Santoriello, Mario Bendoni e Marco Gianoglio, è stato sentito Paolo Morganti, Head of football operations della Juventus, qualunque cosa significhi. È il più vicino collaboratore di Stefano Cherubini, il verbale è stato secretato come i precedenti. Oggi è in programma l’interrogatorio di Marco Re, dirigente dell’area finanziaria del club, uscito nel frattempo dai quadri. Non c’è ancora un invito a comparire per Andrea Agnelli, Stefano Paratici e Pavel Nedved.
La Stampa prospetta un epilogo come quello per Inter e Milan tredici anni fa: una multa pesante dopo il patteggiamento. Matteo Pinci su Repubblica non esclude ancora altri scenari. Scrive che la procura federale potrebbe archiviare il procedimento aperto dopo la segnalazione della Covisoc sulle 62 plusvalenze sospette (42 della Juventus) – finirebbe in un pantano senza troppi strumenti investigativi – e “aprirne uno nuovo, che abbia al centro le novità contenute nell’indagine torinese. E in cui poi far confluire eventualmente atti di altre procure, se la vicenda dovesse estendersi a più società, come doveva ritenere la Covisoc. Se ci fosse stata una falsificazione dei documenti contabili o amministrativi per ottenere la licenza Uefa o l’iscrizione al campionato, per l’articolo 31 del Codice di giustizia sportiva la società potrebbe andare incontro almeno a una penalizzazione in classifica. Ma rischierebbe fino all’esclusione dal campionato. Al contrario, se l’accusa provasse solo un illecito amministrativo, non si andrebbe oltre la semplice ammenda”.
In sostanza alla federcalcio servono le carte dei magistrati, come spiegano Stefano Agresti e Massimiliano Nerozzi sul Corriere della sera: “Gli strumenti investigativi non consentono di andare avanti in modo significativo. Finora le plusvalenze fittizie sono state punite con una penalizzazione in classifica soltanto in un caso: quando un’inchiesta penale, attraverso le intercettazioni, ha consegnato ai giudici del calcio le prove che Chievo e Cesena si erano accordate per gonfiare le valutazioni di alcuni ragazzi della Primavera. In tutte le altre circostanze ci si è arenati di fronte alla soggettività della quotazione dei giocatori: una linea che il Tribunale federale ha sempre seguito e alla quale non derogherà”.
Mentre il presidente federale Gabriele Gravina oscilla tra dichiarazioni rassicuranti (era solo un’indagine conoscitiva a inizio ottobre) e le solite promesse di una qualche riforma, Gianfranco Teotino sulla Gazzetta dello sport ricorda che “perché risuonasse l’allarme si sono dovuti muovere Consob e magistratura ordinaria. A ulteriore riprova che i controlli interni al sistema non funzionano. La Covisoc, la commissione di vigilanza della Federcalcio, interviene, quando interviene, in ritardo e talvolta le sue osservazioni passano inosservate o presuppongono altri interminabili approfondimenti. In più, negli ultimi anni Federcalcio ha molto alleggerito, anche prima dell’emergenza per il Covid, i requisiti d’iscrizione al campionato, cancellando nel dicembre 2019 l’obbligo di pareggio di bilancio e abbassando ancora, poche settimane fa, l’indice di liquidità. Un’Authority indipendente potrebbe essere una buona medicina anche per il nostro sistema malato”.
Già immaginiamo le grida per la sacra autonomia dello sport minacciata. L’autonomia dell’immobilismo.
«La società sta collaborando con gli inquirenti e confida che sarà fatta luce su tutti gli aspetti indagati. Sono fiducioso nell’operato della magistratura. La Juventus ha un nuovo cda, un nuovo amministratore delegato, un nuovo direttore sportivo, un nuovo allenatore che, con il vicepresidente e il presidente, stanno affrontando i problemi in campo e fuori. Affrontare le difficoltà rafforza».
John Elkann
voci L’ex procuratore Figc Giuseppe Pecoraro
➣ Pecoraro, è sorpreso da quanto sta succedendo? «No. Il sistema calcio è sbagliato, lo dico da sempre. È un fatto culturale, la Juve ce l’ha nel Dna: interessa solo vincere. Ma per riuscirci in Europa servono risorse infinite, perché competi con colossi che si arricchiscono con il petrolio e il gas e non con il lavoro degli uomini, come la famiglia Agnelli. Per tenere il passo di Psg, City e Chelsea si ricorre alle plusvalenze. E diventa un problema di regole».
➣ Lei ha denunciato con forza questo malcostume. «Mi sono trovato in difficoltà, il Tribunale mi respingeva sempre. Dicevano che non potevo essere io a stabilire il reale costo di un giocatore. Ci ho provato con Mancini, oggi difensore della Roma. All’epoca era al Perugia e la Fiorentina aveva diritto al 50% sulla rivendita. Ebbene, il Perugia lo ha ceduto all’Atalanta per 200 mila euro e nello stesso tempo le ha dato anche il portiere Santopadre, figlio del presidente, per un milione. Ma come poteva valere più lui di Mancini? In tanti anni si è arrivati solo alla condanna di Chievo e Cesena, perché lì c’erano le intercettazioni che inchiodavano i protagonisti».
➣ Le sue idee sono state spesso frenate. E lei si è dimesso. «Io sono per un calcio equo, giusto, che dia a tutti le stesse possibilità. Invece questo non accade. Quando chiedevo le carte sulla Juve, mi arrivavano quelle su Bari, Foggia, Palermo. Ci sono società sulle quali è difficile muoversi: Juve, Inter, Milan, Roma. Ma così non siamo tutti sullo stesso piano». – intervista di stefano agresti, Corriere della sera
Nonostante tutto il caos, Bloomberg scrive che Apax Partners ha rinnovato il suo interesse a investire in Serie A. La società di private equity sta lavorando per formulare una proposta che potrebbe presentare alla Lega all’inizio del prossimo anno.
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Slalom 29 novembre 2021