lunedì 30 marzo
#200
La mia vita cominciò
come l’erba, come il fiore
Massimo Ranieri
il tema
Avere vent’anni in giorni come questi
Il merito di dire la frase che apre gli occhi è di Diego Abatantuono. “Penso a chi è giovane, al bisogno di scambiare di tutto con i coetanei. Se avessi vent’anni impazzirei costretto in casa” ha detto sabato al Corriere della sera.
Diario per frammenti dalla quarantena dei più giovani, sportivi compresi. Quelli che stavano esplodendo e si sono fermati. Quelli che con un anno in più cresceranno meglio. Questi nostri ragazzi così forti e così fragili.
| il nuotatore Alessandro Miressi La notizia dello slittamento al 2021 dei Giochi di Tokyo da un lato acuisce il senso di emergenza, dall’altro fissa almeno un punto fermo nelle prospettive. «Io lo dicevo anche prima di questa decisione – afferma – sarebbe stato giusto in ogni caso spostare la data delle Olimpiadi per permettere a tutti di arrivarci nelle condizioni migliori. Io mi sento bene e mi sono fin qui preparato al meglio, ma non avrei voluto godere di vantaggi preventivi. Quando sarà il momento di tuffarci in acqua per la nostra gara, io e i miei avversari dovremo partire alla pari».
Non più tardi dello scorso dicembre aveva stabilito il nuovo record italiano dei 100 stile libero in vasca corta, un primato ottenuto a Glasgow nella semifinale degli Europei in vasca corta. La forza di Miressi è nella sua capacità di adattamento. Alla gara come agli eventi della vita. «Cerco di non pensare alle Olimpiadi, faccio passare il tempo parlando al telefono con gli amici, scambiando opinioni con loro e giocando anche online o alla playstation. Approfitterò della situazione anche per studiare. Frequento un corso telematico in Scienze Motorie ma poi gli esami dovrò sostenerli in sede, vedremo. Per il resto, a parte il nuoto, sono un appassionato di Nba. Anche lì è tutto fermo, mi consolo seguendo in tv alcune vecchie e ancora entusiasmanti partite. Oppure ripensando al mio ultimo record. In questo momento anche noi agonisti possiamo vivere di ricordi». | Luca Borioni, Corriere di Torino
| la nuova vita quotidiana Diario di Sara Quattro in un appartamento di circa 110 metri quadrati e un balcone. Poteva andare peggio. Lo ammetto, a volte mi manca l’aria, il mio spazio. Al mattino poi c’è una mezzoretta di agitazione da parte dei miei: «Metti a posto le tue cose, tieni pulito il bagno…». Per fortuna poi si calmano e la giornata prende il suo ritmo normale da… “arresti domiciliari”. La seccatura numero uno è dover condividere la camera con il mio fratello maggiore, studente universitario pure lui.
Così ce la gestiamo a turno: al mattino è sua e io studio o seguo le lezioni on line in sala, assieme a mio papà che, dall’altra parte del tavolo da pranzo, lavora in smart working. Ogni tanto ci scambiamo un’occhiata e magari facciamo la pausa caffè insieme. È strano e bello avere papà a casa: prima non c’era mai, sempre in viaggio. E se non era in giro per l’Italia o l’Europa, quando arrivava di sera, era stanco e stressato. Ora è come se lo stessi scoprendo di nuovo, come quando ero bambina. | Testo raccolto da Elisa Messina, Io Donna, sabato
| la grande promessa internazionale Cori Gauff Ha vinto otto delle 11 partite in tre dei quattro grandi Slam e si è affiancata a giovani avversarie e campionesse come Kenin, Osaka, la 19enne campionessa Bianca Andreescu, Aryna Sabalenka, Elena Rybakina e Marketa Vondrousova. Ora che lo sport globale si ferma ogni giorno di più, Cori Gauff insieme ai suoi coetanei può fare poco di più che lavorare sul suo gioco e sulla sua forma. Sperava di andare alle Olimpiadi di Tokyo a luglio ma quella porta si è chiusa. Tuttavia, la pausa non programmata del tennis potrebbe andare a beneficio di una giovane giocatrice che sta ancora crescendo verso una maturità fisica ed emotiva a un ritmo straordinario, in un ambiente inarrestabile. | Kevin Mitchell, the Guardian
| la grande promessa italiana Larissa Iapichino «Dopo quattro anni di allenamenti e sacrifici è tosta rinunciare alle Olimpiadi. Per i giovani non ci sono problemi, per chi è a fine carriera invece equivale a un anno perso ma, in un situazione del genere, si deve pensare innanzitutto alla salute e al futuro. E poi sono sicura che il prossimo anno a Tokyo sarà una grandissima festa». Magari con una “invitata” in più, ovvero Larissa Iapichino, figlia diciassettenne di Fiona e campionessa europea Under 20 di salto in lungo proprio come la madre. «Non ne parlo per scaramanzia. A luglio erano in programma i Mondiali juniores a Nairobi ed è un peccato per lei non poterli fare, ma in un anno può succedere di tutto e può darsi che guadagni un’Olimpiade…» ammette la May, che parla dei progressi della figlia sempre con molta misura e giustificata prudenza. | Il Tirreno
| la pugile in quarantena Rebecca Nicoli È in quarantena a Roma, in caserma, in attesa di sapere cosa accadrà. La ventenne promessa della boxe pavese e italiana, tesserata Fiamme Oro, è rientrata con la nazionale di pugilato a Roma da Londra tre giorni fa, dopo la sospensione del torneo europeo di qualificazione per Tokyo 2020 a causa dell’emergenza Coronavirus. | La Provincia Pavese
| il calciatore in attesa Matteo Lovato Il suo sogno è soltanto rinviato. Già, perché su di lui il Verona ha fatto un investimento mirato e consistente: più di un milione di euro, quanto versato dall’ Hellas al Padova per il suo cartellino. Matteo Lovato è entrato nel gruppo gialloblù a fine mercato invernale, ha vissuto le prime emozioni in Serie A, seguendo dalla panchina le imprese della squadra e prendendo, al centro sportivo di Peschiera del Garda, il ritmo degli allenamenti tiratissimi voluti da Juric. Il debutto tra i big ci sarà, quando si riprenderà a giocare. | Matteo Fontana, la Gazzetta dello sport
| i cestisti congelati C’è chi sognava lo scudetto e chi era pronto a mettersi in lista per il Draft della NBA, chi doveva ritagliarsi un posto in Nazionale con vista sui Giochi e chi, più prosaicamente, aveva l’opportunità di giocare sui campi di casa un Mondiale giovanile. Aspettative, speranze, sogni. Lo sport si alimenta soprattutto di questo. Specie quando hai 19 o 20 anni e tutto è bello, nuovo, positivo. Oggi quei talenti sono chiusi in casa come i genitori e i nonni. Non possono neppure prendere in mano un pallone. E le loro aspettative, le loro speranze, i loro sogni sono finiti in stand-by. Come la normalità.
Paolo Banchero, classe 2002, è nato a Seattle e le sue radici italiane sono nel DNA di papà Mario, ex giocatore di football alla Washington University. La mamma invece oltre al secondo passaporto, quello statunitense, gli ha regalato la passione per il basket. È Rhonda Smith, ex giocatrice ABL e poi della WNBA (Seattle, Portland e Sacramento), argento con la maglia degli Usa ai Campionati Americani del 1997. Qualche mese fa Paolo, considerato uno dei migliori quattro giocatori a livello di High School, dove stava giocando per l’istituto O’Dea con 22 punti media a partita, ha sciolto le riserve scegliendo di vestire i colori della Nazionale. Ala grande di 205 centimetri, deve sgrezzarsi ma ha grandi doti atletiche e tecniche. E’ sul taccuino dei più titolati college statunitensi tra cui Kentucky, North Carolina, Duke, Kansas, Washington e Gonzaga.
… Alessandro Pajola. Classe 1999, play della Virtus Bologna, ha stregato coach Djordjevic meritandosi minuti alle spalle di due fuoriclasse come Markovic e Teodosic. È nato a Ancona dove ha giocato per la Stamura fino alla categoria u.17. Poi il passaggio alla Virtus dove ha scalato le gerarchie risultando determinante nelle rotazioni della squadra che stava guidando la serie A prima dello stop con 12.6 minuti giocati di media, 3.4 punti e 1.5 assist.
… Giordano Bortolani, guardia del 2000 alto 1,95, stava facendo cose egregie a Biella, tanto da meritare la convocazione di Sacchetti in Nazionale ed esordire il 20 febbraio scorso contro la Russia realizzando i primi 3 punti in azzurro. … Dalla Stella Azzurra è volata a Madrid due stagioni fa una grandissima promessa del basket italiano. È Matteo Spagnolo, che dalla cantera del Real è già passato a convocazioni e apparizioni con la prima squadra di Laso. Sacchetti ha convocato il giovane regista brindisino, nato nel 2003, per le sfide di febbraio della Nazionale contro Russia e Estonia. … Ha già vestito l’azzurro Nico Mannion. Figlio dell’ex tiratore statunitense Pace e play degli Arizona Wildcats, è nato nel 2001 e ha esordito in Nazionale maggiore contro l’Olanda a 17 anni, il 1 luglio 2018. | Fabrizio Fabbri, Corriere dello sport-Stadio, ieri
| il volontariato Beatrice Tamburrini, laureanda in farmacia, dal 2014 è volontaria all’ambulanza Sos Milano. Le sue parole pesano. Eppure non ha pensato per un attimo di mollare: consapevole dei rischi, ma anche dell’ assoluta necessità. A 25 anni è capo equipaggio, nelle case dei sospetti Covid-19 sale sempre da sola. L’unica a intabarrarsi con la tuta protettiva, la visiera, la cuffia, la mascherina FFP2 e due paia di guanti, uno sopra l’ altro. «Non so più come dare coraggio alle persone, senza la mimica facciale. Non si vede più nulla di noi che possa trasmettere empatia – dice -. Siamo disarmati, con gli occhi nascosti e senza sorriso». | Corriere della sera, 22 marzo
un numero La maggior parte delle candidature a partire per le zone rosse del contagio come infermieri, in risposta al bando governativo, viene dal Lazio: 994 domande su 9.448 totali. Seguono Campania e Sicilia. Quelli che hanno meno di trent’anni sono 998. (da Il Messaggero)
I piccoli gesti Uno dei primi moti di altruismo è stato proporsi di fare la spesa per i più anziani. È cominciato con biglietti attaccati nell’androne dei condomini, è diventata una rete di associazioni che gestiscono centinaia di volontari come quelli di Casa Emergency a Milano, che si appoggia alle Brigate Volontarie, oppure, a Roma, quelli della Comunità di Sant’Egidio o dei centri sociali come l’Esc: in questo caso (come per gli attivisti del Labàs di Bologna o i milanesi di Fuori Luogo), l’emergenza è un’occasione per far entrare in contatto due mondi lontani e reciprocamente diffidenti, quello della solitudine degli anziani e quello dei giovani dei centri sociali. | Angiola Codacci-Pisanelli, l’Espresso