Florent Manaudou sente che qualcosa si è spento

Florent Manaudou sente che qualcosa si è spento

  È cominciata nella notte la terra e ultima tappa della Coppa del mondo di nuoto in vasca corta, a Singapore, la sede dei Mondiali estivi. Nella classifica maschile c’è in testa Léon Marchand con 116.4 punti, seguito dallo svizzero Noe Ponti con 115 e dal cinese Haiyan Qin con 112.6; miglior italiano Thomas Ceccon con 91.5. Nella classifica femminile Regan Smith prima con 118.4 e Kate Douglass seconda con 118.3 punti. Ventiduesima Benedetta Pilato con 59.7. Le cuffie azzurre impegnate in questa tappa sono Thomas Ceccon, Nicolò Martinenghi, Benedetta Pilato, Alberto Razzetti e Lorenzo Mora. Nella tarda mattinata le finali della prima giornata. 

In contemporanea con questa tappa di Coppa, in Francia si tengono gli Assoluti di nuoto, dove si presentano come attrazioni le medaglie olimpiche Anastasiia Kirpichnikova, Maxime Grousset e Yohann Ndoye Brouard. Per la medaglia d’argento dei 1500 è un rientro al buio. La pupilla di Philippe Lucas si è presa una lunga pausa in Russia con la famiglia e ha ripreso ad allenarsi solo due settimane fa. La notiziona a cui L’Équipe dà ampio risalto è la noia che si è impadronita di Florent Manaudou, tormentato dai dubbi, assente totalmente dalla stagione in vasca corta, distante dai campionati di Montpellier, pensieroso sulla fine della carriera perché – dice – la fiamma si sta spegnendo. L’anima è vaga scrive il giornale francese. Nella scia dell’euforia olimpica aveva programmato di gettarsi anima e corpo in tutte le gare successive. E invece. 

La ricaduta emotiva è stata violenta e ha deciso di rinunciare. La voglia di allenarsi è scomparsa e ha bisogno di tempo. Il campione olimpico 2012 dei 50 metri ha come ultimo obiettivo gli Europei di Parigi 2026, ma vuole schiarirsi le idee per trovarne di chiare. Nel frattempo gioca a pallamano ad Antibes e ha intenzione di viaggiare. Dice a L’Équipe: «È difficile motivarsi quando non c’è una carota. La carota di Parigi 2024 era molto bella, era facile. Un campionato del mondo in vasca breve, dove so che non nuoterei veloce e in un ambiente dove per una settimana si nuota, si nuota, si nuota, non sono sicuro che mi faccia sentire bene mentalmente. Non mi sono mai allenato per una settimana intera. Ci sono state settimane in cui sono rimasto a zero. Sto per mezz’ora in acqua e sento che non voglio, non voglio aumentare l’intensità. La fiamma per ora è un po’ spenta. Non dico che mi fermo, perché vorrei fermarmi con qualcosa di bello agli Europei di Parigi. Ma non ha senso fare adesso i campionati di Francia e i Mondiali, avrò nuotato una quindicina di volte dalla ripartenza. Se non sono all’altezza, non è interessante né per la squadra francese né per me. Ho sottovalutato il calo emotivo dopo le Olimpiadi. È stato molto complicato alla fine dei Giochi. C’è stato un grande down quando sono tornato a casa. La situazione si è risollevata perché la gente era ancora entusiasta e ho preso parte ad alcuni eventi belli, tipo la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi. È stato molto piacevole per un po’, ma quando per tre mesi sei quello che applaudono perché hai vinto la medaglia di bronzo, quando me ne parlano tutti i giorni, è difficile darsi una mossa. I Giochi sono stati un momento eccezionale, molto forti emotivamente, ma le cose sono belle perché sono effimere. Non do la colpa a nessuno, mi pare tutto molto normale».  

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