
I GIOCHI DELL’AUSTRALIA DAVANTI ALLA GRAN BRETAGNA
Con una popolazione ben al di sotto della metà, l’Australia probabilmente batterà la squadra britannica nel conteggio delle medaglie per la prima volta in 20 anni. Ne scrive Kieran Pender per il Guardian sottolineando che si tratta di una delle rivalità più intense nello sport mondiale: gli inglesi, o a volte i britannici, contro la loro ex colonia. Una rivalità che copre il cricket e il rugby, il ciclismo su pista e finanche le bocce: sono le discipline dove i duelli tra squadre e atleti dei due poli sono stati una caratteristica distintiva per oltre un secolo.
Ad Atlanta 1996, i britannici chiusero con una sola medaglia d’oro, l’Australia ne aveva nove. Quattro anni dopo, nei Giochi ospitati a Sydney gli australiani chiusero al quarto posto, con cinque medaglie d’oro in più dei britannici. Sono rimasti in vantaggio pure ad Atene, ma il verso ha cambiato segno con l’assegnazione dei Giochi 2012 a Londra e la crescita dei finanziamenti statali agli sport olimpici. Alle Olimpiadi del 2008, gli inglesi sono andati in vantaggio e non si sono più fatti sorpassare. Fino a stasera. Probabilmente.
Spiega il Guardian: “Per certi aspetti non è sorprendente. Il successo olimpico è ciclico e una crescita delle medaglie ai Giochi casalinghi è una cosa comune; l’aumento di interesse e dei finanziamenti non può però durare per sempre. Forse questa è la recessione delle medaglie che i britannici dovevano avere, un declino persino gestito bene. Sfortunatamente per i britannici coincide con una squadra australiana in ripresa. L’Australia aveva avuto la sua migliore prestazione di sempre a Tokyo, e ora l’ha battuta a Parigi. Con un aumento dei finanziamenti nell’ordine di qualche centinaio di milioni di dollari in arrivo, mentre tutti gli occhi sono puntati sulle Olimpiadi di Brisbane tra otto anni, sembra che il vecchio ordine sia stato ripristinato”.
Ma quanto siamo felici di vedervi lucidare l’argento alle nostre spalle, scrive sul Telegraph l’australiano Stephen Corby, sottolineando che i britannici sono ritenuti eccellenti “solo negli sport più sedentari”. E questa è proprio bella, veramente bella, così bella che meriterebbe uno studio approfondito, se non lo vogliamo chiamare proprio serio.
Corby si dice ossessionato dallo sport e racconta: “Un punto che ha suscitato molta ilarità nei pub australiani è che la Gran Bretagna sembra avere molto successo negli sport che richiedono di stare seduti: il ciclismo, l’equitazione, il canottaggio. Non ci sorprende che non vadano bene quanto noi in piscina, perché da tempo abbiamo capito che vi piace bagnarvi. Asciugare gli asciugamani è un motto che si riferisce a un presunto disprezzo nazionale per l’igiene, uno dei miei insulti preferiti per i britannici. E chiaramente non siete abbastanza cool per avere successo nello skateboard o nel surf, come noi: forse è il momento di insistere con il CIO per l’inclusione di eventi in cui siete i più forti”.
Corby deve essersi molto divertito a scrivere l’editoriale. Dice che “molti anni fa, quando lavoravo alla redazione sportiva dell’Evening Standard, a un mio collega fu assegnato il ruolo di cronista degli sport da pub, significava occuparsi di freccette e snooker. Escluso il ruolo di cronista della birra, sembra essere il miglior compito di sempre nel giornalismo. L’inclusione del golf nelle Olimpiadi ha già dimostrato che non è necessario sudare o acquistare abbigliamento sportivo per praticare uno sport, quindi perché non insistete per avere le freccette alle Olimpiadi?”.
Conclusione perfida: “Sento di dover sottolineare che, come molti australiani, ho tanti cari amici britannici, o erano amici fino a oggi. Ho vissuto a Londra per diversi anni e ho amato ogni minuto di Londra in cui non sembrasse inverno. Tuttavia, nella mia strana vena di cattiveria, niente mi importa di più che battere il Vecchio Impero nello sport, e mi dispiace ammetterlo mi piace da morire vederli perdere anche agli Europei di calcio”.