AMERICHE
Klay Thompson si unirà ai Dallas Mavericks, lo avrete sentito. Lo riferiscono fonti della lega, e questa cosa meriterebbe un giorno un approfondimento. Il governo centrale del campionato gestisce anche la comunicazione sul mercato. Comunque sia, finiscono così 13 anni da pilastro dei Golden State Warriors. In cambio riceveranno due scelte al secondo giro del draft 2025 e 2031.
Thompson ha toccato i 34 anni e ha vinto là tutt’e quattro gli anelli della franchigia. Ha giocato 77 partite la scorsa stagione, con una media di 17,9 punti, 3,3 rimbalzi e 2,3 assist a partita. I 268 tiri da tre mettono Thompson al quarto posto NBA della scorsa stagione nella classifica.
The Athletic scrive che si tratta di una separazione che spiazza tutti. Da un paio di stagioni tirava una certa aria, da quando i colloqui per l’estensione del contratto si erano arenati, il suo ruolo era cambiato e la squadra non era riuscita ad arrivare ai playoff. I Warriors hanno arruolato Moses Moody e Brandin Podziemski, hanno prolungato il contratto a Jordan Poole, Thompson “non ha mai sentito un amore reciproco” scrive The Athletic, citando sempre fonti della lega. I Warriors hanno sempre manifestato un desiderio apparente di tenere Thompson ma hanno pure chiarito che non sarebbe potuto avvenire alle stesse cifre. Ora lo salutano parlando di una eredità che vivrà per sempre, giurano che non vedono l’ora che arrivi il giorno in cui potranno ritirare la sua maglia numero 11 al Chase Center, per renderlo immortale. Ma Thompson non ha ancora voglia di esalare l’ultimo respiro.
È una sorpresa anche vederlo a Dallas. Per gran parte dell’ultimo decennio, i Mavericks sono stati riconosciuti come la squadra che inseguiva i free agent migliori, senza riuscire a prenderli, ripiegando alla fine su soluzioni di riserva, senza nascondere un certo imbarazzo. Ma era un altro front office, ora ci sono Luka Dončić e Kyrie Irving a guidare la squadra. Klay Thompson si propone come la più grande star arrivata nella storia della franchigia. Viene per aggiungere competenza in difesa accanto a due guardie superstar che non brillano in quel senso. La propensione di Doncic in copertura è stato uno dei temi mediatici dell’ultima finale.
“Dallas – dice The Athletic – ha barattato abilità e tiro per fisicità e difesa, durante la corsa alle finali della scorsa stagione. Ora sta cercando un equilibrio tra questi due fattori. Jovan Buha, che per The Athletic segue i Lakers, aggiunge che Dallas offre a Thompson “l’opportunità di vincere ed essere sé stesso, senza che l’attenzione sia puntata su di lui a ogni prestazione scadente. Basta guardare come Irving ha rimodellato la sua immagine pubblica”. Ma con Thompson a Dallas, i Lakers hanno perso tutt’e tre i candidati per i quali LeBron James sarebbe stato disposto ad accettare un taglio dello stipendio: gli altri due erano James Harden e Jonas Valančiūnas.
Resta DeMar DeRozan, è un quarto nome da tenere d’occhio come potenziale candidato a una maglia dei Lakers . Lo ha riferito per prima ESPN, ma tolto DeRozan, dice The Athletic, “non è chiaro quali altri giocatori spingerebbero James ad accettare un taglio considerevole dello stipendio” per lasciare a LA margini di manovra sul mercato.