Haiti e Chinaglia, Chinaglia e Haiti. Sono passati due giorni dal grande spavento vissuto dalla Nazionale all’esordio mondiale in Germania, e si parla ancora di quel 3-1 affaticato, con l’appendice del gesto di disprezzo del centravanti verso la panchina, nel momento della sostituzione.
Il giovane cronista Candido Cannavò sulla Gazzetta parla del “gol come miraggio, quasi una tortura. Dieci volte, almeno, Gigi Riva lo ha avuto davanti. Ci ha provato di testa, di piede, da vicino, da lontano, in mischia o sullo scatto. Nulla gli è rimasto in mano di quello che per lui passerà alla storia come un pomeriggio delle streghe. Francillon, chi e mai costui? A Tegersee dove gli azzurri hanno trascorso la notte, Riva dev’esserselo sognato, questo strano portiere haitiano che balzava come una scimmia da una traiettoria all’altra. ricadendo a terra pancia in giù come un Gatto Silvestro dei cartoni animati. In certe occasioni, spiaccicato com’era sul terreno, pareva non dovesse più rialzarsi. E invece eccolo là, ancora pronto alla prosecuzione del suo scimmiesco repertorio”.
IL PENTIMENTO DI CHINAGLIA
Chinaglia è sotto processo, e lo dice apertamente lui stesso nell’incontro con i cronisti. Cannavò annota “che i due centravanti rivali fossero di umore diverso, lo si avvertiva anche a distanza. Chinaglia era cupo, silenzioso, pressoché inavvicinabile. Anastasi, invece, aveva tutta l’aria di divertirsi facendo tandem con Causio in tutta una serie di giochetti leziosi o acrobatici che provocavano la massiccia platea meridionalista di tifosi. Un pugliese e un siciliano, figurarsi!”
Chinaglia ha confessato di temere l’esclusione, ha ammesso di aver alzato la voce nello spogliatoio e di aver chiesto scusa per il gesto. “Che ci abbia rimesso il posto in squadra, è tutto da vedere”, scrive Cannavò.
IL PAESE
L’ODISSEA DEI TIFOSI DELL’EST
Gian Paolo Ormezzano è andato a fare un giro a Berlino nel giorno della festa dell’unità tedesca. Ne scrive su Tuttosport: “Il 17 giugno 1953 ci fu una sollevazione, una specie di marcia verso l’Ovest, per cercarvi l’oro, degli operai di Berlino Est. Tutto fini nel sangue. La Germania Ovest celebra la data, tutto chiuso, non ci sono manco i giornali: Berlino Ovest compresa, ovviamente. La Germania Est la ignora, questo è un normalissimo lunedì lavorativo. Oggi, 17 giugno 1974, è giorno di vigilia dell’incontro di calcio Germania Est- Cile, che si giocherà domani, ore 19,30 locali, nello stadio Olimpico di Berlino Ovest, a 4 chilometri dal muro eretto dal governo di Pankow (orientale) il 13 giugno 1961. Soltanto 3.020 tifosi della Germania Est arriveranno, da Berlino Est e da Lipsia, in treni speciali, in autobus speciali, allo stadio di Berlino Ovest, dove saranno accolti da poliziotti in uniforme (1000 in tutto) e in civile (1400), ovviamente non Iì soltanto per loro, sistemati in vari settori vigilati dello stadio, lontani comunque dai settori dove andranno i giovani di sinistra di Berlino Ovest.
Dicono a Berlino Ovest: all’Est hanno chiesto soltanto 10.000 biglietti per tre partite. Dicono a Berlino Est: ci hanno dato soltanto 10.000 biglietti per tre partite. I giornali di Berlino Ovest offrono biglietti gratis (27.000 ancora Invenduti, su 87.574) a chi dall’Est verrà a chiederli, anche mezz’ora prima dell’incontro; e accusano l’Est di avere detto, ai suoi cittadini che chiedevano biglietti, di un tutto esaurito”.
Il 22 sarà il giorno del derby fra le due Germanie. Ormezzano racconta: “Forse mai partita di calcio racchiuse tante significazioni sportive, tante dolenzie. Per esplorarle meglio, oggi siamo andati a Berlino Est. Si va e si torna in fretta, se non si è tedeschi. Dal centro stampa, sono quattro fermate di ferrovia sopraelevata. Le operazioni di passaggio, di solito brevi, oggi sono però state lunghette. Centinaia di tedeschi occidentali, in giorno di vacanza, e centinaia di operai turchi e jugoslavi e arabi della stessa Berlino Occidentale, passavano dall’altra parte. A. trovare i, parenti, i tedeschi, gli altri a spendere 10 marchi (cambio alla pari, ma chi cambia già all’Ovest riceve 4 marchi orientali per uno occidentale, e non ci sono controlli di dogana, perquisizioni) per un pasto abbondante che dall’altra parte costa 30 marchi, a comprare a un quarto di prezzo, anche meno, sigari cubani e wodka russa, a far benzina, perfino ad acquistare carne.
A Berlino Est, siamo andati da amici, a chiedere quale sentimento c’e, in questa vigilia. E ci hanno detto: « Per noi Berlino Ovest è ormai città molto straniera, lontanissima, dunque non importa che si giochi a 4 chilometri dal confine, si gioca in un posto remoto. Guarderemo l’incontro alla televisione, come se fosse giocato a Rio de Janeiro».
Escluso che all’ultimo il governo orientale apra le porte, o una porticina. Che insomma ci sia un flusso grande di tifosi dall’Est all’Ovest. I 3.020 (altrettanti, pressapoco, arrivarono ad Amburgo per Germania Est-Australia, altrettanti vi arriveranno il 22 per Germania Ovest-Germania Est) sono tipi di assoluta fiducia. Non dovrebbero esserci complicazioni, non sembrano esserci preoccupazioni per il loro comportamento. E neppure per le reazioni dei tedeschi occidentali: già si è sperimentato ai Giochi Olimpici l’insorgere rapido di una simpatia, di un’amicizia, tra gente che parla la stessa lingua e si sente un solo popolo”.
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