Stamattina a Firenze si son svegliati felici. È fatta. Hanno preso Socrates.
Il direttore generale Tito Corsi è volato martedi scorso in Brasile e ha definito a San Paolo l’accordo con il Corinthians. La Gazzetta dice che il club è stato messo alle strette dal centrocampista stesso, con la minaccia di smettere di giocare se non fosse stato abbassato il prezzo, una richiesta iniziale di 6 miliardi e 600 milioni. Hanno chiuso a circa 5 miliardi e 300 milioni, il glocatore riceverà 1.400 milioni all’anno per due stagioni. L’annuncio ufficiale arriverà nei prossimi giorni, la concorrenza del Napoli è stata bruciata nelle ultime ore, ma la Gazzetta stamattina dice che Ferlaino afferma di poter investire 13 millardi nell’operazione Maradona. Boh. Succede mentre il presidente dell’Udinese, Mazza, esige 10 millardi dal tifosi nel giro di 8 glorni. La minaccia in questo caso è la cessione di Zico.
“Il Corinthians – si legge sulla Gazzetta – ha fatto di tutto per tenere segreta la notizia dell’accordo con la Fiorentina ancora per qualche glorno. La societa è in un momento drammatico. Ha perso domenica scorsa in casa per 0-2 la partita di semifinale contro la Fluminense e, quindi, per superare il turno dovrebbe vincere domenica a Rio con tre gol di scarto. La società sta mobilitando i tifosi, offrendo loro ogni mezzo di trasporto per invadere il Maracanà. L’annuncio della cessione di Socrates, quindi, potrebbe scaricare l’ambiente”.
No, un attimo. ‘Sta cosa dei 13 miliardi del Napoli va approfondita. È vero che il Napoli scandalizza sempre. I famosi 105 milioni per Jeppson negli Anni Cinquanta, gli altrettanto 2 miliardi famosi per Savoldi nel 75, il tentativo di prendere Paolo Rossi nel 79. Adesso Maradona. Oggi è sabato, nel pomeriggio arriva la decisione della FIFA per l’assegnazione dei Mondiali 90. L’Italia si gioca una grossa chance, deve battere la concorrenza dell’Unione Sovietica. La serie A delle molte stelle è una carta da giocarsi. Ora che è arrivato pure Socrates, manca solo l’argentino.
LA TRATTATIVA E L’AMICHEVOLE
Diego in realtà arriva. È atteso lunedì con il Barcellona a Napoli per l’amichevole contro una mista Napoli-Avellino. Tuttavia c’è il rischio che salti. Ieri mattina è arrivato alla sede del Napoli un telex da Barcellona. “I nostri giocatori sono tutti professionisti – diceva il messaggio – e assicuriamo la migliore formazione disponibile”. La cosa ha fatto insospettire Juliano, che ha inviato immediatamente un altro telex. Vuole essere sicuro della presenza di Maradona in campo, altrimenti l’amichevole non ha ragione d’essere.
Da Barcellona assicurano solo che «Maradona farà parte della comitiva», senza specificare se sarà o meno in campo. Ma questo non è sufficiente al Napoli che fra l’altro deve ancora provvedere alle spese d’organizzazione. Per quello che pretende il Barcellona – dicono in società – o gioca Maradona o non se ne fa niente.
La cifra stabilita per l’amichevole è di 250 milioni. Napoli e Avellino sperano in un incasso intorno al mezzo millardo di lire. Ecco. Se non ci dovesse essere la partita, salterebbe anche il colloquio fra Juliano e il Barcellona sulla trattativa per Maradona. Sarebbe complicato immaginare di rimetterla in piedi, con questa freddezza nei rapporti. La proposta del direttore generale è pronta: 8 milioni di dollari, circa 13 miliardi e mezzo di lire, da versare in quattro rate annuali di due milioni di dollari all’anno. Da Avellino, il direttore generale Marino dà per certa la presenza di Maradona.
Marino non ha letto il Mundo Deportivo. Il giornale catalano dice che Maradona non solo non ha intenzione di giocare, ma non ha nemmeno intenzione di assistere all’amichevole che eventualmente si dovesse giocare senza di lui. Sente ancora dolore al ginocchio colpito nella finale di Coppa del Re finita in rissa con l’Athletic Bilbao, con una coda di 3 mesi di squalifica.
“L’infortunio di Maradona – scrive stamattina il Mundo Deportivo – è una sorpresa perché il giocatore era disponibile a giocare giovedì scorso in occasione del tributo a Sotil, quindi si può presumere che questo suo dolore si sia ripresentato all’ultimo minuto. Il suo infortunio dà adito a ogni tipo di speculazione”.
Repubblica parla di formula leasing per portare Maradona a Napoli, lo prenderebbe in affitto e lo definisce “un mastodontico affare, il più grande di tutti i tempi nella storia del calcio. Nei prossimi giorni Juliano o Ferlaino si recheranno in Spagna per convincere il Barcellona a mitigare le pretese ed il giocatore ad accettare il trasferimento. Il Napoli vorrebbe recuperare parte dei soldi con abbonamenti pluriennali e l’intervento di alcuni sponsor che già si sarebbero fatti avanti. La trattativa però risulta in ogni caso molto difficile. Falcao potrebbe finire al Napoli se salta l’affare Maradona, come è probabile”.
La Gazzetta invece scrive che l’alternativa è Junior. Ieri, scrive Rosario Pastore, “l’affare veniva dato già per fatto, per una cifra di 1 milione e 400mila dollari (circa 2 miliardi e 360 milioni). Alle 19 di ieri sera, però, Juliano era ancora in sede e smentiva categoricamente che il Napoli fosse vicino all’ingaggio del difensore della nazionale brasiliana. In ogni caso, un viaggio del direttore generale è già stato programmato. E quasi sicuramente per il Sudamerica. A meno che non sia lo stesso Ferlaino a mettersi in movimento. È stato raggiunto un accordo con Dirceu. Il brasiliano aveva stipulato un contratto di due anni e un’opzione (a suo favore) per il terzo. Ora è vincolato al Napoll anche per il terzo anno. Se la società partenopea dovesse cederlo a un club italiano, non potrà chiedere un indennizzo superiore ai 350 milioni”.
CHE COSA [FORSE] DICE LUI
In questa storia stamattina girano anche delle parole di Maradona. «Conosco Napoli, ma solo da quanto mi ha potuto riferire Diaz, un caro amico e compagno di squadra della Nazionale giovanile argentina che gloca laggiù e con il quale parlo spesso e volentieri. Non sono mai stato in quella città, anche se è la patria di tanti argentini. Sono contento perché lunedi potro visitarla». Non è chiara la fonte di queste dichiarazioni riportate oggi dalla Gazzetta. Sulle voci di mercato però Maradona è più freddo. «Io a Napoli? Assolutamente no. Io. per ora, ho un contratto che mi lega al Barcellona per altri 4 anni. Non sarò certamente lo a venir meno a tale impegno. E non vi sono motivi economici che possano smuovermi. Ho soltanto una parola. Dopo i prossimi 4 anni certamente mi piacerebbe glocare in Italla. Vi sono i pin grossi nori del calcio mondiale. Ma non so se sarà a Napoli o in qualsiasi aBltra città».
Giorgio Della Rocca scrive: “Anche se il Napoli può aver avanzato qualche timida offerta, la realtà è che il Barcellona non intende disfarsi di Diego Maradona anche perché, dopo vari infortuni e malattle, l’asso argentino non è stato ancora ammortizzato”.
VOCI
Enzo Scotti, il sindaco di Napoli
➣ Lo stadio, di notte, si trasforma in ritrovo di prostitute, guardoni e drogati. Gli addetti alle pulizie sono disperati. Poi, il terreno di gioco è fra i peggiori d’Italia. Infine, proprio per la carenza di impianti, il Napoli deve allenarsi di mezzo a centinaia di studenti e ciò comporta una questione di sicurezza.
«Ci sono problemi di ordine pubblico, certo. Ma questi non possono essere risolti dal sindaco, ma dal questore e dal prefetto. Sulla questione della manutenzione, estremamente dispendiosa per le casse comunali, le anticipo che nei prossimi giorni vedrò il presidente del Napoli. Insieme dovremo affrontare il problema di una mobilitazione delle emergenze economiche della città per risolvere le questioni urgenti. Auspico l’intervento degli sponsor. Con l’aiuto finanziario derivante dalla pubblicità si potranno realizzare opere di manutenzione straordinaria».
➣ Lei, onorevole Scotti, è tifoso del Napoli. Invidia i suoi colleghi di Torino, di Roma, di Milano?
«Moltissimo. La squadra è elemento di coesione della città. Un Napoli che dovesse andar bene sarebbe un elemento utlle, aggregante. Sembrerà strano, ma uno scudetto vinto dalla formazione partenopea potrebbe aiutare a creare un clima di maggiore impegno di tutti nei confronti dei problemi cittadini»
➣ Però, signor sindaco, Ferlaino ha sempre detto che, salvo miracoli, il Napoli non può. L’ambiente che non glielo consente.
«È un ragionamento che non accetto. Fa parte dell’alibi collettivo, frutto anche del disamore per questa città. Da noi ci sono anche strutture efficienti. La pallanuoto, per esempio, ha grandi tradizioni. No, guardi, personalmente non mi sento rassegnato. I risultati, anche quelli sportivi, vengono da una serie di azioni. Se non ci si mette in moto tutti, non si cambia. Ognuno dovrà dare il suo contributo»
➣ Questo lo dirà a Ferlaino?
«Naturalmente. E sono convinto che il mio discorso troverà terreno fertile».
➣ Onorevole, lei dira anche a Ferlaino di costruire un grande Napoli? Sarebbe simpatico questo invito da parte del primo cittadino al primo tifoso della città.
«Certamente lo inviterò a lavorare per un grande Napoli. Magari guardando non solo al prossimo campionato. La strada la si costruisce nel tempo. Bisogna che ci siano alla base una volontà determinata e vincente e una intelligente programmazione»
intervista di rosario pastore, La Gazzetta dello sport, 19 maggio 1984