C’è un solo paese rimasto in corsa nelle coppe europee con tutte le squadre che aveva nel mese di settembre, ed è l’Italia. Sette su sette prima del ritorno negli ottavi di Champions, dove in due su tre si presentano con un gol di vantaggio da difendere. Tre agli ottavi di Europa League non si ripetevano dal 2015, in due andarono in semifinale. C’è questo dietro il primato stagionale nel ranking UEFA – stamattina con un punto pieno di margine sulla Germania [15,571 contro 14,500], seguono l’Inghilterra con 13,875 e la Francia che ha sorpassato la Spagna.
La Francia era fino a ieri sera l’altra nazione ancora in forze come il primo giorno, ma ha visto dimezzato dai sei a tre il suo gruppo.
Il mucchio selvaggio con cui le coppe entreranno nel mese-chiave di marzo comprende sei inglesi, cinque club di Spagna e Germania, tre di Portogallo e Cechia, due di Olanda, Belgio, Israele e Grecia, una a testa per Turchia, Scozia, Svizzera, Austria, Danimarca, Norvegia, Croazia e la sorpresa più grossa, l’Azerbaijan del Qarabag, avanti in Europa League.
L’impresa del Qarabag
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È uno degli angoli d’Europa attraversato dal dolore. Il Qarabag è la squadra di Agdam, la città fantasma distrutta dalla guerra del Nagorno-Karabakh, la regione contesa da trent’anni fra azeri e armeni, tornata nel mese di settembre sotto il controllo del governo di Baku. Vanno ricostruite case e piazze. Nel piano urbano c’è pure lo stadio, il vecchio Imrat. Il Qarabag non ci gioca da trent’anni, le sue partite si tengono a Khankendi. Quattro mesi fa il presidente Ilham Aliyev andò a mettere la bandiera del paese sui sediolini della vecchia tribuna. Mushfiq Huseynov era uno dei calciatori in squadra nel giorno dell’ultimo gol prima dell’esilio, oggi lavora nello staff dell’allenatore Qurban Qurbanov, la guida in questa impresa, l’eliminazione del Braga nonostante la sconfitta di ieri per 2-3, grazie al 4-2 dell’andata in Portogallo. Sotto per 0-2 il Qarabag ha ripreso la partita con due gol nei supplementari, in dieci contro undici per l’espulsione di Cafarquliyev al 60esimo, sullo 0-0.
Il Qarabag è stato avversario dell’Inter una decina d’anni fa. Oggi accoglie in rosa calciatori che vengono da Capo Verde, Brasile, Francia, Montenegro, Algeria, Russia, Colombia, Albania, Georgia. Francesco Pietrella sulla Gazzetta ha scritto che il calcio tornato finalmente così vicino casa ha squarciato il silenzio di una città senza voce trent’anni.
Vuqar Nadirov, ex centravanti, ha detto alla Gazzetta qualche mese fa: «Quando sono scappato dalla città avevo 5 anni, ricordo i volti della gente impaurita e una sensazione di vuoto. Quando sono tornato ad Agdam con il Qarabag ho vissuto una sensazione che tuttora non mi spiego, ovvero la malinconia intrisa alla felicità. Da un lato ero molto ‘contento’ di rivedere la città della mia vita, ma dall’altro no, perché in fondo quella città, quelle strade e quei palazzi non c’erano più. Tornare, comunque, vale qualsiasi vittoria».
Suo padre è morto in guerra nel 1993. “Il suo volto – scrive la Gazzetta – fa parte delle migliaia di lapidi nel cimitero dedicato al conflitto costruito ai piedi delle “Flame Towers”, le tre torri di Baku nella parte alta della città. Si possono raggiungere con la funicolare. I volti in bianco e nero di chi non c’è più fissano il Mar Caspio”.
CANZONI
Due grandi corvi neri mangiano prugne dall’albero. Vieni a trovarmi. Ho un tempo infinito, il panorama è più bello sopra le nuvole nel Nagorno Karabakh [Einstürzende Neubauten – si ascolta qui]
Le squadre agli ottavi – Teste di serie: Atalanta, Brighton, Bayer Leverkusen, Liverpool, Rangers, Slavia Praga, Villareal, West Ham. Non teste di serie: Qarabag, Friburgo, Milan, Benfica, Marsiglia, Sparta, Sporting, Roma
Le squadre agli ottavi – Teste di serie: Aston Villa, Brugge, Fenerbahçe, Fiorentina, Lille, Maccabi Tel Aviv, PAOK Salonicco, Viktoria Plzeň
Non teste di serie: Ajax, Dinamo Zagabria, Maccabi Haifa, Molde, Olympiakos, Servette, Sturm Graz, Union SG.
Che cosa si dice in giro delle italiane
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A leggere le reazioni dai social eisste un’ala del tifo milanista sempre più insofferente verso Stefano Pioli. Non hanno aiutato i tre gol presi dal Rennes dopo i quattro subiti dal Monza. A conti fatti il Milan ha incassato 2 o più gol in nove delle ultime undici trasferte. Fanno 13 nelle ultime 7 partite, come dire che inizia in media ogni partita con quasi 2 gol di svantaggio. In tutto sono 45 in 35 partite. Il passaggio del turno mette la maschera a queste cifre. Libero sintetizza così: “Pioli avanza ma ci ha rotto il ranking”
Carlos Passerini sul Corriere della sera: “Troppa sofferenza contro un avversario tenace e nulla più, qualitativamente inferiore. È finita con una brutta sconfitta per 3-2 che Pioli farà bene ad analizzare a fondo. Colpa soprattutto di un approccio pessimo, tecnicamente e mentalmente, proprio il contrario di quanto si doveva fare, anche a causa di un Leao che ha sbagliato l’impossibile nei primi minuti di gioco: l’atteso re di coppe, che con la sua classe dovrebbe decidere da solo notti come questa, ha subito fallito due palle gol clamorose”
La Roma sì, il Feye no. Lo sfottò della Sud si è ripetuto per la terza volta – dopo la finale di Tirana e la rivincita dell’anno scorso. Decisive ai rigori le due parate del piccolo Svilar, anni 18 e 65 giorni. Silvia Scotti su Repubblica scrive che “fino a quando De Rossi non lo ha lanciato era solo il portierino di coppa Italia, un ragazzino arrivato con l’etichetta di predestinato dopo anni tra Anderlecht e Benfica, che aveva fatto il suo esordio in Champions League a 18 anni, come il suo allenatore. E finora non aveva neanche 10 partite con la Roma in coppe internazionali. Ma certe serate accadono e basta. Due rigori parati con la freddezza del campione, è lui l’uomo che fa ripetere la storia”.
Lukaku sbaglia ❌🥅
Svilar super 🦸♂️🧤
Zalewski glaciale ❄️⚽️Tutti i rigori di #RomaFeyenoord #UEL #DAZN pic.twitter.com/fFnHJZGqvn
— DAZN Italia (@DAZN_IT) February 23, 2024