La seconda delle quattro finestre europee dedicate agli ottavi di Champions si è chiusa con l’Italia ancora in testa al ranking UEFA grazie alla vittoria della Lazio sul Bayern [14.285 punti]. L’Inghilterra è sempre seconda davanti alla Germania e alla Spagna. Qualche scossetta alla classifica bisogna aspettarsela con le Coppe del giovedì e soprattutto dopo i punti-bonus per i passaggi ai turni successivi
I rumori della Champions
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La sconfitta del Bayern a Roma
L’Équipe parla di crisi conclamata dei tedeschi, già battuti in Bundesliga nel fine settimana dal Bayer Leverkusen. Giulio Cardone su Repubblica cita la perfetta organizzazione difensiva della Lazio, “l’applicazione feroce di ogni giocatore, la spinta dei sessantamila dell’Olimpico e la freddezza del suo formidabile capitano-goleador, Ciro Immobile. Così, miscelando con testa e cuore questi quattro elementi, la Lazio si è regalata una serata storica. Basato sull’ordine tattico imposto dall’allenatore, sulla prestazione strepitosa della coppia centrale Gila-Romagnoli, sul sacrificio costante di un eccezionale maratoneta come Guendouzi, sulla vivacità di Isaksen, e sulla qualità dei giocatori più tecnici, cioè Luis Alberto e Felipe Anderson, bravi in entrambe le fasi: i bavaresi non hanno fatto un tiro in porta. Il tutto esaltato dall’esperienza e dalla personalità di Immobile, impassibile al momento di calciare uno dei rigori più importanti della sua carriera: neanche un monumento come Neuer è riuscito a ipnotizzarlo”.
Alessandro Barbano, condirettore del Corriere dello Sport-Stadio annunciato in transizione verso il Riformista, ha scritto che “mai come ieri sera la vittoria di Sarri è limpida, cioè è specchio di un’organizzazione tattica esemplare che non ha avuto un solo momento di cedimento. Ingabbiando prima la macchinosa manovra del Bayern, e affondando poi il contropiede biancoceleste con coraggio e senza azzardo. Mai la Lazio si è allungata, mai ha rinunciato a un pressing asfissiante, raddoppiando e talvolta quadruplicando la marcatura sui portatori di palla tedeschi”
1-0
Le cose che fa Mbappé
Mbappé è di nuovo sulla prima pagina dell’Équipe per illustrare la vittoria del PSG contro la Real Sociedad. Il suo gol ha scosso una serata rimasta per un’ora sullo 0-0. Damien Degorre dice: “Finché sarà a questo livello di efficienza, la squadra di Luis Enrique non avrà troppi problemi ad affrontare avversarie del calibro della Real. Il suo estro e il suo senso della posizione nel primo gol hanno sconcertato una difesa basca che fino a quel momento aveva pensato di contenerlo. Ma non ci siamo, non ancora, non del tutto”.
Più avanti Hugo Delom solleva un tema quando scrive che “per quasi un’ora, la squadra ha offerto una prestazione collettiva deludente, con un’evidente mancanza di precisione sotto il pressing spagnolo”, Inoltre non hanno convinto “le scelte forti” di Luis enrique – Lucas Beraldo a sinistra, sostituto di Fabian Ruiz all’intervallo – scelte che “danno luogo a valutazioni contrastanti”.
Nella sua analisi tecnica, Claude Puel allenatore del Monaco campione nel 2000, sottolinea che le difficoltà del PSG fino al primo gol di Mbappé non sono dovute a un rpesunto blocco psicologico, ma alla “enorme partita collettiva giocata dalla Real Sociedad, con tanta densità fisica e un continuo pressing su parigini per impedire loro di fare le prime ripartenze. Ogni volta che ricevevano palla, i centrocampisti del PSG non avevano il tempo di organizzarsi. Quel che è mancato alla Real, dove ogni giocatore ha buona qualità tecnica, è stato un po’ di talento offensivo”.
Insomma: chi aveva una cosa, non aveva l’altra.
2-0
RONF Quel dormiglione di Marcus Thuram
Stamattina una bella intervista di Paolo Tomaselli a Marcus Thuram sul Corriere della sera. «Dormo tanto, sulle 14 ore al giorno. Ma dopo le partite faccio più fatica, soprattutto quando vinciamo».
➣ È sempre stato così sorridente o è così perché vive un momento felice?
«Sono così da quando ero piccolo: felice della vita, di tutto. E ancora di più in campo, coi miei compagni, a fare quello che amo di più».
➣ Il sorriso aiuta ad essere più forti?
«Non so, perché ci sono tanti caratteri diversi e c’è bisogno di tutti per fare una grande squadra. Però quando ero piccolo la gente non capiva e non apprezzava sempre il mio modo di essere».
➣ Perché era figlio di un calciatore famoso e ricco?
«Non a tutti piaceva questa mia allegria e si facevano sempre paragoni. Crescere con mio padre è stato bellissimo, ma non è stato un vantaggio».
➣ Se lei è quello che sorride, Lautaro sembra sempre che stia andando in battaglia. Pensa che ogni tanto lei dovrebbe essere «cattivo» come lui?
«No. Forse è Lautaro che dovrebbe sorridere un po’ di più!» (risata). [tutta qui]
Quando parla Conte
«Un giorno mi piacerebbe sollevare la Champions da allenatore. Vorrei regalare questa gioia a mio padre, per farlo devo essere nel club giusto e con le mie stesse ambizioni». Antonio Conte ha dato una lunga intervista al Telegraph. Apre la sezione sportiva stamattina. Il grande tema della chiacchierata è questa fame impossibile da saziare.
«I trofei che ho vinto sono una grande responsabilità perché sono lì a ricordarmi che devo continuare a vincere. Al Tottenham festeggiare il quarto posto e la qualificazione in Champions è stato davvero strano. Dopo la partita decisiva ho chiamato il mio staff per ricordare a tutti che non bisogna abituarsi a festeggiare un posto in Champions».
Conte parla pure della divisione ideologica presente nel calcio. «Essere una squadra divertente non basta se vuoi vincere. Per me è impossibile lavorare per una squadra che faccia divertire e basta. L’aspettativa che ti porti dietro è sempre molto alta e se non vinci hai fallito. Per essere celebrato, devo vincere altrimenti gli altri aspettano solo di festeggiare il mio fallimento».
LE COPPE DEL GIOVEDI
Comincia pure la fase a eliminazione diretta delle due coppe del giovedì, con gli spareggi tra chi retrocede dalla Coppa superiore e le piazzate dei gironi. Una fase che in Europa League la Francia occupa in modo massiccio con 4 club, il Portogallo con 3, l’Italia con 2. Uno a testa per Olanda, Turchia, Cechia, Ucraina, Germania, Svizzera e la sorpresa Azerbajian.
In Conference League invece due squadre di Norvegia e Belgio, una a testa per Spagna, Croazia, Israele, Polonia, Grecia, Svizzera, Bulgaria, Ungheria, Germania, Austria, Slovacchia e Olanda. La Fiorentina è già al turno successivo.
Il Milan | Per la presenza in squadra di Maignan, Hernandez e Giroud, L’Équipe ha sempre un’attenzione speciale per il Milan, stamattina di più per via del Rennes. In una lunga intervista Arnaud Kalimuendo elegge Pippo Inzaghi a suo modello. Dice che lo ha scoperto in alcune immagini su YouTube, dove “si vede l’intelligenza di un giocatore senza necessariamente averlo visto giocare”. Della storia rossonera conosce pure Gullit e Kakà. a proposito di storia, il giornale francese sottolinea che il Milan è in corsa per il Grande Slam: completare la collezione di coppe europee come è già successo a Juventus, Ajax, Bayern, Chelsea e Manchester United.
La Roma | È il giorno dell’esordio europeo da allenatore per Daniele De Rossi. Succede in Olanda, sul campo del Feyenoord, l’avversaria battuta in finale di Conference League due stagioni fa. Roberto Maida sul Corriere dello Sport-Stadio parla allora di “convitato di pietra Mourinho” rimasto nei pensieri del collega Slot per “il senso di un’ossessione che è una scia luminosa dei sorrisi di circostanza: gli olandesi hanno perso tre volte su tre con la Roma, inclusa la finale di Tirana. La rivincita per loro è un’esigenza”
Ci sono 45mila spettatori che aspettano questa partita dal momento del sorteggio. “È una specie di crociata sportiva, con tutti i pro e i contro di un approccio feroce al gioco” scrive Maida. Silvia Scotti su Repubblica sottolinea che “non ci saranno i tifosi giallorossi al De Kuip, trasferta vietata, ma almeno si sono risparmiati la pioggia senza sosta di Rotterdam e il grigiore di una città moderna ricostruita dopo essere stata rasa al suolo. Fa venire in mente la Roma: avrebbe un disperato bisogno di ricostruirsi. Non c’è un direttore sportivo che ha lasciato a metà stagione scatenando un effetto domino, c’è stato l’addio anche di altri dirigenti vicini a Tiago Pinto, non c’è nessuno con cui i 10 giocatori in scadenza di contratto o di prestito possano discutere, da Rui Patricio a Lukaku, passando per Spinazzola e Llorente, a fine stagione tutti via”.
Il Marsiglia di Gattuso | C’è una scheggia di Italia all’estero. L’Équipe titola su “uno spareggio contro la depressione” a proposito della partita del Marsiglia contro lo Shakhtar. L’Olympique non se la passa benissimo e le tocca un’avversaria contro la quale ha perso i due precedenti. Nelle ultime sette partite Gattuso è riuscito a battere solo una squadra di quinta divisione in Coppa, in mezzo a 4 pareggi e 2 sconfitte. Pierre-Emerick Aubameyang ha segnato cinque gol nei gironi, ancora uno e raggiunge il record storico del torneo che appartiene a Radamel Falcao.
Per la sesta stagione consecutiva lo Shakhtar Donetsk non è riuscito a passare il girone di Champions e per la seconda si giocherà ai playoff l’accesso alla Europa League. Continua a giocare le sue partite casalinghe in Germania e non va in campo da dicembre. Statistica in evidenza: le partite della fase a gironi di Europa League del Marsiglia hanno prodotto 24 gol totali, il secondo numero più alto nella competizione.