Il primo Galles dopo la morte di Barry John – L’Inghilterra ha scoperto il complesso Twickenham

  IL SEI NAZIONI

La scarsa considerazione inglese per l’Italia

 

Una volta spaventava gli avversari, adesso spaventa gli inglesi. Il tempio di Twickenham è una casa infestata dai fantasmi. Nelle ultime undici partite giocate su quel prato, l’Inghilterra ha perso sei volte, e nelle sei volte ci sono il 10-53 preso dalla Francia, il 22-30 subito dalle Fiji. Addirittura. Deve ritrovare il sostegno dei suoi tifosi, ha scritto L’Équipe, il sostegno dentro la tana, il quartier generale, dove da più di due anni qualcosa si è rotto. Si sentono anche le voci di chi suggerisce un trasferimento a Manchester per esempio, dove l’aria potrebbe essere migliore

 

  L’Inghilterra ha battuto il Galles due volte negli ultimi due tornei del Sei Nazioni [23-19 nel 2022 a Twickenham e 20-10 a Cardiff nel 2023]. Pare un’occasione per il cittì Steve Borthwick, anche Warren Gatland, l’allenatore neozelandese dei gallesi, si è divertito a dire in conferenza stampa che lui adora Twickenham, anzi, non è mai stato intimidito. Gli inglesi vengono dalla vittoria contro l’Italia all’Olimpico nella prima giornata del torneo, ma si sono logorati per una settimana sui giornali a discutere del suo valore. Stuart Barnes sul Times ha scritto che l’Inghilterra ha cominciato il Sei Nazioni con una vittoria all’esordio sempre sfuggita negli ultimi quattro anni, ma ha pure ricordato che l’Italia è quella squadra che ha preso 96 punti dagli All-Blacks Quindi, per davore, non salutiamo la vittoria dell’Inghilterra come un’impresa. Non permettete a nessuno di dirvi che la W accanto al nome dell’Inghilterra nella classifica delle Sei Nazioni equivale a un buon inizio. Era una partita nella quale la prestazione contava più del risultato. Prima che le orde patriottiche indignate facciano a pezzi questo articolo, aggiungiamo un altro piccolo avvertimento. Se l’Inghilterra avesse giocato bene, l’Italia non avrebbe avuto nessuna possibilità di vincere per la prima volta uno scontro diretto dopo 31 partite. Serviva una prestazione orribile per vivere questa possibilità contro una nazionale dieci punti sotto l’Uruguay all’intervallo della partita nel girone della Coppa del Mondo di settembre”. 

Brian Moore sul Telegraph si è spinto a  prevedere  che se gli uomini di Borthwick giocheranno contro l’Irlanda o contro la Francia come contro l’Italia, ci saranno poche possibilità di farla franca. L’ottimismo sarà messo a dura prova nelle prossime settimane, ma almeno è un inizio. Quanto sia fuori luogo – o meno – diventerà presto chiaro.

C’è stato chi ha discusso lo stile di gioco fatto in prevalenza di calci lunghi e chi invece ha ripreso la discussione sull’opportunità di far giocare a rugby i minorenni. Il rugby Under-18 dovrebbe essere vietato? No. Ma andiamo a dirlo ai genitori di un bambino che ha subito una commozione cerebrale ha scritto Sean Ingle sul Guardian a proposito del parere espresso da alcuni ricercatori in una tesi pubblicata sul Times – nella quale si riflette sul rischio di lesioni cerebrali. Secondo gli scienziati, né i bambini né i loro genitori sono in grado di dare un consenso informato perché non sono pienamente consapevoli dei rischi a lungo termine.

 

  ADDII  Barry John

Qualche giorno fa se n’è andato Barry John che per genio, creatività, eleganza nel rugby è stato come Pelé, Maradona e Best nel calcio. Nell’estate del ’71 un gruppo di attivi evangelici batteva la campagna neozelandese per chiedere: “cosa fareste se Gesù tornasse sulla terra?” Abbandonando il governo delle pecore, delle vacche o la cura del frutteto, i laboriosi kiwi rispondevano: “Lo metteremmo all’ala e faremmo giocare Bryan Williams centro”. Poi arrivarono i Lions delle isole britanniche e la visione fu abbagliante, di sapore messianico: “Avevate ragione, Lui è proprio tornato. Gioca nei Lions, all’apertura”.

La leggenda di Barry John si alimenta di episodi tra blasfemia e irridente spirito britannico: si diceva che camminasse sulle acque (rivedere commossi, per l’ennesima volta il filmato della sua meta all’Inghilterra, in una delle sue poche e pregiatissime annate, il ’67) e un giocatore scozzese, a fine match, si stupi che avesse chiesto permesso per far breccia in un capannello che intasava il corridoio degli spogliatoi di Murrayfield: “Pensavo che tu passassi attraverso i muri”. Senza consistenza corporea, divino, regale, elusivo. Se nel Galles da molti secoli c’è un Principe che riceve investitura al castello di  Caernavon, lui condivideva quel titolo. O forse era il successore di re di antiche saghe, dai nomi impossibili. 

Barry John aveva nome e cognome brevi e semplici, da titolo. In compenso veniva da un paese, da una contea, da un ginnasio che sono una giungla di consonanti cimmeriche: Cefneithin, Carmarthen, Gwendraeth, a nord di Llanelli che si pronuncia arrotando le elle in un’aspirata c.  [di giorgio cimbrico, All Rugbytutto qui]

 

Di fronte alla Scozia, la Francia vuole riscoprire la propria identità. Così dice L’Équipe dopo la partita persa della nazionale contro l’Irlanda e una prestazione che ha rivelato un progetto offensivo poco chiaro. La Francia dovrebbe fare affidamento comunque su una migliore organizzazione di gioco. È attesa una reazione dalla coppia Danty–Fickou. Scialba al Mondiale, sofferente contro l’Irlanda – si legge – la coppia di centri più utilizzata nell’era Galthié ha bisogno di una scossa

 

 

L’Italia è domani a Dublino, ma intanto la Under-20 ha sfiorato la sorpresa. Ha perso di un punto [23-22], abbastanza per far dire a All Rugby che Il futuro è qui, la meglio gioventù di casa nostra al Musgrave Park di Cork sfodera una prestazione commovente, mette alle corde un’Irlanda che non perde da 3 anni, fatta eccezione per la finale del Mondiale under 20 andato alla Francia, sconfitta subito vendicata a domicilio in apertura di questo Sei Nazioni. Un punto che è un soffio di amarezza, perché ha giocato la partita che voleva, ha rasentato la perfezione in difesa, ha dominato con la mischia e messo a posto una touche che nel disgraziato esordio con l’Inghilterra era apparsa in confusione.

 

in tv oggi ore 15.15 Sky: Scozia-Francia | 17.45 Sky: Inghilterra-Galles | domani ore 16 Sky: Irlanda-Italia

 

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