Come salvare Fabio Aru (che ha vinto 45 euro al ciclocross e li ha messi in cornice)

Come salvare Fabio Aru (che ha vinto 45 euro al ciclocross e li ha messi in cornice)

 

  Nell’autunno del 2015 vinceva la Vuelta in Spagna. Era l’erede di Nibali per la corsa alla maglia gialla del Tour. Era il futuro dell’Italia. Solo che il futuro non è venuto, oppure s’è presentato con una faccia diversa da quella che Fabio Aru s’aspettava. Negli ultimi cinque anni ha vinto una tappa al Delfinato, un campionato italiano e la tappa alla Planche des Belles Filles al Tour. Dal 5 luglio del 2017 più niente. Salvare Fabio Aru, che ha già trent’anni, ma ha solo trent’anni, significa salvare un pezzetto del ciclismo italiano. 

Ci sta provando il suo primo piccolo mondo, il ciclocross, che l’ha ributtato nell’habitat dal quale viene. Scrive Pier Augusto Stagi su Avvenire che nel fango è nato e dal fango è pronto a rinascere una seconda volta. Non c’è nulla di divino, trascendente o aulico nella storia sportiva di Fabio Aru, uno dei talenti più puri del nostro ciclismo, persosi tra le nebbie di infortuni e guai di ogni tipo. Finito in un labirinto fatto di dubbi e di poche risposte.

Oggi sarà al via degli Assoluti di Lecce, poi andrà in ritiro con la sua nuova squadra (la Qubeka- Assos) a Girona e da lì potrebbe mettersi a disposizione della Nazionale di ciclocross per i Mondiali in Belgio a fine mese. 

Avvenire scrive che ha accettato di tornare a lavarsi con un secchio d’acqua all’aria aperta, come un corridore qualunque

«Non ci trovo niente di strano e di speciale, semplicemente mi piace farlo perché lo voglio. Ho deciso di fare punto e a capo – dice lui – dopo tre stagioni tormentate nelle quali non avete idea delle pene che ho dovuto patire. Ho davvero ritrovato il piacere di correre. Voglio divertirmi per tornare a divertire la gente che non ha mai smesso di credere in me. Vorrei fare le cose con più leggerezza, che non significa fare le cose meno bene. Non credo di essermi considerato mai chissà chi, ma chiaramente correndo in squadre di livello mondiale, altre sono le priorità. Ho sentito che mi mancava la semplicità del gesto e dei gesti. Ero finito in un labirinto fatto di brutti pensieri. Quando i risultati non arrivano, la mente di un atleta diventa fragile e tutt’altro che permeabile. Ora però mi sono liberato».

Si corre sul tracciato del Parco di Belluogo, lungo 2 km e 800 metri. Per la maglia tricolore gli avversari si chiamano Jakob Dorigoni, Cristian Cominelli, Gioele Bertolini, Nicolas Samparisi, Nadir Colledani e Stefano Sala. Tra le donne le favorite sono Eva Lechner e Alice Maria Arzuffi. 

 

in tv oggi ore 13 Rai Sport web: la gara femminile | 14.45 Rai Sport: la gara maschile

 

  Il CT del ciclocross Fausto Scotti ha parlato dell’operazione Aru con Enzo Vicennati per Bici Pro. «Sono in contatto con Fabio da 15 anni. Possibile che nessuno abbia voluto stargli vicino? Qui si sta divertendo, ha ritrovato il gusto di andare in bici e fare fatica. In questi anni lo hanno sfondato in allenamento pensando soltanto alle gare a tappe, senza nemmeno considerare che sia un fuoriclasse anche per le corse di un giorno. Gliel’ho detto che secondo me dovrebbe mettere nel mirino la Strade Bianche e le corse di aprile. Fabio ha bisogno di gente che gli parli in faccia. Ha bisogno di serenità. In Olanda stanno facendo i sondaggi circa la sua presenza ai mondiali e il 76% dei tifosi lo vorrebbe al via»

 

Stefano Villa, su OA Sport ha ragionato sull’ipotesi che al Mondiale però finisca doppiato dai due alieni, Wout van Aert e Mathieu van der Poel. Essere superato a doppia velocità dal belga e dall’olandese potrebbe incidere come un macigno sul morale di Fabio Aru, il quale si sta riprendendo pian piano. Il rischio è anche quello di finire nel tritacarne dei leoni da tastiera, essere attaccato sui social network in caso di una brutta prestazione è un’ipotesi che va tenuta in considerazione. E poi un altro aspetto: altri ciclisti italiani potrebbero sentirsi defraudati di una convocazione.

Scotti la vede in modo differente. Ha detto a Bici Pro: «Gente come Van der Poel gli manda messaggi dicendo che fa bene e che così si accende la luce sul cross. Penso sia bello e utile recuperare un ragazzo che voleva smettere. Recuperare è una parola importante. Non puoi lasciarlo in un momento così. Gli ho detto un’altra cosa: “Prendi carta e penna e scrivi due righe all’operatore che hai mandato a quel paese il giorno che ti sei ritirato. Perché quello sta lì per 50 euro al giorno e ha un capo che gli ha detto di stare su di te. Perché quelle immagini facevano grossi ascolti”. È stato zitto un secondo e poi ha detto che scriverà quel biglietto. Questi ragazzi vivono nella loro dimensione, nessuno gli dà consigli»

Al cross di Sant’Elpidio, Aru ha vinto 45 euro. Ha detto di essersi emozionato e che quei soldi li metterà in cornice

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