La prima volata è di Welsford: ha trovato chi gliela tira – Che ci fa Alaphilippe in Australia

This must be the place, Tanunda, qui è cominciato il 2024 del ciclismo maschile su strada. Le donne hanno chiuso il Tour Down Under scalando Willunga Hill per la prima volta [Sarah Gigante tappa e classifica], gli uomini hanno corso la tappa iniziale in questa città nella regione della Barossa Valley, Australia meridionale, 70 km a nord-est di Adelaide. Il nome viene da una parola aborigena, significa pozza d’acqua. In realtà è un posto di vigneti. Al Turkey Flat fanno lo Shiraz dal 1847 e nei paraggi facevano nello stesso periodo pure i primi giornali dell’Australia meridionale, stampati principalmente in tedesco perché per primi si insediarono degli immigrati prussiani, arrivati ​​con il pastore Gotthard Fritzsche. Fondarono i villaggi di Bethanien e di Langmeil, a un certo punto fusi e ribattezzati con un nome indigeno per via di certi sentimenti anti-tedeschi che fiorirono.

Il ciclismo si è messo in marcia da Tanunda ma pensa già alla Francia, pensa a Nizza dove arriverà nel mese di luglio il Tour. L’Équipe dedica stamattina due pagine alla partenza della stagione, raccontando che la Visma di Vingegaard e la UAE di Pogacar sono già al lavoro con quel pensiero là. I due colossi del gruppo hanno stabilito con largo anticipo la composizione delle squadre per la corsa in Francia. È routine per gli olandesi, una novità per la squadra degli Emirati. Un metodo piuttosto raro – scrive il giornale francese – ma vantaggioso perché calma le menti. I primi beneficiari sono i corridori selezionati, più sereni nella loro testa

Chi sa di essere nella lista per il Tour, non si spreme per conquistare un posto. Si prepara per essere là. Questo in linea di massima. Anche un anno fa la Visma aveva annunciato i convocati a gennaio, ma a giugno avevano cambiato idea per il 60 percento, come fa notare uno scettico Philippe Mauduit della Groupama-FDJ. Loro seguono un percorso differente. Hanno indicato quattro titolari [Gaudu, Madouas, Grégoire, Küng] e gli altri si scannino. 

Un altro vantaggio è dare l’opportunità ai corridori che saranno compagni in Francia di conoscersi durante i mesi precedenti. Juan Ayuso, uno dei migliori scalatori della UEA, ha corso finora solo quattro giorni accanto a Pogacar in tutta la carriera. Lo accompagnerà alla Tirreno-Adriatico per il primo vero duello con Vingegaard. 

 

PROSPETTIVE

Cosa chiede Alaphilippe

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Dieci anni dopo aver debuttato in maglia Quick Step al Tour Down Under, Julian Alaphilippe è tornato in Australia, nella gara ideale per gli esordienti o per i corridori in cerca di una nuova prospettiva. Ormai fa i conti regolarmente con le critiche del suo team manager Patrick Lefévère. Anche questa settimana lo ha definito un corridore impulsivo, non sempre intelligente. Alaphilippe deve darsi un obiettivo diverso dal Tour de France – che non correrà. Lo vedremo al Giro d’Italia, scrive L’Équipe che sembra relegato nella squadra B, la Wolfpack, dopo 41 vittorie, terzo corridore più glorioso tra quelli in attività. Il suo periodo d’oro è durato quattro stagioni, dal 2018 al 2021. È stato sempre tra i primi 7 del ranking UCI. Il 59% delle sue braccia alzate si concentra in questo periodo, compresa la doppietta alla Freccia Vallone, le sue quattro tappe al Tour de France, una maglia a pois nel 2018, una maglia gialla indossata fino a tre giorni dall’arrivo nel 2019, quando Gianni Mura su Repubblica se ne invaghì. Andò dal compagno Davide Bramati a farsi raccontare un po’ della sua vita. 

In carrozzina dopo due infarti si muove anche suo padre, Jacques detto Jojo. Suonatore di notorietà locale, massimo vanto aver aperto un concerto di Johnny Hallyday. Il figlio studia musica, ma non sopporta il solfeggio («peggio che andare a scuola»), prende un diploma da meccanico per cicli e motocicli. Il padrone dell’officina non gli fa sconti, anche se la domenica ha corso all’estero con la nazionale il lunedì mattina dev’essere al lavoro e terminare alle 19. Poi si allenava, alla luce dei fari dell’auto di suo padre. Vacanze in campeggio sul lago di Goule, creato artificialmente nell’800 a una sessantina di km da Montluçon.

Mura disse che quel Tour 2019 sarebbe stato ricordato a lungo come il Tour di Alaphilippe e Pinot perché Julian aveva realizzato quello che aveva annunciato – scatto e vinco – nella tappa di Epernay. Era stato il primo a incendiare il Tour, a stappare la corsa scrisse Mura – che in quel luglio intuì che stava cambiando il ciclismo. Vide quello che oggi è impossibile non vedere, una maniera differente di correre, un ciclismo dove non c’è spazio per la noia, se non dentro gli occhi dei nostalgici a prescindere. 

Che sia accaduto ad Epernay, nel cuore della Champagne – scrisse Mura – può essere una coincidenza. Come nella favola del re nudo, il moschettiere Alaphilippe annuncia e dimostra che non c’è un solo modo di interpretare la corsa, ma anche un altro, il suo. E molti lo imitano. Una corsa scatenata è una corsa senza catene. Un Tour à l’ancienne, all’antica lo abbiamo definito. Invece è questo il vero spirito del ciclismo, molto più moderno e avvincente di una corsa di automi telecomandati. È un ciclismo che riporta la chiesa al centro del villaggio, come amava dire Rudi Garcia. Riporta il corridore al centro della corsa e il corridore è un uomo che corre in bici portandosi addosso sogni e speranze suoi e, via via, di tanti altri, di un’intera nazione. Alaphilippe fu il più applaudito a Parigi, come sfilasse su un cavallo bianco.

A quel corridore se n’è sostituito un altro dal 2020 in avanti. Ha messo due volte la maglia gialla e due volte la maglia iridata, a Imola e Lovanio. Ha rafforzato la sua immagine di protagonista offensivo e generoso, all’altezza del ciclismo totale, spinto al limite da Wout Van Aert, Mathieu Van der Poel, Tadej Pogacar. Meno vincente però. Ora che Patrick Lefévère riorganizza la squadra attorno a Remco Evenepoel, Alaphilippe affronta il suo ultimo anno di contratto dandosi il Giro delle Fiandre per obiettivo, una tappa al Giro per completare il Grande Slam dopo Tour e Vuelta.

 

ARTEFICI

Chi è Sam Welsford

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Alaphilippe a Tanunda è arrivato con il gruppo, 98esimo, senza fare la volata vinta da Sam Welsford della Bora Hansgrohe, la nuova squadra di Roglic. Ha battuto Phil Bauhaus, Biniam Girmay e tutti gli altri. La rivista Rouleur lo ha chiamato New Sam, il nuovo Sam, destinato a rimpiazzare l’altro, Sam Bennett, negli ordini d’arrivo. Welsford è un signor pistard. Ha vinto il titolo mondiale di scratch nel 2019, meno di un’ora dopo aver battuto il record mondiale nell’inseguimento a squadre. A Tokyo era nel quartetto di bronzo e si è piazzato quinto nella madison. Suo padre era un appassionato di ciclismo, Sam ha iniziato a seguirlo nelle corse quando aveva sette anni. 

Alla Bora ha trovato uno dei più grandi pesci pilota del gruppo, ai tempi di Mario Cipollini si chiamavano vagoni del treno. Danny van Poppel, olandese, è il tipo che lo protegge fino ai 200-300 metri e gli lancia l’ultimo tratto di volata. Viene da alcune stagioni frustranti, racconta Rouleur, perché la delusione dei velocisti che perdono ripetutamente in volata come Sam Bennett è qualcosa di cui si parla ampiamente, ma che dire dei compagni di squadra che hanno lavorato lungo il percorso?. Vincere la prima volata dell’anno con una nuova punta. Vuoi mettere. 

 

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