GLI EUROPEI DI PALLAMANO
Il palazzetto di Berlino può ospitare 13mila tifosi. Significa che sarebbe potuto entrare un quinto dell’intera popolazione delle Isole Faroe, per assistere a un risultato sorprendente e storico. La nazionale di pallamano è alla sua prima partecipazione a un Europeo. Come la Grecia. Come la Georgia. La Grecia ha perso le prime due partita con Portogallo e Danimarca, la Georgia ha subito cinque gol di scarto dall’Olanda e 15 dalla Svezia. Le Faroe hanno voluto esagerare. Si sono prese l’esordio per smaltire tutta quella roba che sta nei paraggi dell’emozione e dell’inesperienza [32-29 dalla Slovenia] e alla seconda uscita – zac – hanno conquistato il primo punto della loro storia. Per giunta contro la Norvegia, bronzo europeo nel 2020, argento mondiale nel 2017 e 2019.
LE ORIGINI – Fino a otto anni fa non c’era traccia dell’esistenza di questa squadra. La pallamano delle Isole Faroe è emersa sulla scena internazionale al campionato delle nazioni emergenti. Lo hanno vinto due volte di seguito, nel 2015 e nel 2017. Nello stesso anno per la prima volta sono andate a giocare il Mondiale jr con i ragazzini: 16esimo posto. Con il nocciolo di quella squadra si sono qualificate per la prima volta a un grande torneo. Come hanno fatto?
«Abbiamo avuto molti volontari che hanno lavorato tanto per aiutare la diffusione di questo sport. Siamo molto bravi nel volontariato, da noi. È solo passione, una cosa che funziona nelle famiglie. Praticare sport e insegnare a praticarli» dice Elias Ellefsen á Skipagøtu, uno dei migliori giocatori. Ha 21 anni. Anche suo fratello minore Rói gioca, tre cugini lo stesso [Óli, Pauli e Jana Mittun], sua madre Gunn è l’attuale presidente della federazione. Elias è emigrato in Svezia all’IK Sävehof per trovare un campionato più competitivo. Nel 2022 lo hanno nominato mvp del torneo. I tedeschi del Kiel, una potenza della pallamano europea, sono subito andati a prenderselo. «Mi sono innamorato presto della pallamano – ha detto al sito della federazione internazionale – perché mio padre praticava questo sport e mi è piaciuto fin dall’inizio. Penso che valgo lo stesso per i miei compagni di squadra, siamo un paese piuttosto piccolo. Alle Isole Faroe le palestre sono sempre aperte, ci si ripara dal freddo, andavamo lì tutti i giorni, portavamo qualche amico, uno dei quali era sempre un portiere, e potevamo star lì a giocare delle ore, solo per divertimento. Così siamo migliorati. La pallamano alle Faroe comincia come occupazione del tempo libero».
Elias è stato un apripista. Anche l’ala destra Hákun West av Teigum è finito in Bundesliga, il campionato europeo più importante. Ha firmato per il Füchse Berlin in estate. Tutt’e due appartenevano alla Under-20 che due anni fa batté la Danimarca agli Europei giovanili, la prima vittoria in assoluto di una nazionale delle Faroe di qualunque sport contro quelli di Copenhagen. Uno shock per tutti, compresi i faroensi. Non quanto il pareggio di ieri sera contro la Norvegia.
“Uno dei risultati più clamorosi nella storia della pallamano europea” lo definisce Handball Planet, in uno sport dove si fa grande fatica e si impiegano anni per sovvertire pronostici e scardinare gerarchie. Il 26-26 è arrivato con un rigore segnato all’ultimo secondo proprio dal figlio della presidente della federazione. Ora esiste addirittura una chance di passare il turno e trovarsi nella fase finale. Bisogna battere lunedì la Polonia e sperare che la Norvegia perda con la Slovenia. Sarebbe una rivoluzione. Un arrevuoto
in streaming su EHFT ore 18 Montenegro-Islanda, Romania-Spagna, Svizzera – Francia | 20.30 Croazia–Austria, Macedonia del Nord–Germania, Serbia-Ungheria