Non è bastato battere gli USA. Italia eliminata dalla ATP Cup
Fuori dai quarti. Nelle finali di Coppa Davis, a novembre a Madrid, con gli Stati Uniti l’Italia aveva perso. Ieri a Perth, in Atp Cup, ci ha vinto. Ma il risultato non cambia: eliminata, nonostante due vittorie su tre incontri. È il secondo brusco stop in (una) Coppa in quattro mesi e stavolta è arrivato addirittura prima che i nostri entrassero in campo. Sono gli incerti del format. Falsa partenza. Colpa del punto lasciato in singolare contro la Norvegia prima ancora che del cappotto rimediato con la Russia. | Stefano Semeraro, Corriere dello sport-Stadio
il programma Ieri: Belgio-Bulgaria 2-1, Italia-USA 3-0, Grecia-Australia 0-3. Nella notte: Serbia-Cile, Spagna-Giappone, Austria-Polonia. Stamattina: Francia-Sudafrica, Georgia-Uruguay, Croazia-Argentina
Balzi. I molti punti che assegna la ATP Cup stanno migliorando la classifica a giocatori che quei punti non li avrebbero mai conquistati in un Master 1000. Due successi su giocatori oltre i primi 500 come l’uruguagio Cuevas e il georgiano Metreveli hanno consentito al giapponese Go Soeda di guadagnare 12 posti nel ranking. Il sudafricano Lloyd Harris è salito finora di 10 pur avendo perso una partita delle due giocate. Stefano Travaglia oggi guadagnerebbe 9 posti – fino al 73 – con i successi su Durasovic e Fritz.
La scoperta di Travaglia. Quanto sarebbe stato più in alto se non avesse trascorso in corsia ospedaliera un buon quarto della sua carriera? Le mani da tennista recuperate con lunghe operazioni di microchirurgia (e un anno di sosta forzata), dopo una caduta dalle scale dritto contro una vetrata che gli recise tutti i tendini, poi un altro problema serio allo scafoide della mano sinistra (fratturato). Qualche tempo dopo, a impedirgli di completare un recupero che aveva già del miracoloso. Eppure Travaglia ce l’ha fatta, e vederlo in campo – come nei quarti di Umago (i suoi primi in Atp), dove ha pure battuto Fognini, allora numero 9, il suo primo top ten – mette allegria. Dunque, chissà. | Daniele Azzolini, Tuttosport
Il dramma australiano. L’Australia brucia, da mesi nella morsa delle fiamme della peggior stagione degli incendi della sua storia. Ma lo sport non si ferma, anzi è pronto a portare un po’ di sollievo ad una nazione in ginocchio. Con lo spettacolo, preziosa distrazione dall’incubo incendi, e la solidarietà. A cominciare dagli Australian Open, il primo grande slam della stagione del tennis che parte a Melbourne martedì prossimo con le qualificazioni (il tabellone principale scatta lunedì 20). La città non è direttamente minacciata dalle fiamme, ma la qualità dell’aria è da giorni oltre il livello di guardia, col vento che spinge sull’area urbana il fumo. … Non c’è solo il tennis nell’estate australiana. Il Tour Down Under, la corsa ciclistica più importante del paese, partirà regolarmente il 19 gennaio: prima con un circuito attorno ad Adelaide, poi con le 6 tappe al via proprio dalle colline attorno alla città toccate dall’emergenza incendi. «La sicurezza di tutte le persone coinvolte è sempre la nostra priorità – recita un comunicato diffuso dall’organizzazione -, ma abbiamo parlato col concilio di zona capendo che la cosa migliore che possiamo fare è far passare la corsa, mostrando che la vita è tornata alla normalità». Intanto la CCC, una delle squadre del Tour Down Under, ha fatto una ricognizione nella zona delle colline attorno ad Adelaide, postato sui propri social foto di corridori in strada tra alberi e cespugli bruciati. La qualità dell’aria nella zona non è un problema: il vento spinge il fumo lontano dalla zona urbana, dove si correranno le prime tappe. Anche la Formula 1 sta tenendo monitorata la situazione a Melbourne, nonostante il Gran Premio che apre la stagione 2020 sia in programma solo a metà marzo. | Davide Chinellato, la Gazzetta dello sport