È arrivato Vinatzer. L’Italia ha una carta in più oltre i discesisti

  Con una grande seconda manche, Alex Vinatzer, 20 anni, bolzanino, ha conquistato nello slalom di Zagabria il primo podio di Coppa del mondo della sua carriera, dietro il francese Clement Noel e lo svizzero Zehnhaeusern. Ottavo Moelgg e decimo Maurberger.

 

Era solo questione di tempo. Non c’erano troppi dubbi che Alex Vinatzer sarebbe arrivato presto ai vertici dello slalom mondiale, era solo questione di tempo e certo ci saranno ancora degli alti e bassi sul percorso del 20enne gardenese. Il terzo posto nella notte di Zagabria, però, assume un peso specifico enorme, dopo aver ottenuto il miglior risultato della carriera nella prima gara stagionale a Levi, conclusa in 12esima piazza. Sapeva di avere molto di più nelle gambe e nella testa Alex, uscito di scena a Val d’Isère e pronto per il “mese dello slalom”; cominciarlo in questo modo darà una fiducia enorme per tutte le classiche a seguire, con un aspetto fondamentale che riguarda il numero di partenza. Già a Campiglio, mercoledì sera per l’appuntamento con la 3Tre (dove lo scorso anno Vinatzer era 8° a metà gara…), il talento azzurro sarà a ridosso dei primi 15 al mondo. | Fabio Poncemi, Neve Italia

 

Pettorale 26. Alex Vinatzer col pettorale 26 trasforma la pista così ghiacciata da sembrare vetro della collina di Sljeme, alle porte di Zagabria, in un tavolo dell’amato ping-pong e schiaccia un palo dietro l’altro, picchiando come se non ci fosse un domani per due manche. La prima conclusa con l’ottavo tempo, la seconda con il secondo, per un risultato finale che può cambiare la storia da predestinato dei pali stretti, lui che è uno spilungone così come vogliono le leggi moderne della specialità: terzo, primo podio in carriera alla 15ª gara di Coppa

del Mondo. | Giorgio Pasini, Tuttosport

 

Predestinato. Alex è figlio di Christof e di Nadia, gestori del Savoy Dolomites Hotel di Selva di Val Gardena, ed è considerato un predestinato sin da bambino. Ha studiato al liceo sportivo di Stams, in Austria, e da anni ha uno staff privato. | Simone Battaggia, la Gazzetta dello sport

 

Scelte intelligenti, in ogni campo. Vent’anni, gardenese, famiglia più che benestante, settore alberghiero. Serve precisarlo, perché grazie a ciò Alex non si è mai fatto mancare nulla, fin da ragazzino. Allenatori privati, studi in un liceo austriaco specializzato nella formazione di grandi atleti. Scelte intelligenti, in ogni campo. Ma ciò non sarebbe bastato se al centro di tutto non ci fosse stato lui, ragazzo ambizioso ma allo stesso tempo umile e paziente, capace di imparare in fretta e dare il meglio nei momenti importanti, senza paura di sbagliare e di dover rimandare l’appuntamento con il successo.  | Maria Rosa Quario, Il Giornale

 

La cura del tecnico francese Jacques Theolier. Tre azzurri nella top 10, e cinque qualificati per la seconda manche. Non è ancora tempo di parlare di Valanga Azzurra, certamente, ma i primi segnali di risveglio si stanno vedendo, dopo alcuni anni non semplici. La crescita sta avvenendo sia a livello di singoli, sia a livello complessivo. Per Alex Vinatzer, come si sapeva, era solamente questione di tempo. È sufficiente il solo arrivo di Jacques Theolier per aver portato questa sterzata agli slalomisti? Ovviamente no. La sapienza del tecnico francese sta guidando tutto il comparto nella giusta direzione, ma il resto lo stanno facendo gli atleti, spingendosi oltre i propri limiti e l’uno con l’altro. | Alessandro Passanti, Oa Sport

 

Una nuova generazione. A 22 anni, Noël è stato ieri il leader di un giovane branco determinato a sovvertire la gerarchia tra i pali stretti. Il campione del mondo juniores 2019, il ventenne italiano Alex Vinatzer, è arrivato terzo, suo primo podio in Coppa del mondo, confermando il suo immenso potenziale. Il 22enne belga Armand Marchant ha creato una sensazione persino maggiore finendo quinto dopo aver vinto la seconda manche. È stata appena la sua terza gara a questo livello dal grave infortunio al ginocchio sinistro ad Adelboden nel gennaio 2017. Sette operazioni più tardi e dieci chili in più, vedere a questo livello il vallone allenato da Raphaël Burtin, è davvero notevole. E ovviamente diamo il benvenuto al sesto posto del prodigio norvegese Lucas Braathen (19), già quattro volte nei primi dieci quest’inverno. | Stéphane Kohler, L’Équipe

 

la classifica maschile  Kilde 474, Paris 454, Pinturault 401

  Col terzo posto nella tappa del Cermis, il russo Bolshunov ha vinto il Tour de Ski in Val di Fiemme e adesso è primo in classifica di Coppa del mondo davanti al norvegese Klaebo che sul Cermis è arrivato solamente 21esimo. Tra le donne, vittoria e strapotere della norvegese Johaug.

La rivincita. Alexander Bolshunov s’è preso il Tour de ski e la madre di tutte le rivincite sul Cermis, che lo incorona padrone del fondo grazie ai 400 punti messi in palio per la Coppa del Mondo. Il neo leader mondiale incassa pure 50.000 euro e adesso vanta 75 punti di margine sull’asso norvegese Klaebo.  | Stefano Arcobelli, la Gazzetta dello sport

 

Therese Johaug. La fondista più forte del mondo. Quella che vince sette gare di fila in Coppa del Mondo (è già a 48), poi ne perde tre di seguito al Tour ma solo per illudere le rivali, possibilmente connazionali. Therese Johaug si prende tutto, da perfetta erede di Marit Bjoergen. Non avesse avuto la macchia di una squalifica doping, la bionda vichinga sarebbe un’icona. È nata per fare la fondista. Una sorta di Belmondo 3.0: con Stefania ha la stessa idiosincrasia alle gare Sprint. | Stefano Arcobelli, la Gazzetta dello sport

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.