Lo sport guidato dall’Emilia-Romagna: la nuova F1 di Domenicali e il tennis di Gaudenzi

  Saranno 16 km in tutto. Una ventina di minuti in macchina. Gli italiani che guidano due tra i carrozzoni più ricchi e seguiti dello sport mondiale vengono da questo spicchio di terra fra l’olmo e il vigneto. Stefano Domenicali da Imola entra in carica domani come amministratore delegato di Liberty Media, la compagnia che ha comprato da Ecclestone la Formula 1, un giocattolone da 1 miliardo e 200 milioni di dollari, e adesso vuole imporla con la forza delle innovazioni all’America, ai teenager, a tutti quelli che non l’hanno mai guardata. 

Andrea Gaudenzi da Faenza ha appena concluso il suo primo anno alla guida dell’ATP, l’associazione dei giocatori di tennis che organizza un circuito da 120 milioni di dollari, un anno monco, complesso, con 39 eventi cancellati, e comincia domani la sua seconda stagione da leader con i tornei di Antalya e Delray Beach, proteggendo il suo vecchio mondo, conservandolo così com’è per chi l’ha sempre amato a questo modo. Una politica aggressiva per ampliare il mercato da una parte, dall’altra una sulla difensiva per respingere scissioni e avventure rivoluzionarie. 

 

  scenari Come sarà la F1 di Domenicali  Sarà una Formula 1 quasi olimpica, molto vicina ai concetti cari al CIO, il comitato internazionale dei Giochi con cui in questi mesi le relazioni si sono fatte molto intense. Il CIO ritiene che il Mondiale di F1 2020 sia stato logisticamente la sola manifestazione sportiva paragonabile per complessità alla macchina delle Olimpiadi in programma l’estate prossima. La Liberty di Domenicali continuerà a sostenere la battaglia di Hamilton contro il razzismo, ma non solo. Nei giorni scorsi sulla Gazzetta dello sport Andrea Fanì ha sottolineato che la nuova Formula 1 vede l’eguaglianza di genere come uno dei fondamenti di un motorsport globale, uomini e donne in gara insieme in F.1 secondo un principio assolutamente meritocratico, secondo il quale guida chi merita al di là del sesso. Per questo sono nate le W Series, un campionato monomarca che ha lo scopo di avvicinare le donne alle gare. La prima edizione nel 2019 è stata vinta da Jamie Laura Chadwick, test driver della Williams. Inoltre Domenicali è intenzionato a mettere le persone, i piloti, al centro della scena e non la tecnologia, vuole scovare giovani talenti – ancora parole della Gazzetta – anche in ceti sociali e posti nei quali avvicinarsi al motorsport è impresa ardua e necessita di programmi dedicati. Infine: più spesso vedremo nuovi Paesi e nuovi angoli del mondo coinvolti, soprattutto quei Paesi dove i diritti umani per troppo tempo sono rimasti in secondo piano, Paesi che però allo stesso tempo hanno fatto e stanno facendo passi notevoli, ha scritto la Gazzetta, come l’Arabia del 2021. Mescolarsi significa aprirsi. 

 

  vite Le radici di Domenicali  Paolo Ciccarone ricordava ieri su Avvenire di quando Stefano Domenicali ancora cinno, ovvero ragazzino come dicono in quelle lande fra l’Emilia e la Romagna, non perdeva occasione per andare in autodromo a Imola, scavalcare le reti e appostarsi alla curva della Tosa per vedere le auto in corsa. I pantaloni corti non si usavano più da tempo, ma l’età era quella

«Sono nato qui, da piccolo andavo a vedere le gare alla Tosa. Una volta – ha ricordato Domenicali – era la prima vera curva, arrivava dopo 22 secondi di full gas dopo il Tamburello. All’arrivo dei piloti alla Tosa c’era un muro di gente in festa, fa parte della mia giovinezza». Domenicali prende il posto di Chase Carey, che in una delle sue ultime operazioni ha avviato le trattative con Amazon per la cessione dei diritti tv in streaming. Il suo grande merito, secondo Jonathan McEvoy del Daily Mail  è stato aver allestito un Mondiale d’emergenza con 17 GP in 24 settimane dopo che il Covid aveva piantato un coltello nel calendario. Un bel risultato vista la logistica della Formula 1. È stata un’operazione di salvataggio che ha messo al sicuro un numero incalcolabile di posti di lavoro e ci ha portato su alcune delle nostre vecchie piste preferite, Imola compresa. Il suo peggior fallimento? Uccidere gli intrighi dello one-man show caro a Ecclestone. Il corporativismo americano ha stretto tutti in una morsa. Il circuito di Imola è per ora fuori dal Mondiale 2021, ma potrebbe avere una nuova chance se il Vietnam non dovesse essere pronto il 25 aprile

Rossella Amadesi, dei Leoni della Cea, il servizio antincendio delle gare in Italia, ha detto ad Avvenire: «Mi ricordo bene di Stefano. Ragazzo per bene, sempre educato, mosso da una grande passione. Veniva in autodromo da noi, faceva il fattorino, il facchino, portava il pasto ai commissari nei vari punti del circuito. Aveva una grande passione. Sono contenta che sia lui il capo della F.1». 

Per Luca di Montezemolo, Domenicali sarebbe stato il successore ideale di Louis Camilleri in Ferrari, come ha detto un paio di settimane fa a La politica nel pallone su Rai Gr Parlamento. «È una Ferrari molto diversa dalla mia, dà grandissima attenzione al titolo in borsa, ha aumentato la produzione e per la prima volta ha un vertice che non conosce la Formula 1. Sono certo che Domenicali farà molto bene nel nuovo ruolo». Il Corriere dello sport-Stadio ha scritto che era stato interpellato da John Elkann, ma a tempo scaduto, quando l’impegno con Formula 1 era preso e ineludibile

 

parole  Visto da Ecclestone  Stefano Domenicali, italiano ed ex team principal della Ferrari, è a capo di Liberty Media, cioè della F1. Diciamo che è un suo erede: come lo vede?

«Dipende molto dall’incarico che gli è stato affidato. Se riesce a decidere da solo, senza dover riportare o chiedere ad altri, avrà un compito semplice. Ma se dovrà riportare ad altri, non sarà un lavoro così interessante»

Bernie Ecclestone intervistato da Stefano Mancini, la Stampa, 12 dicembre 2020

 

Che sia lui alla guida di questo mondo è anche una garanzia per Mick Schumacher, al debutto tra due mesi in Formula 1 circondato dagli uomini che in Ferrari vinsero l’ultima volta con suo padre: Domenicali appunto, ma anche Jean Todt presidente della federazione internazionale (FIA) e Ross Brawn, responsabile tecnico di Liberty Media. 

Il prossimo Mondiale è stato disegnato all’insegna dell’ambizione. Su carta promette di essere il più lungo della storia, con 23 GP. Ma già sulla gara d’apertura iniziano a essere sollevati dubbi. Stefano Gatti per Sport Mediaset ha parlato di rischio di cancellazione o di rinvio per il focolaio covid nel Nuovo Galles del Sud. 

 

parole Cosa aspettarsi da Mick | «Deve solo imparare e poi nel 2022 potrà mostrare che cosa è in grado di fare. Spetterà a noi mettergli a disposizione la macchina giusta. Dopo di che dovrà prendere in mano il proprio destino».

Crede che lo vedremo in Ferrari? «Mi farebbe piacere se riuscissimo a fargli fare una carriera come quella di Leclerc. In fondo anche Charles fece la prima sessione di prove libere ai GP con noi».

Gunther Steiner, team principal della Haas, intervistato da Andrea Cremonesi, la Gazzetta dello sport

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