Chi è l’allenatore argentino che ha portato il Celta all’ottavo posto. Pochettino e il PSG secondo Valdano

  Sulla strada del Real Madrid, si para stasera il Celta Vigo che nelle ultime sei partite ha ottenuto 5 vittorie e un pareggio. Era ultimo, adesso è ottavo. Un rovesciamento dovuto all’arrivo del nuovo allenatore, l’argentino Eduardo Coudet, 46 anni, passato nel giro di 13 giorni dalla panchina dei brasiliani dell’Internacional Porto Alegre (quarto) alla chance in Europa. Juan Cudeiro su El País ha scritto che si batte per rimuovere l’immagine che si ha di lui da giocatore, un buon giocatore, ma che trasudava istrionismo. Lo stesso che una volta si mise al volante del pullman della squadra per fare un giro con i compagni

Iacopo Iandiorio sulla Gazzetta ha scritto che da giocatore ne combinava più di Cassano”.

Ora in panchina veste di nero e porta sempre una sciarpa al collo. Tra i giocatori, Iago Aspas dice che «le sue parole ci raggiungono». Sostiene che siano energia, desiderio, illusione. Il capitano Hugo Mallo ha raccontato che «la prima cosa che ci ha detto è che dobbiamo sorridere», mentre per Nolito «ci chiede di essere coraggiosi con la palla e aggressivi senza». 

In Argentina Coudet, 46 anni, ha già vinto il campionato con il Racing Avellaneda e appartiene – scrive El País – a una generazione di emergenti che aspettano la chiamata dell’Europa: Gallardo, Almeyda, Heinze. 

Hanno cercato di tracciare parallelismi tra lui e Diego Simeone, tifoso del Racing, passato lì da giocatore ad allenatore lì. Coudet si riconosciuto nel Cholo per aspetti che hanno più a che fare con l’emotività che con il calcio, ma ha sempre guardato più a Guardiola”.

Sebbene dica, con una certa saggezza, che per giocare alla Guardiola devi avere i giocatori che ha lui.

Coudet è un pragmatico che nell’ultima partita contro l’Huesca ha chiuso con tre centrali quando gli avversari hanno riempito l’area, ma che immagina un calcio fatto con 4-1-3-2 nel quale i terzini occupano l’intera fascia in attacco, il trio di centrocampisti si scambia le posizioni. Nel dubbio, il Celta è la squadra con il maggior numero di falli in campionato.

 

la classifica Atlético Madrid 35, Real Madrid 33, Real Sociedad, Siviglia e Villarreal 26, Barcellona 25, Granada 24

 

in tv oggi ore 14 DAZN e DAZN1: Villarreal-Levante | 16.10 DAZN e DAZN1: Betis-Siviglia | 18.30 DAZN: Getafe-Valladolid | 21 DAZN: Real Madrid-Celta | domani ore 14 DAZN: Athletic Bilbao-Elche | 16.15 DAZN: Alavés-Atlético Madrid | 18.30 DAZN: Real Sociedad-Osasuna | 21 DAZN: Huesca-Barcellona

Francia | La montagna PSG per Pochettino, secondo Valdano

    Jorge Valdano dedica la rubrica di stamattina su El País all’arrivo del connazionale Pochettino sulla panchina del PSG. Un allenatore – scrive – che ha iniziato la sua carriera quando ha cominciato quella da calciatore. Perché Mauricio Pochettino ha iniziato al Newell’s con Marcelo Bielsa e questo implica una laboriosità da formiche e un’attenzione professionale. Con Bielsa il calcio si medita, si studia e si prova prima di giocare. Alla fine della carriera ha poi incontrato la generosità pedagogica di Xabier Azkargorta, che in interminabili discorsi gli ha trasmesso concetti analizzando ogni angolo del calcio. A essere onesti: due pazzi che divagano. Ma gli ossessivi danno buoni risultati nel mondo del calcio e Pochettino è andato senza salvagente a salvare un Espanyol che stava affondando. Era il 2009 e nasceva l’allenatore

Dodici anni dopo il lavoro è più difficile e Valdano non glielo nasconde. Dovrà mettere un bisturi liscio come una piuma nel PSG, per l’intervento di cui hanno bisogno le loro grandi squadre. Lo farà con la facilità del buon senso, senza fretta, e quando guarderemo le cose in prospettiva tra un po’, avrà avuto luogo una rivoluzione. Pochettino ha sempre saputo toccare i tasti giusti. Ha sempre saputo fidarsi dei giovani. Pochettino è abituato a trasportare pietre grandi e pesanti in cima alle montagne. Poiché il PSG è una delle vette più alte del calcio mondiale, raggiungere la cima sarà più difficile. Mauricio lo sa bene perché da anni guarda in alto e sogna questo momento. Non bisogna chiedersi che cosa debba fare per avere successo perché conosciamo la risposta da quando il Qatar ha messo il suo interesse e il suo prestigio nel club francese. Deve vincere. Che cosa? In linea di principio, tutto

 

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