Gedda ospita oggi le operazioni preliminari e domenica la partenza della Dakar, giunta alla sua edizione numero 42 e per la prima volta in Arabia Saudita. È la terza vita della corsa, dopo le origini in Africa (sino al 2007) e il trasferimento in Sudamerica (fino allo scorso anno). Dodici le tappe: da Gedda si prosegue verso nord fino ai confini con la Giordania, poi si procede in direzione sud con un unico giorno di riposo a Riad, infine si risale il paese fino al confine degli Emirati Arabi Uniti, con chiusura a Qiddya il 17 gennaio. I partecipanti sono 543, provenienti da 60 nazioni, con 351 veicoli, 170 tra moto e quad, 134 auto e SSV, 47 camion.
C’è Fernando Alonso. L’uomo più irrequieto del motorsport moderno sarà uno degli alfieri del team Toyota e salirà a bordo dell’Hilux con un navigatore d’eccezione, il già pentacampione della Dakar nonché direttore tecnico della gara Marc Coma. Il duo negli ultimi mesi ha perfezionato la propria intesa partecipando ad alcuni rally raid di avvicinamento. … Tornando ad Alonso, l’ex Formula 1 e sempre alla ricerca dell’ultimo tassello utile per completare la Triplice Corona del motorsport è notoriamente un pilota fiducioso dei propri mezzi: non si spiegherebbe altrimenti la sua versatilità nel passare da un competizione su pista all’altra. Ma i rally, e in particolare i rally raid, sono tutt’altro mondo e tutt’altra caratura di competizione. | Luca Santoro, Motorsport
Com’è cambiato il ruolo del co-pilota. Fa parte della storia della Dakar. Regolarmente, l’evoluzione tecnologica cambia l’approccio alla navigazione. Nei primi anni ’90, ci fu l’avvento del GPS che relegò ai tempi antichi l’uso della bussola e delle cartine. Dopo qualche anno, l’accesso a immagini satellitari sempre più accurate e lo sviluppo di software ad alte prestazioni hanno profondamente cambiato le regole del gioco e portato ad alcune derive come la nascita di un vero e proprio “mercato dei tracciati” in Sud America. Allo stesso tempo, un nuovo personaggio si è progressivamente affacciato dietro le quinte della Dakar, il “mapman” (l’uomo mappa) incaricato di preparare il percorso degli speciali. Lavora in stretta collaborazione con i co-piloti. Dopo cinque anni, la pratica è stata democratizzata e i “mapmen” sono fioriti. Tutti questi cambiamenti hanno portato a una ricerca sfrenata di informazioni sulla fisionomia della prova speciale, a una trasformazione del lavoro originale di copilota, e a una reazione da parte degli organizzatori per ripristinare un certo ordine. Il trasferimento della Dakar in Arabia Saudita potrebbe facilitare le cose. | Pascal Sidoine, L’Equipe
Uno degli italiani di punta al via: Maurizio Gerini, pilota e olivicoltore
➣ Quali novità ha preparato il nuovo direttore David Casterà? «Lui conosce bene la realtà della Dakar e la ha riportata alle origini, vera navigazione! Percorreremo 7500 chilometri, 5000 di essi cronometrati, cinque tappe oltre i 450 chilometri. David ha cambiato innanzitutto il road book, a colori e consegnato appena prima della partenza. Ha eliminato i map men, quelli che studiavano a tavolino la traccia migliore, per i top team era impossibile sbagliare. Ora ci sarà più competizione». | Intervista di Marco Marcellino, il Secolo XIX
Italians. Solo due equipaggi azzurri presenti tra le auto, con Andrea Schiumarini (seconda partecipazione, 54° nel 2019) ed Enrico Gaspari a bordo di una Mitsubishi Pajero WRC Plus per R Team proprio come il duo formato da Marco Carrara e Leonardo Cini, all’esordio assoluto in una Dakar insieme. Da registrare nei Side by Side la presenza di una vera e propria leggenda di questa gara, Camelia Liparoti, giunta alla dodicesima partecipazione consecutiva della Maratona del Deserto e alla terza a bordo del nuovo mezzo (in precedenza gareggiava nei quad). Purtroppo la nostra portacolori dovrà fare a meno della sua co-pilota designata Rosa Romero, costretta al forfait per un incidente in moto, che verrà sostituita dalla tedesca Annett Fischer. Chiudiamo con i camion, in cui l’Italia potrebbe sognare anche un ingresso nella top10 con l’equipaggio guidato da Claudio Bellina, capace di arrivare 13° nel 2019. | Oa Sport