PALAZZETTI E DINTORNI
Le migliori réclame del basket
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L’OMINO COI BAFFI E l’uomo con la barba: Gigi Datome
Paolo Bartezzaghi racconta così per la Gazzetta il dominio di Milano in Gara-1 contro Pesaro: “L’applauso più forte è per Gigi Datome quando esce sul +27 da lui firmato poche azioni prima con la quinta tripla a segno della sua partita. È dopo una prestazione così che si capisce in modo chiaro quanto sia mancato durante la stagione. Averlo ritrovato in gara-1 dei quarti, è importante per Milano che inaugura i playoff con una partita di notevole impatto in difesa, ma questa non è una sorpresa, e in attacco dove fin da subito la squadra si cerca e si trova facendo girare la palla e chiudendo con 23 assist”.
Roberto Nardella su Tuttosport: “Quando Pesaro si risveglia con il canestro di Moretti, l’Olimpia è già scappata via. Milano è chirurgica dalla distanza con Baron e col ritrovato Datome e in generale l’EA7 sembra avere troppi vantaggi su ogni situazione di gioco: il +26 finale è il segno inequivocabile della distanza tra le contendenti”.
PERDINDIRINDINA La vittoria della Virtus su Brindisi
Bettuzzi e Budriesi su Tuttosport dicono che “anche la Virtus innesta il turbo all’esordio nei playoff, chiudendo il primo tempo (e di fatto la partita) con 64 punti belli a referto, sfiorando il trentello di margine già all’intervallo. La seconda parte è stata tutta ‘indifferenziato time’. Brindisi non ci ha mai creduto, ma non avrebbe in ogni caso potuto granchè contro una Virtus così brillante: ottima e volenterosa in difesa; ricca di idee e capace di girare la palla ai cento all’ora in attacco. Il valore aggiunto dei recuperati Cordinier e Teosodic ha instradato il crash-test dei bianconeri verso un impatto in massima sicurezza col tabellone della seconda fase”
PITUPITUM-PAAA La vittoria di Venezia in meno di cinquanta parole
Michele Contessa, la Gazzetta dello sport: “La prova a tutto campo di Watt e la freddezza di Willis dalla lunetta regalano alla Reyer il primo punto della serie contro Sassari. I due lunghi Usa della Reyer annullano l’ottimo impatto di Sassari, sospinta dal tandem Dowe-Robinson”.
Lo Zecchino [della pallavolo] d’oro
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IL COCCODRILLO COME FA E come fanno invece le Pantere
Pierfrancesco Catucci sul Corriere della sera celebra lo scatto orgoglioso di Conegliano, la corazzata della pallavolo italiana andata a vincere a Monza per 3-0 in Gara-4 di finale, anziché abdicare.
“Saranno anche ferite – scrive – ma le pantere di Conegliano sanno graffiare ancora. Erano sull’orlo del precipizio, sembrava avessero smarrito quelle certezze che solo cinque mesi fa le avevano riportate sul tetto del mondo, ma nel momento decisivo diradano la nebbia in cui sembravano essersi perse e tornano a giocare al loro livello. E così l’Imoco travolge 3-0 Milano, rovina una festa che sembrava già apparecchiata, riporta in proprio favore il fattore campo e rimanda a lunedì sera, davanti ai propri tifosi, le pratiche scudetto. E ricorda a tutti perché da anni ormai domina la scena nazionale e internazionale. Un’Imoco che ritrova in Haak il bombardiere dei tempi migliori”.
La festa di Milano è stata smantellata. Luca Muzzioli su Tuttosport dice che “non è bastata una Arena di Monza sold out e festante, non è bastata una tribuna ricca di personaggi (vedi l’ex interista Cambiasso o l’ex Atalanta Tiribocchi alla voce calciatori)”.
Gian Luca Pasini sulla Gazzetta racconta: “All’Arena di Monza era stato tutto preparato per la grande festa del Vero Volley. Gli spettatori con la stessa maglietta rossa, le signore che pitturavano i volti dei giovani tifosi con i colori di Milano e quel clima di grande festa generale che si annusava nell’aria in una serata carica di pioggia. La suggestione di un sogno lungo oltre tre quarti di secolo: mai, infatti, nella pallavolo un club che si chiama Milano ha vinto lo scudetto, sia a livello di squadre maschili, quanto a livello femminile. Il grande spauracchio Thompson è finita in panchina da dove ha guardato parte del match. Proprio l’americana protagonista della vittoria al Palaverde, ieri sera è andata in grande difficoltà. Nel secondo set si è fatta anche fasciare la coscia sinistra prima di uscire dal campo in via definitiva”.