IL LANCIO DI COLTELLI Paul Pogba
Gianluca Oddenino, la Stampa: “Il nuovo infortunio di Paul Pogba, che proprio ieri sera ritrovava una maglia da titolare dopo 390 giorni di calvario, ha fatto calare un pesante velo di tristezza sullo Stadium e sulla squadra. Il francese era il più atteso, dopo la scelta a sorpresa di Allegri di schierarlo dal primo minuto, ma il ritorno alla normalità è durato appena 21 minuti e l’uscita in lacrime dal campo non fa presagire nulla di buono”
Paolo Condò, Repubblica: “Il nuovo infortunio di Paul Pogba si prende la scena per la sua dimensione umana prima ancora che tecnica o — esiste anche quella — economica. La stagione del francese si chiude verosimilmente qui, e la sua disperazione racconta i pochi spezzoni giocati, col ko alla prima partita dall’inizio (più di un anno dopo l’ultima volta). È probabile che in sede di contratto la Juve abbia sottostimato le sue frequenti assenze nelle stagioni di Premier, e che Paul abbia fatto una sciocchezza a non operarsi al ginocchio in estate; non sono poi state considerate abbastanza le gravi storie familiari di cui è stato vittima, e che in parallelo alle questioni fisiche ne hanno inevitabilmente minato il morale. L’augurio è che da qui al prossimo raduno Pogba riesca a guarire in via definitiva, perché in ogni spezzone giocato, per quanto piccolo, si è ammirata almeno l’ombra di una giocata da satanasso.
Vorremmo vederne molte altre”.
Luigi Garlando, la Gazzetta dello sport: “Per la prima volta da un sacco di tempo, in quella ventina di minuti, si sono intravviste pagliuzze di oro vero, segnali di vero Pogba; una veronica in area con conclusione incorporata, un delizioso appoggio di prima a Vlahovic che stava diventando assist. Quando tutti, non solo i tifosi juventini, stavamo pensando di aver ritrovato un campione, uno spettacolo da ammirare, il destino è entrato duro un’altra volta. Paul ha pianto, è uscito accarezzato dai compagni e ha imbucato il tunnel degli spogliatoi accompagnato da Di Maria: un francese e l’argentino che ha deciso la finale in Qatar. Tanto per ricordare che il destino baro gli ha negato anche la festa del Mondiale. Un momento di commozione trasversale, non solo juventino, come quando s’infortunò drammaticamente Ronaldo all’Olimpico. Il Fenomeno in lacrime strizzò il cuore di tutti. Ronaldo e Pogba si assomigliano nell’allegria che esprimono, nella gioia del loro gioco, nel sorriso da cartone animato che piace tanto ai bambini.
L’infortunio di Paul sembra meno grave di quello del Fenomeno. Ricominciamo ad aspettarlo alla fine del cammino che va dalle lacrime al sorriso, lo stesso che percorse Ronaldo”.
IL BRAVO PRESENTATORE
Cairo fa cose. Era pure un bel giocatorino, sapete
Da Sesto San Giovanni, terra dell’antica Corte di Monza, un tempo detta la Stalingrado d’Italia, arrivano cronache mirabolanti sulla “favola della Pro Sesto”: con l’audace pareggio contro il Renate, la squadra s’è qualificata per i play-off di serie C, come racconta stamattina la Gazzetta, in un dispaccio che comprende una dichiarazione graffiante di Urbano Cairo: «È sempre un piacere tornare in questo stadio» ha detto il presidente del Torino, “con trascorsi da calciatore a Sesto San Giovanni”, ci informa la Gazzetta, dopo averlo messo alle strette per farlo parlare. Già due mesi fa la Gazzetta lo aveva richiamato alle sue responsabilità, alla fine della partita del Torino a Lecce. “I venti del Salento – si leggeva a marzo – gonfiano le vele del Toro. Da Lecce è arrivata l’ennesima conferma di un progetto societario vincente”.
Cairo fece un po’ fatica in quel pezzo a far emergere la sua versione dei fatti e la sua linea, ma alla fine ne venne fuori lo stesso in modo brillante.