Come Tatum ha travolto Philadelphia e le pistole di Ja Morant

Come Tatum ha travolto Philadelphia

 

Riassunto delle puntate precedenti. Prima di cominciare Gara-7, intorno a Boston-Philadelphia ci si chiedeva se mmm, di Jayson Tatum avremmo finito per rivedere certe titubanze, l’1 su 9 al tiro nel primo tempo di Gara-4, lo 0 su 5 in avvio di Gara-5, l’1 su 14 dei primi tre periodi di Gara-6. Risposta: no, no, tranquilli, Jayson tatum ha fatto il mostro. Ha preso il record freschissimo di punti di Steph Curry in una bella e lo ha appallottolato. Ora il record è suo, ne ha segnati 51, tirando con 11 su 18 da due, 6 su 10 da tre, aggiungendo 13 rimbalzi e 5 assist, nemmeno una palla persa. Il record è suo e il posto nella finale di Conference a Est è dei Boston Celtics. Contro Miami. Come nella bolla di Orlando del 2020. Pure a Ovest s’è appaiata la stessa finale di allora, i Lakers contro Denver, così in NBA adesso c’è il 25 percento di possibilità di rivedere la partita per l’anello di anello [Lakers-Miami], il 25 percento di rivedere il Classico Anni Ottanta che non si ripete dal 2010 [Lakers-Boston], il 50 percento di chance di avere una finale inedita, Denver-Miami o Denver-Boston che sia. 

L’mvp della stagione regolare è fuori dal torneo. Degli europei che hanno lasciato una traccia recente nella storia della NBA è rimasto in corsa Nikola Jokic. O tocca a lui oppure l’America rimetterà l’anello al dito di uno dei suoi figli, i veterani LeBron e Butler, oppure Tatum.

Immaginiamo già il disagio nelle scuole primarie di Boston tra qualche anno quando la maestra richiamerà il piccolo “Jayson” e si gireranno il 94% dei bambini maschi. Leggendario Tatum dice La Giornata Tipo.

 

Le pistole di Ja Morant

 

Di un anno e mezzo più giovane di Tatum, Ja Morant si sta facendo sfilare dalle mani tutte le cose belle che gli prometteva il futuro. Ieri è apparso in una nuova diretta Instagram con una pistola, come il 4 marzo dopo la sconfitta di Memphis a Denver, sotto i pollici di quasi 10 milioni di followers. L’altra volta era ubriaco, trasmetteva da un club alle 3 di notte. Chiese perdono. Mi assumo la piena responsabilità delle mie azioni: chiedo scusa alla mia famiglia, ai miei compagni, agli allenatori, ai tifosi e a tutta l’organizzazione Grizzlies. Mi prenderò del tempo lontano dalla squadra per chiedere aiuto. La NBA lo sospese per 8 partite, con decurtazione dello stipendio di 670 mila dollari. Prese parte a un percorso di supporto psicologico, quando tornò disse in tv: «Ho capito di aver sbagliato. Ho realizzato tutto quello che stavo per perdere non solo a livello personale. Devo imparare a essere più responsabile, anche nei confronti di tutte le persone che mi seguono, e devo cercare di essere più intelligente e a starmene lontano dalla situazioni complicate e dalle pessime decisioni».  

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