Comincia la fase a eliminazione diretta degli Europei di pallavolo. La finale è in programma domenica 29 a Parigi.
Gli ottavi di finale – Oggi: Olanda-Germania, Russia-Grecia, Serbia-Repubblica Ceca, Francia-Finlandia, Polonia-Spagna, Belgio-Ucraina, Slovenia-Bulgaria | Domani: Italia-Turchia
Il record mondiale di sostituzioni
Nell’ultima partita del girone contro l’Ucraina, a qualificazione già ottenuta, il ct della Polonia Vital Heynen ha sostituito tutta la squadra a metà del secondo set, sul 14-8. Sei cambi tutti insieme.
Il palleggiatore Fabián Drzyzga ha spiegato a TVP Sport com’è andata. “Prima della partita, ha chiesto ai titolari quanto avrebbero voluto giocare. Abbiamo detto che ci sarebbe piaciuto un set, forse due. Così ha deciso di cambiare tutta la squadra dopo un set e mezzo. Ha fatto un gesto con le mani, mostrando sei dita. È stata la prima volta che ho assistito ad una cosa del genere. È stato divertente”.
I muri di Matteo Piano
L’azzurro è in testa alla classifica della specialità dopo le cinque giornate del girone. È l’unico italiano a guidare una delle graduatorie. La sua storia da atleta è contrassegnata da infortuni seri e straordinari recuperi per rientrare. Con un metodo singolare. Il pallavolista ha raccontato tutto in prima persona a The Owl Post, uno spazio giornalistico dove gli sportivi condividono le loro storie.
“Quando ho iniziato ad organizzare il piano di recupero per questo problema su una cosa soltanto ho insistito: di avere due settimane libere per andare in Congo. Perché ho imparato a conoscermi e adesso so che quando devo fare riabilitazione al corpo è necessario anche che mi occupi della mia mente, della mia anima. Perché le due cose vanno a braccetto per me”.
“In questo caso specifico sono andato nel continente nero per sostenere un progetto “Brodo di Becchi” che io e Luca Vettori abbiamo messo in piedi insieme a dei missionari laici, un viaggio in senso fisico e anche in senso metaforico, finalizzato a restituire qualcosa d’importante, a conoscere qualcosa di nuovo, e a fare qualcosa di utile”.
“La mia necessità di curare mente e corpo allo stesso modo si è palesata per la prima volta un anno fa, durante il difficile percorso di rinascita dopo l’operazione al tendine. Ho deciso di prendere l’estate per riabilitarmi fisicamente nella maniera migliore possibile ma farlo anche dal punto di vista mentale. Ho viaggiato molto e mi sono isolato, principalmente dalle chiacchiere della gente ma anche dal trambusto della città. Ho scoperto cose nuove di me stesso e mi sono ricollegato alla madre terra, soprattutto trascorrendo lunghe ore in campagna, che è il modo migliore per ristabilire un contatto con il mondo reale, troppo spesso coperto dalla fuliggine e dallo smog. Oggi sono pienamente consapevole di essere uno sportivo atipico ma i semi di questo albero forte e strano che sono diventato erano lì da vedere già dal principio della mia carriera”.