PALAZZETTI E DINTORNI
Lo Zecchino [della pallavolo] d’oro
LO STELLIERE La pallavolo in Umbria ha una tradizione che passa da Spoleto e da Città di Castello. Adesso Perugia celebra il suo secondo titolo mondiale com’era successo solo al Cruzeiro in Brasile e a Trento. Per una settimana intera, a Bangolore, non ha perso mai un set in quattro partite, compresa la finale contro i brasiliani dell’Itambé Minas. Kamil Semeniuk ha chiuso con 14 punti, il premio di mvp è andato a Plotnytskyi.
Gian Luca Pasini sulla Gazzetta ha parlato di “una vittoria di forza, ma ancora della consapevolezza: perché Angelo Lorenzetti, al primo anno in Umbria dopo avere vinto lo scudetto con Trento, ha continuato a lasciar recupere Leon (il giocatore più pagato al mondo) e Russo (il centrale azzurro che non gioca dall’Europeo), ma nonostante queste defezioni, il coach ha saputo dare stabilità e convinzione alla Sir”.
Roberto Barbacci sul Corriere dello Sport-Stadio racconta che “Lorenzetti ha confermato per la terza serata di fila Herrera nel ruolo di opposto, ma ha trovato le risposte desiderate soprattutto in banda, con Semeniuk e Plotnytskyi (MVP del torneo) a tratti fuori portata. Il polacco, top scorer con 14 punti e l’86% in attacco, ha ormai assunto quel ruolo di leader che lo scorso anno un po’ era mancato, mentre l’ucraino ha mandato in tilt la ricezione brasiliana infilando 4 ace”.
Perugia è la squadra che con Andrea Anastasi in panchina stava dominando il campionato, a lungo imbattuta, finché non sono arrivati i play-off, dove ha smarrito la strada per lo scudetto. Ha cambiato allenatore. Ha portato via Angelo Lorenzetti ai campioni d’Italia. Per chi non potesse fare a meno di un riferimento calcistico, Lorenzetti è una specie di Sarri. Anche lui lavorava in banca, otto anni alla Cassa di Risparmio di Fano. Quando c’erano le partite importanti, prendeva le ferie. Fino al giorno in cui Julio Velasco lo chiamò nello staff delle nazionali giovanili e fece il salto, lasciò il posto fisso e si mise a insegnare pallavolo. Lorenzetti è convinto che nel bagaglio di un bravo allenatore debba essersi la capacità di usare le immagini per far passare dei concetti. Lui prende in prestito i personaggi del Mago di Oz. Lo spaventapasseri, l’uomo di latta, il leone. Così parla ai suoi ragazzi di viaggi, di viaggi e di sogni, di sogni e traguardi.
I soldi li mette Gino Sirci, titolare di un’azienda che fattura intorno ai 70 milioni nella produzione di prodotti per la prevenzione di infortuni sul lavoro, tute, guanti, calzature, cinture di sicurezza. Nella pallavolo ne investe due e mezzo all’anno. Si è appassionato perché suo figlio giocava nelle giovanili a Bastia e inizialmente fece da sponsor. Adesso nella casa al mare si è fatto un campo di beach volley. Dicono che sia un burbero, lui preferisce serio. Intorno al palleggiatore della nazionale – Simone Giannelli – ha messo insieme un gruppo di giramondo, dall’opposto cubano Jesús Herrera a Wilfredo León – che da Cuba è andato via per fare il professionista, prendendo il passaporto della Polonia. Polacco è lo schiacciatore Kamil Semeniuk, Oleg Plotnitsky viene dall’Ucraina, Wassim Ben Tara ha padre tunisino, madre polacca, lui parla italiano, arabo e francese per via delle precedenti esperienze con il Lione, lo Chamount e l’Ajaccio.
La pallavolo italiana detiene fino alla prossima settimana anche il titolo mondiale femminile, con un altro miracolo costruito in provincia, la squadra di Conegliano, che non potrà difendere il titolo per aver mancato la finale della scorsa Champions. L’Europa è rappresentata de due club della Turchia, il VakifBank Istanbul allenato da Giovanni Guidetti e l’Eczacibasi Istanbul di Tijana Boskovic. Avversarie: le brasiliane del Gerdau Minas e del Dentil Praia Clube, le vietnamite dello Sport Center I Women’s Club di Hanoi e le padrone di casa del Bohai Bank Tianjin.
BALALAIKA MAGICA È saltata la sfida Akimova-Antropova
La partita che valeva il terzo posto in classifica dietro Conegliano e Milano. L’ha vinta Scandicci rimanendo a -1 e a -6 dalle due squadre davanti. Novara non ha potuto giocarsela come avrebbe voluto. Akimova, rivelazione di inizio stagione, è stata fermata da un problema muscolare. All’assenza della russa si è aggiunta quella di Chirichella. Volley News dice che Novara è riuscita a riorganizzarsi lo stesso, dopo un primo set da incubo, “trovando l’assetto giusto con Buijs nel ruolo di opposta e arrivando a riaprire la gara nel terzo set”.
Ekaterina Antropova è stata la miglior realizzatrice con 28 punti, Zhu Ting ne ha aggiunti 19. Mvp della partita è stata scelta Beatrice Parrocchiale [“un’ottima gara in seconda linea” per Volley News]. Nella metà campo di Novara 16 punti per Greta Szakmary, 12 per Buijs e Anna Danesi.