L’esordio disastroso dell’Atalanta in Coppa dei Campioni

Resta il Napoli la sola squadra italiana ad aver vinto nel primo turno di Champions League. La Juventus di Sarri ha pareggiato 2-2 sul campo dell’Atlético Madrid dopo essere stata in vantaggio 2-0, ma resta una prestazione positiva, in controtendenza rispetto a quella di Firenze. L’Atalanta è stata invece travolta 4-0 dalla Dinamo Zagabria. Il Psg si è aggiudicato il match più atteso: 3-0 al Real Madrid di Zidane. Bayern Monaco e Manchester City senza problemi contro Stella Rossa e Shakhtar: 3-0. Il Tottenham ha pareggiato 2-2 in Grecia contro l’Olympiakos, era in vantaggio 2-0.

I risultati. Gruppo A: Brugge-Galatasaray 0-0, Psg-Real Madrid 3-0 | Gruppo B: Olympiacos-Tottenham 2-2, Bayern-Stella Rossa 3-0 | Gruppo C: Dinamo Zagabria-Atalanta 4-0, Shakhtar-Manchester City 0-3 | Gruppo D: Atletico Madrid-Juventus 2-2, Bayer Leverkusen-Lokomotiv Mosca 1-2

Stasera parte l’Europa League: la Lazio gioca in Romania con il Cluj, la Roma all’Olimpico contro i turchi del Medipol Basaksehir.

 

Atlético Madrid-Juventus | I calci piazzati sono un problema

Quattro dei cinque gol subiti dalla Juventus nelle 4 partite ufficiali della stagione sono arrivati da calci da fermo.

La Juventus ha subito 9 degli ultimi 12 gol in Champions League su palla inattiva, gli ultimi 3 tutti di testa. Amnesie”, dice Opta Paolo su Twitter

Le parole di Sarri | «Il luogo comune per migliorare è passare alla marcatura a uomo – è la sua risposta -. Bisogna migliorare perché la sensazione è che, se siamo passivi, lo saremmo anche a uomo. Ci lavoreremo perché ci sta costando qualcosa».

Luoghi comuni / 1
“Lo scorso anno da più parti si criticò l’atteggiamento del Napoli sui corner nella gara di ritorno dell’ottavo di Champions League contro il Real Madrid, sottintendendo che un sistema con marcature a uomo fosse più efficace di uno a zona pura. In realtà, se si guarda alle prime 17 giornate di questo campionato, le dieci squadre sistemate con la zona pura hanno affrontato complessivamente 352 calci d’angolo, subendo una rete nel 7,4% delle occasioni; mentre il secondo gruppo di squadre ha concesso un gol nel 7,7% dei casi, su un totale di 261 corner. Quindi le due percentuali sono in realtà molto vicine ed è difficile decretare un vincitore, ma comunque i sistemi a zona pura sembrano in leggero vantaggio su un campione più numeroso, e quindi significativo, di eventi. [Alfredo Giacobbe, l’Ultimo Uomo, 22 dicembre 2017]

Luoghi comuni / 2
“Un altro luogo comune stabilisce che la scelta della zona pura sia obbligata, qualora la statura media degli uomini di movimento fosse inferiore alla media. Se calcolassimo l’altezza media dei calciatori schierati nell’undici titolare da tutte le squadre in queste prime 17 giornate, scopriremmo che il primo gruppo di squadre, quello che sceglie la zona pura, ha portato in campo uomini con un’altezza media di 182,1 centimetri; invece il gruppo che adotta una zona mista ha schierato degli undici titolari con un’altezza media di 182,8 centimetri. Anche qui può valere la stessa conclusione di prima: le differenze esistono ma sono molto ridotte, addirittura al di sotto del centimetro. [Alfredo Giacobbe, l’Ultimo Uomo, 22 dicembre 2017]

La tesi a Coverciano di Andreazzoli | Al Master 1998-99 Aurelio Andreazzoli si diplomò con una tesi che aveva per argomento la difesa a zona sulle palle inattive. Fu giudicata la migliore del corso. Uno: tutti, partendo dalla propria posizione, si concentrano sulla ricerca della palla con movimento in avanti e in diagonale, senza indietreggiare ad esclusione (…). Due: ci si muove dopo che la palla è partita. Rispetto delle posizioni di partenza e dei compiti assegnati. Tre: occorre evitare l’anticipo che risulta il “pericolo numero uno”, con un attento lavoro sui tempi di gioco. Quattro: mai si è fuori dal gioco e dai compiti assegnati fin quando il possesso non è riconquistato oppure la palla non è allontanata”.

I mischioni in area | “La Juve non ancora sarrista e l’Atletico ancora cholista hanno pareggiato una partita illogica, come è logico se si sfidano due squadre che stanno cambiando identità. Difatti non è un caso che il risultato sia stato scolpito alla vecchia maniera, con due contropiedi razzianti di qua e due mischioni d’area di là, quelle ammucchiate tipicamente choliste in cui tutti gli spagnoli si buttano a corpo morto travolgendo chi capita (…) Quel che colpisce, della Juve, è la passività con cui si cala nelle partite: il centrocampo lo lascia sempre in mano agli altri (…) La squadra bianconera ha comunque ancora una memoria che resiste, è l’impronta di anni e anni di calcio pratico sublimati dall’azione del primo gol”. [Emanuele Gamba, la Repubblica]

Un ottimo risultato | “A me la Juve è piaciuta, a tratti molto. È stata raggiunta da un’azione da fermo a tempo ormai finito, ma ha tenuto il campo con durezza e qualità. (…) Sembra cominciare ad avere un dialogo con il suo mister. Credetemi: è un ottimo risultato”. [Mario Sconcerti, Corriere della sera]

Dinamo Zagabria-Atalanta | Le conseguenze di un debutto

Mai vista la squadra di Gasperini soffrire così | In campo non c’era l’Atalanta, ma il suo fantasma. Mai vista la squadra di Gasperini soffrire così, non reagire mai, sbagliare un’infinità di passaggi, non tirare quasi mai in porta. La Dinamo Zagabria l’ha abbattuta con le caratteristiche che di solito ha la Dea: velocità, grinta, ritmo forsennato. Ma era la Dinamo, la squadra che in teoria dovrebbe esser la più debole del girone e che invece, bisogna ammetterlo, si è rivelata più forte del previsto”. Lo ha scritto Fabio Bianchi sulla Gazzetta dello sport

Cosa succede a imborghesirsi | “Quarantacinque minuti senza tirare in porta, al netto di una conclusione centrale di Gomez, surclassati a livello di gioco, travolti dalla genialità di Dani Olmo e dalla tripletta di Mislav Orsic. Quasi a ricordare che a imborghesirsi si rischia il fracasso, come successo in Inter-Atalanta 7-1, due anni e mezzo fa: lì c’era in ballo l’Europa League, poi arrivata con una sequela di grandi risultati”. [Andrea Losapio, Corriere di Bergamo]

 

PSG-Real Madrid | Il collasso di Zidane

Angeli e diavoli | L’Équipe gioca con il nome di Di Maria, autore di due gol. Paris est angélique et Di Maria est diabolique. “Sin alma”: titola così il quotidiano sportivo spagnolo Diario As. E all’interno: “collasso totale del Madrid”. Scrive Luis Nieto: “È stata una di quelle sconfitte che allontanano il Madrid dal suo popolo. Una squadra fantasma, fiacca, in disgregazione”.

“È un po’ più di una vittoria quella del Psg sul Real Madrid per 3-0. È una lezione impartita a una grande di Spagna, un messaggio inviato all’Europa e una festa offerta al Parco dei Principi”. [L’Équipe

I malumori di Lloris

France Football ha intervistato nel suo ultimo numero in edicola Hugo Lloris, il portiere francese del Tottenham, che ieri sera ha pareggiato 2-2 la sua partita di Champions in Grecia sul campo dell’Olympiakos Pireo. “Ho trascorso un’estate primordiale. Il problema, quando le competizioni si accumulano come l’anno scorso con la Coppa del mondo, è che la stagione finisce tardi, ci sono poche vacanze per recuperare. Non siamo dei robot. Sarebbe davvero importante prendersi del tempo per staccare”.

È servita a digerire la sconfitta in finale di Champions?

“Bisogna guardare avanti. Quel che è fatto, è fatto. È sempre dolorosa, le 48 ore che sono seguite alla partita non sono state piacevoli. Alla fine ho dovuto raggiungere la nazionale per la partita con la Turchia, non ho avuto più altro tempo per ragionarci, potrebbe essere stato un bene. Quando abbiamo perso la finale degli Europei 2016 contro il Portogallo, ho impiegato cinque o sei giorni per farmi passare il malumore”.

Tensione Inter

A Brozovic non piacciono i numeri 9 | “Tra Romelu Lukaku e Marcelo Brozovic c’è stato un acceso scambio di vedute. L’attaccante ha chiesto conto ai compagni del perché fossero state disattese le disposizioni di Conte e il suo piano partita. (…) Il confronto però è diventato un po’ troppo acceso, soprattutto quando Brozovic ha risposto usando i suoi toni. Il croato non ha gradito, ha sentito il discorso di Lukaku come rivolto a sé e non più in generale alla squadra, come invece intendeva il belga. I due si sono minacciosamente avvicinati. (…) Brozovic ha un carattere piuttosto fumantino e non è nuovo a rapporti turbolenti con i compagni, particolarmente i numeri 9”. [Guido De Carolis, Corriere della Sera]

Se si gioca così, Lukaku è uno spreco | “Ma è la qualità dei palloni che ha toccato Lukaku a far discutere. Il belga è centravanti che per rendere al meglio deve avere campo davanti, deve poter giocare in profondità, sfruttare la sua accelerazione: è quella la sua caratteristica migliore, non certo la palla addosso o la sponda. Il colpo di testa, annullato dal fuorigioco nel finale, è l’esempio più pratico. E invece nel tabellino risulta un solo tiro in porta del belga. Uno spreco. Ma in fondo nessuno come Conte è conoscenza delle caratteristiche tecniche di Lukaku”. [Davide Stoppini, Gazzetta dello sport]

Ultras e ricatti

Addio alla responsabilità oggettiva
«Per impedire che i Club possano essere ricattati e che alcuni gruppi criminali possano tenere in scacco un intero sistema, con l’articolo 7 abbiamo introdotto le cosiddette esimenti ed attenuanti che scattano se la società ha adottato il Modello di Organizzazione e Gestione e ha messo in campo tutte le misure necessarie a prevenire cori discriminatori e razziali e atti violenti all’interno dello stadio. Dobbiamo entrare definitivamente nell’era della responsabilità e delle condanne personali» | Gabriele Gravina, presidente della Federcalcio in una intervista con Emiliano Bernardini, Il Messaggero

Vetrate a San Siro

I progetti per lo stadio di Milano. Sono due e li anticipa stamattina la Gazzetta in un articolo di Valerio Clari. “Quello di Populous richiamerebbe due eccellenze architettoniche della città, il Duomo e la Galleria Vittorio Emanuele II, giocherebbe molto su luci e vetri, permetterebbe colorazioni diverse a seconda della squadra impegnata. Chi ha visto i rendering, parla di un progetto avveniristico, interrato (30 metri l’altezza in superficie) e costituito da un parallelepipedo di «cristallo» che evoca il concetto della «Cattedrale del calcio», con gallerie intorno al corpo centrale le cui arcate richiamano i due capolavori di Piazza Duomo. L’altro impianto, quello di Manica-Cmr, viene invece raccontata come una struttura altrettanto bella e moderna, ma in un certo senso più tradizionale (dall’alto è il classico ovale): il suo segno distintivo sarebbero due enormi anelli che si incrociano, a simboleggiare la coesistenza dei due club nella stessa casa. Una parte della facciata, poi, potrebbe essere dedicata ai tifosi, con la possibilità di inserire sui «mattoni» dell’impianto il proprio nome o, chissà, la propria foto”.

 

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