Márquez e Valentino hanno ricominciato

Pole position per Maverick Viñales che l’ha soffiata sul traguardo per 295 millesimi a un sorprendente Pol Espargaro. È la seconda dell’anno dopo quella al debutto in Qatar.
In prima fila anche Fabio Quartararo. In seconda: Morbidelli, Márquez e Dovizioso. Settimo Rossi, che alla curva 14 ha incrociato la traiettoria del leader del Mondiale. Incidente sfiorato, stizza, nessun provvedimento preso dai commissari. 

 

Lo spagnolo ha detto: “Strano accada una cosa così in qualifica, chiedete a lui quale fosse la sua intenzione. Io lotto per il Mondiale, altri no”. Valentino ha sbuffato e ha risposto: “Ma se gli stavo davanti… Quando sono andato largo lui è venuto subito a bloccarmi per finire le ultime possibilità che avevo di concludere il giro. Poi ho visto che mi ha fatto un cenno con la mano, ma non ho capito cosa voleva dire”.
Scrive Flavio Vanetti sul Corriere della sera: Confessiamolo: un po’ le scintille ci mancavano. C’era una sorta di falsa tregua che è saltata. Secondo Paolo Ianieri sulla Gazzetta dello sport non si ameranno mai. Anzi. Ogni occasione è buona per Valentino Rossi e Marc Márquez  per dar fastidio l’uno all’altro o anche solo punzecchiarsi, eterno scontro tra due maschi alfa per nulla disposti a cedere terreno. Per Tommaso Lorenzini su Libero, parafrasando Minerva McGrannit, la professoressa di trasfigurazione di Harry Potter, «mi domando perché ogni volta che succede qualcosa ci siete di mezzo voi due»

 

I precedenti
2015   Gp della Malesia, la prima volta in cui la rivalità diventa scontro vero e proprio. Valentino aveva accusato lo spagnolo di volere fargli perdere il Mondiale. I due si toccarono. Rossi colpì Márquez che finì a terra, e fu punito: dovette partire dal fondo dello schieramento nella gara successiva, in piena volata per il titolo.
“Complotto o gesto folle?” si chiese la Repubblica, mentre El País scrisse che la “patada è la nuova testata di Zidane”. 
2018   In Argentina fu Márquez a entrare in contatto con Rossi e a provocarne la caduta. Stava tentando di superarlo durante una rimonta. «Mi gettò a terra senza ritegno» sono le parole di ieri di Rossi. Il pilota della Honda fu penalizzato di 30 secondi al traguardo. 

 

Il miele della Ducati | Quando è arrivata l’e-mail dalla casa madre, in Ducati pensavano che il traduttore di Google avesse giocato loro un brutto scherzo. Allevare api in azienda? Ma davvero? Alveari in mezzo alle moto da corsa? Poi hanno capito che i tedeschi di Audi col biomonitoraggio ambientale facevano sul serio e si sono adeguati. Era il 2016. Oggi nello stabilimento alle porte di Bologna troneggiano sei arnie. Nel 2018 le api della Rossa hanno prodotto un quintale di miele, quest’anno solo trenta chili. (…)  Per Natale, ogni anno, tutti i 1400 dipendenti ricevono in regalo un vasetto di miele [Caterina Giusberti, la Repubblica]

 

Il malinconico Mondiale di Iannone

 

Andrea Iannone oggi nemmeno partirà. La spalla sinistra gli fa ancora male dopo la caduta di venerdì e una seconda ieri. Quest’anno ha come migliori risultati due decimi posti in Gran Bretagna e in Olanda. L’ultimo podio è di un anno fa, in Aragona. La rivista francese News Gp Racing in aprile scriveva che “in Ducati come in Suzuki, Andrea ha già avuto problemi di motivazione. Ma se vuole restare in moto…”.

 

Più follower che sorpassi | Se contassero i follower, invece dei sorpassi, quest’anno Andrea Iannone sarebbe imbattibile. I numeri non mentono mai: ultimo classificato nel gp d’Austria, dove nel 2016 aveva trionfato riportando in paradiso la Ducati, il pilota di Vasto ha però raggiunto i 3 milioni di fan sui social. In questa stagione è partito per 6 volte dal fondo della griglia, che disastro. Ma su Instagram ha 400 mila tifosi in più di Dovizioso, che pure la domenica se la gioca con Marquez per il titolo mondiale. Lo chiamano: The Maniac. Più perde, più la gente lo ama. Ha appena compiuto 30 anni: chiusa la storia con Belen, si è fidanzato con una influencer seguita da oltre 4 milioni di persone. Non ha paura del tempo che passa e delle critiche, spesso feroci. Anzi. «In pista non sono mai stato così forte, dal punto di vista tecnico e fisico». Lo giura. «Ho ancora 4-5 stagioni davanti a me: se mi daranno una moto competitiva, posso tornare a essere uno dei più forti». [Massimo Calandri su Repubblica il 23 agosto]

 

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